Roma – Metro C, la Cgil al sindaco: sbloccate i lavori. Oggi l’incontro

 

L’obiettivo è di quelli che meritano una procedura d’urgenza: riaprire i cantieri della più grande opera pubblica in costruzione in Italia, fermi dal 9 agosto. Per riavviare i lavori della linea C della metropolitana – bloccati dal mancato pagamento di un finanziamento di 230 milioni destinato alla tratta San Giovanni-Colosseo, atteso da due anni – negli ultimi giorni sono stati attivati i canali diplomatici tra Campidoglio, Roma Metropolitane e consorzio Metro C.

E questa mattina, in un importante studio legale romano, è in programma un incontro tra l’assessore alla mobilità Guido Improta e i vertici delle aziende interessate, per riprendere le fila di un discorso interrotto bruscamente prima di Ferragosto. Le posizioni in campo sono note: il consorzio spiega di non poter più andare avanti nella realizzazione dell’opera – dopo due anni di autofinanziamento – senza i fondi necessari; l’amministrazione comunale, dal canto suo, chiede «di conoscere il cronoprogramma definitivo dei cantieri» prima di dare il nulla osta all’erogazione dei soldi. La speranza, espressa da entrambi i fronti, è che il summit di oggi serva, se non a risolvere definitivamente la vicenda, quantomeno ad aprire la strada a un accordo tra le parti.

L’ALLARME DEI SINDACATI
In mezzo ci sono i circa tremila lavoratori delle imprese affidatarie, che da quasi venti giorni sono in cassa integrazione o in mobilità a causa della sospensione dei lavori. Una situazione che crea comprensibile allarme nei sindacati: «Capiamo le difficoltà nelle quali si è venuta a trovare la nuova giunta, ma riteniamo che il sindaco debba accelerare questa verifica per capire se il consorzio ha diritto o no ad avere ulteriori rimborsi – sottolinea Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio – perché bisogna al più presto ridefinire lo stato dell’arte e far ripartire le opere, per ridare ai lavoratori una possibilità occupazionale ma anche per fornire alla città un servizio importante». Ogni fermo lavori «ha un costo per la collettività – dice Fabrizio Santori, capogruppo de La Destra in consiglio regionale – che va dalla potenziale cassa integrazione per migliaia di dipendenti ai disagi che subiranno i romani per cantieri ancora aperti, oltre al rischio di ulteriori ritardi per la conclusione dei lavori della metro». Secondo Santori, «non deve essere la cittadinanza romana a pagare a caro prezzo quei giochi di potere e quei dannosi capricci di un uomo che ancora non si è reso conto delle responsabilità che lo investono come primo cittadino della Capitale»

 

tratto da : il messaggero.it

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