Lazio: Generali Real Estate: joint venture sul property management, i sindacati chiedono chiarezza sul valore industriale e sul futuro di GRE

generali real estate

Milano, Roma, Trieste 13.10.2026 

“Circa 80 persone, tra dipendenti diretti e lavoratori distaccati del Gruppo, non possono essere trasferite nell’incertezza. Generali chiarisca benefici, alternative e garanzie dell’operazione.”

Desta forte preoccupazione il progetto, ancora in fase di valutazione, relativo al trasferimento delle attività di Property Management di Generali Real Estate in una nuova joint venture. Secondo le informazioni finora comunicate, il potenziale partner CBRE deterrebbe il 60% della nuova società, mentre Generali Real Estate manterrebbe una partecipazione di minoranza pari al 40%.

L’operazione interesserebbe circa 80 persone, considerando sia i dipendenti diretti del ramo sia i numerosi lavoratori del Gruppo attualmente distaccati nelle attività coinvolte. Le persone confluirebbero non direttamente in CBRE, ma in un nuovo soggetto giuridico distinto sia da Generali sia dal partner industriale, con interrogativi ancora aperti sul loro futuro occupazionale, contrattuale e professionale. Le modalità con cui l’operazione sarebbe impostata e gestita appaiono in evidente discontinuità rispetto alle prassi abitualmente adottate nelle altre società del Gruppo.

A oggi non risultano definite garanzie sufficienti sulla continuità occupazionale nel medio e lungo periodo, sul mantenimento delle sedi di Milano, Roma, Trieste, Mogliano Veneto e Verona, sul contratto collettivo applicabile, sulla contrattazione integrativa, sul welfare aziendale, sui fondi sanitario e pensionistico, sullo smart working, sui percorsi professionali e sul futuro del personale distaccato.

Ma la questione non riguarda soltanto le tutele individuali. Le Organizzazioni Sindacali chiedono che venga chiarito il reale valore industriale dell’operazione. Non è stato ancora spiegato in modo convincente quali benefici economici, organizzativi e strategici la joint venture dovrebbe produrre, attraverso quali indicatori tali risultati verrebbero misurati e quali rischi siano stati valutati nel medio e lungo periodo.

“Se l’operazione genera davvero valore per il Gruppo Generali, perché è necessario trasferire persone, competenze e attività operative sotto il controllo di un soggetto esterno? Quali alternative sono state esaminate e per quali ragioni sono state scartate?”

Il trasferimento all’esterno del Property Management apre inoltre un interrogativo decisivo sul futuro della stessa Generali Real Estate. L’attività oggetto del progetto rappresenta una componente operativa continuativa e una fonte di ricavi ricorrenti. Occorre quindi comprendere quale modello industriale sia previsto per la GRE che resterà dopo l’operazione, quali attività, competenze, responsabilità e fonti di ricavo rimarranno nella società e su quali basi sarà garantita la sua sostenibilità industriale e occupazionale.

Non basta affermare che il potenziale partner è solido e internazionale. Il Gruppo deve spiegare quale valore concreto la joint venture produrrà per Generali Real Estate e per il Gruppo nel suo complesso, quali competenze strategiche intenda mantenere al proprio interno e perché non sia stato ritenuto possibile investire direttamente nelle professionalità già presenti, rafforzando strutture, tecnologie e capacità operative.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dalla previsione di opzioni put e call dopo i primi sette anni. È necessario conoscere fin da ora quali garanzie vincolanti e durature proteggeranno le lavoratrici e i lavoratori in caso di successivi cambiamenti dell’assetto societario, riduzione o revoca dei mandati affidati alla joint venture o uscita di uno dei partner.

FIRST CISL, FISAC CGIL e UILCA chiedono pertanto al vertice del Gruppo Generali di non assumere decisioni irreversibili prima di avere fornito un quadro industriale completo e di avere aperto un confronto preventivo, trasparente e sostanziale con le rappresentanze dei lavoratori. Ogni eventuale scelta dovrà essere accompagnata da impegni esigibili e di lungo periodo su occupazione, sedi, condizioni economiche e normative, welfare, sviluppo professionale e posizione del personale distaccato.

I lavoratori e le lavoratrici di GRE S.p.A. in data 1° ottobre 2026 hanno inviato una lettera aperta al top management chiedendo chiarimenti e rimarcando l’appartenenza al Gruppo Generali di tutti i dipendenti e la forte interconnessione del team Property Management alle varie funzioni di GRE, ma al momento non risulta pervenuto alcun riscontro.

“Generali deve chiarire non soltanto quale futuro attenda le persone che potrebbero essere trasferite, ma anche quale futuro industriale attenda la Generali Real Estate che resterà dopo l’operazione.”

Le persone, le competenze e il patrimonio professionale costruito negli anni non sono una variabile societaria. Il loro futuro e quello di GRE meritano risposte chiare, verificabili e vincolanti.

Comunicato stampa

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