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Il messaggio del CEO e le domande dei lavoratori
A settembre, come ogni anno, arriva il messaggio del CEO per il rientro dalla pausa estiva.
Quest’anno è un video. Ascoltato di fretta, sembra del tutto condivisibile. Ma viviamo in una società che ci ha abituato a considerare certi valori “giusti e indiscutibili”, rendendo difficile immaginare alternative.
Proviamo allora a uscire dal copione. Una lettera aperta non avrebbe trovato risposta, e comunque la riflessione sul nostro lavoro deve nascere da noi, non da una concessione altrui. Per questo ci rivolgiamo a te, collega: tu, cosa ne pensi?
Il riconoscimento dell’impegno e la realtà quotidiana
“Grazie per il tuo impegno in questi 22 trimestri.” Il riconoscimento a parole c’è sempre. Ma lo ritrovi nella quotidianità? Più ci si allontana dal “centro”, più il messaggio cambia. Hai l’ansia che una giornata sottotono cancelli tutto il passato? Che ti si chieda sempre di dimostrare qualcosa? Che i risultati siano irraggiungibili per definizione, perché “Unlimited”? E ti bastano due frasi dei vertici per dimenticarlo?
“Vogliamo essere i migliori”
“Vogliamo essere i migliori.” Non ci sorprende più. Non siamo gli unici a lavorare così, né gli unici a ignorare le ricadute di questa corsa alla crescita senza fine. Ma ti riconosci in quel “noi”? Qualcuno ti ha chiesto un parere prima di parlare a tuo nome? Tra i tuoi obiettivi di vita c’è davvero che UniCredit batta la concorrenza? La gara dei top manager per i risultati finanziari è la tua battaglia?
“I nostri clienti meritano il meglio”
“I nostri clienti meritano il meglio.” Il meglio per chi? Quando in riunione ti chiedono di vendere “almeno un pezzo” di un prodotto, è per servire meglio il cliente? Quando ti dicono che conviene vendere i fondi più costosi perché aiutano a centrare gli obiettivi, dov’è il meglio per il cliente? Si può aumentare sempre la quantità e garantire la qualità? Le pressioni di vendita non rischiano di farti trascurare la volontà del cliente e di aumentare gli errori? E chi ti spinge ad accelerare ti tutelerebbe, se sbagliassi?
Professionalità e pressioni commerciali
“I risultati sono frutto della vostra mentalità.” Allora perché le pressioni continuano? La tua professionalità è davvero valorizzata, o a volte è un ostacolo ai risultati che ti chiedono?
Chi decide cosa conta davvero?
“Ci concentreremo su ciò che conta davvero.” Chi decide cosa conta? Il management, che a ogni livello dice cose diverse? La legge? La tua etica e la tua professionalità? L’ambizione di crescere o di centrare i premi? La paura di ritorsioni?
Lavorare insieme, ma per quali obiettivi?
“Quando le persone di UniCredit si uniscono, non c’è traguardo che non possiamo raggiungere.” Bello. Ma non ti è parso, a volte, che la banca ci mettesse uno contro l’altro, in una competizione non sempre sana? E se possiamo lavorare insieme, perché solo per gli obiettivi aziendali? Perché non per la qualità del nostro lavoro, per il clima nelle filiali, per dare senso al nostro lavoro e valore alla nostra professionalità?
Una sana ribellione per immaginare un futuro migliore
Se qualcuna di queste domande ti ha interrogato, lasciati interrogare. Esercita una sana ribellione e immagina un futuro migliore. Le risposte non sono nel video né nelle slide delle riunioni: sono nel rapporto con colleghi e clienti, e nel valore che dai alla tua dignità professionale.
Non restare solo con i tuoi dubbi. Confrontati con chi vive le tue stesse difficoltà. Costruire un’alternativa e pretendere il rispetto che meriti non è un’utopia: è una scelta che parte da ciascuno di noi.
Siamo d’accordo con Andrea: insieme possiamo fare la differenza.
Verona, 8 ottobre 2026
I Coordinatori Territoriali Unicredit Region Nord Est
Fabi – First Cisl – Fisac – Unisin



