Crédit Agricole torna all’utile bene anche Cariparma

By: firstindy – All Rights Reserved
da repubblica.it – MILANO – Il terzo gruppo bancario francese, il Crédit Agricole ritorna alla piena redditività, dopo le pesanti svalutazioni e le partite straordinarie che avevano caratterizzato i due esercizi precedenti. Nel 2013 infatti la capogruppo ha segnato un risultato netto pari a 2,5 miliardi, praticamente in linea con le attese degli analisti (2,48 miliardi) e per il quarto trimestre ha registrato un utile netto di 612 milioni di euro (in questo caso inferiore rispetto al consensus raccolto da Bloomberg).
E con il ritorno all’utile torna anche la cedola: il cda proporrà la distribuzione di un dividendo da 0,35 euro, pagabile in contanti o in azioni (l’azionista di maggioranza, la Sas Rue la Boètie ha confermato in consiglio di optare per il pagamento in nuove azioni). Complessivamente verrà distribuito il 35% del risultato consolidato.

Nel 2011 e nel 2012 l’Agricole aveva registrato perdite rispettivamente per 1,47 miliardi e 6,47 miliardi, risentendo di pesanti svalutazioni e della minusvalenza legata alla vendita della controllata greca Emporiki. Nel 2013 l’utile netto del gruppo Crédit Agricole, che riunisce tutto l’insieme delle casse regionali, è stato pari a 5,13 miliardi. Tornando alla capogruppo, i proventi sono lievemente cresciuti a 16,01 miliardi, mentre gli oneri sono scesi del 3%. Relativamente al quarto trimestre, è migliorato il costo del rischio (883 milioni di euro contro i 1.030 di un anno prima) sopratutto grazie al miglioramento di Agos Ducato, dove il costo del rischio

è passato da 416 a 187 milioni attuali. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 secondo le regole “fully loaded” Basilea 3 è pari all’8,3% per la capogruppo e all’11,2% per tutto il gruppo Crèdit Agricole. “Questi risultati riflettono la solidità del nostro gruppo, sono in linea con le nostre attese e mostrano che i nostri fondamentali sono solidi”, ha commentato l’amministratore delegato Jean-Paul Chifflet.

Per quanto riguarda Cariparma, la controllata italiana del colosso francese, ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 150 milioni, in crescita del 70% al netto della plusvalenza registrata nel 2012 per la cessione di Ca vita. Il risultato della gestione ordinaria è salito del 23% a 669 milioni e il rapporto cost/income si è attestato al 59,6% anchegrazie ad una riduzione dei costi pari al 15%. Nel 2013 gli impieghi a clientela sono cresciuti del 4% – a 36,5 miliardi – e la raccolta diretta dell’1% a 36,6 miliardi. Il costo del rischio è salito del 3% annuo. La copertura dei crediti deteriorati è al 40%, “uno dei livelli più elevati nel sistma bancario italiano” si legge in una nota del gruppo; la copertura delle sofferenze è al 56%, mentre l’incidenza delle sofferenze sui crediti netti è del 2,5%. Quanto alla solidità patrimoniale, a fine 2013 il Core tier 1 è salito al 10,3% e il tier total al 13,3%; la banca ha recentemente ottenuto da Bankitalia la validazione all’utilizzo del sistema interno di rating per il portafoglio retail.

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