UMBRIA
Il futuro è adesso
il quadro è chiaro, e non lo diciamo noi: lo certifica la Corte dei conti.
Chi lavora e chi è in pensione paga l’82 per cento dell’IRPEF.
Lo Stato incassa più di quanto spende per i servizi. Quella differenza va agli interessi, agli incentivi senza condizioni e alle armi.
Nel frattempo salari e pensioni perdono potere d’acquisto, le Case della Comunità restano vuote, gli ispettori del lavoro non vengono assunti e i giovani non trovano né contratti stabili né case a prezzi accessibili. La manovra 2027 non cambia questa rotta.
Noi chiediamo di cambiarla.
Le risorse ci sono: 119 miliardi di agevolazioni fiscali, un’evasione controllata in meno di quattro casi su cento, rendite finanziarie tassate meno del lavoro, decine di miliardi destinati al riarmo.
È una questione di scelte.
Nel nostro lavoro quotidiano, nel credito e nelle assicurazioni, ci occupiamo di futuro: credito, investimenti, garanzie, tutele.
Sappiamo meglio di altri che un investimento si giudica da quello che restituisce. Il 20 novembre chiediamo a tutti di investire una giornata per restituire al Paese salari, pensioni, servizi e pace.
Il compito di ciascun dirigente, da qui al 20 novembre, è portare questi numeri in ogni posto di lavoro, in ogni assemblea, a ogni collega. Perché il futuro è adesso.
RELAZIONE SULLE RAGIONI DELLO SCIOPERO ⇒ Scarica il PDF