Unicredit: piano industriale e “voci di dietro”

Nel corso degli incontri in Capogruppo abbiamo chiesto spiegazioni in merito a notizie di stampa riportanti dichiarazioni dell’Amministratore delegato Sig. Ghizzoni circa possibili modifiche del Piano Industriale 2010/2015 e chiarimenti rispetto alle voci circolanti sulla possibile attivazione di “scivoli” lunghi, addirittura della durata di 7 anni, per un numero imprecisato di Lavoratori e Lavoratrici. La Funzione Relazioni Sindacali ha precisato che il 2013 è stato un anno ancora particolarmente problematico per l’andamento dell’economia nel suo complesso e per la situazione di settore ancora pesante. I risultati del perimetro Italia risentiranno di questa pesante situazione di contesto. Peraltro, anche le attività retail dell’Europa Occidentale sono critiche. Ogni anno entro la metà del mese di marzo UniCredito sottopone a verifica i risultati reddituali ed organizzativi realizzati nell’anno precedente e fissa gli obiettivi di budget per l’anno in corso. In quell’occasione è prevedibile che sarà sottoposto a “verifica ed aggiornamento” il Piano Industriale alla luce delle condizioni di contesto. Allo stato non sono noti tempi, contenuti e profondità dell’intervento. Secondo l’Azienda gli obiettivi di riduzione dei costi fissato nel vigente Piano Industriale non è stato raggiunto in quanto le riforme organizzative e di efficientamento sono state realizzate nei tempi previsti, mentre le uscite non si sono realizzate completamente per effetto delle modifiche del sistema pensionistico introdotte dalla Legge Fornero che ha posticipato di due-tre anni la maturazione del diritto a pensione. Quanto all’ipotesi di utilizzo del “Fondo esuberi” di settore l’Azienda ha precisato che:

  • gli accordi del 18 ottobre 2010 e del 15 settembre 2012 originariamente prevedevano solo l’uscita incentivata e volontaria di coloro che avevano maturato o avrebbero maturato i requisiti per avere il diritto alla pensione pubblica entro il 31 dicembre 2015;
  • quella scelta derivava dalla valutazione che il ricorso al “Fondo esuberi” fosse eccessivamente oneroso;
  • il fatto che il Fondo stesso sia stato recentemente rinnovato alle stesse condizioni conferma le riserve rispetto al suo possibile utilizzo e rende improbabile la percorribilità.

L’Azienda ha concluso che, se mai si aprissero ipotesi di uscite di personale, riguarderebbero esclusivamente l’accompagnamento di coloro che matureranno i requisiti pensionistici nei prossimi anni in base alle leggi tempo per tempo vigenti. E’ escluso, allo stato, il ricorso al Fondo di solidarietà. Risultano così prive di qualsiasi fondamento le voci che si stanno diffondendo.

 

Come OO.SS. abbiamo preso atto delle dichiarazioni aziendali e dichiarato che qualsiasi scelta non può più avere al centro la ossessiva ricerca di riduzione dei costi del personale, né prevedere ulteriori sacrifici. Quanto al possibile utilizzo degli strumenti di ammortizzazione sociale, appena positivamente rinnovati, siamo disponibili a prenderli in considerazione tutti a tutela di chi esce, di chi resta e di chi entrerà nel gruppo, come sempre avvenuto. E’ necessario investire, puntare all’incremento dei ricavi, innovare i prodotti e ridurre gli sprechi e le inefficienze a partire dalle posizioni apicali.
In quest’ottica ci siamo dichiarati disponibili ad interventi di riordino e razionalizzazione del capitolo di welfare aziendale puntando a riqualificarne e migliorarne le prestazioni.

Milano 6 febbraio 2014
Le Segreterie Gruppo UniCredito
Dircredito – Fabi- Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – Sinfub – Ugl Credito – Uilca

Scarica comunicato

Back to top button