Il Manifesto per la Buona Finanza a Terni

da Umbria 24 – Un ‘Manifesto per la buona finanza’, è quello messo a punto da Fisac e Cgil ed illustrato venerdì mattina. La proposta del sindacato parte dalla «regolamentazione della finanza strutturata e dei derivati – ha spiegato Luana Leonori, segretaria della Fisac Cgil di Terni – perché ci sarebbero derivati, nel bilancio dello stato, pari a 160 miliardi di euro, 220 miliardi in quello degli enti locali e circa 200 sarebbero riconducibili alle principali banche italiane. Ecco perché Cgil e Fisac chiedono «regole più incisive contro la speculazione» che prevedano, tra le altre cose, «una ‘black list’ di derivati che siano vietati alle banche commerciali».

Le fondazioni Altro punto importante del ‘manifesto’ è quello che sostiene invece la necessità del «riordino delle autorità di vigilanza, delle fondazioni bancarie e della governance delle banche». E proprio il tema del ruolo delle fondazioni bancarie (invitate, ma assenti), rilanciato dalla Cgil in Umbria negli ultimi mesi, è stato al centro della discussione. Le sei fondazioni operanti nella regione detengono infatti ingenti capitali (circa 1 miliardo di euro) che sono risorse del territorio e che al territorio, tanto più in una fase di crisi pesante come quella attuale, devono tornare.

Megale Mentre il Paese vive una situazione di straordinaria emergenza economica e sociale – ha detto Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil – e con Confindustria impegnata con i sindacati nel patto di Genova, l’Abi è l’unica associazione che sceglie la strada della rottura e della drammatizzazione, mandando all’aria un’antica e proficua storia di positive relazioni industriali».

Fondo rotativo Per concretizzare tale progetto, propone la Cgil, «si può guardare al fondo rotativo promosso dalla Regione e presentato dall’assessore Riommi, al quale le Fondazioni potrebbero contribuire con risorse importanti». Su questo punto anche gli interlocutori presenti al tavolo hanno espresso un parere positivo, sottolineando come l’investimento nelle piccole e medie imprese del territorio possa rappresentare tra l’altro un ottimo strumento di difesa del capitale delle Fondazioni.

Gli interventi Il direttore di Gepafin, Salvatore Santucci si è soffermato sul nodo delle garanzie e dell’intervento pubblico, mentre Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria, è tornato a sottolineare la necessità di «attivare strumenti straordinari, in particolare per il territorio di Terni, attraverso il riconoscimento da parte del governo della condizione di ‘area di crisi industriale complessa’», con la conseguente attivazione di strumenti adeguati al livello di sfida posta dalle vertenze industriali aperte sul territorio.

I partecipanti All’iniziativa, che si è svolta al Caos, hanno preso parte, rispondendo alle domande di Massimo Giulietti, segretario generale della Fisac Cgil dell’Umbria; anche Roberto Marino, di banca Etica; Mauro Agostini, direttore di Sviluppumbria e l’assessore regionale Vincenzo Riommi.

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