Salvo Battaglia è il nuovo segretario della Fisac CGIL di Catania

Salvo Battaglia è il nuovo segretario della Fisac CGIL di Catania, il sindacato assicurazione credito che stamattina ha aperto la stagione congressuale della CGIL catanese. Battaglia, 49 anni, dagli anni ’90 militante in Cgil (ha anche seguito il settore “mercato del lavoro”), è stato eletto a maggioranza al termine dei lavori congressuali tenutisi oggi nella sala “Russo” di via Crociferi.
“Il nostro obiettivo sarà rafforzare la nostra rappresentanza, già forte in molte realtà. Ma puntiamo anche a rafforzarci in tutte le imprese finanziarie che sono state colpite da riduzione di personale. E poi c’è la battaglia per il contratto nazionale del lavoro e il grave problema degli esuberi, che saremo chiamati a tenere sotto controllo anche nella nostra città “.
Ma i lavori di oggi sono serviti anche a fare il punto sullo status quo del settore bancario a Catania, così come nel resto d’Italia. Sono infatti circa 55 mila gli esuberi annunciati in tutta Italia e anche Catania non farà purtroppo eccezione. Tra i grandi gruppi che hanno annunciato gli esuberi c’è il Monte Paschi. All’incontro era presente Francesca Artista segretaria della Fisac Sicilia, Enzo Petrone responsabile del dipartimento organizzazione Fisac sicilia, e Saro Pizzuto, segretario generale uscente.
“Cosa accadrà a Catania nei prossimi mesi in termini di gestione di esuberi è ancora un’ incognita, visto che i piani industriali non sono ancora pronti- ha sottolineato il segretario uscente Pizzuto- Certamente nella nostra città non accadranno cose diverse rispetto al resto d’Italia, ma ad esempio sul piano delle scelte nel nostro contesto, quando una piccola azienda non ha i numeri per andare avanti e le banche mantengono lo stesso atteggiamento, tutti ne paghiamo le conseguenze”.
Quali sono i punti caldi della categoria, comuni in tutte le città italiane? Per Francesca Artista, ” è oramai in corso una differenziazione sociale e salariale tra i lavoratori e le lavoratrici del mondo del credito. Oggi i bancari sono ceto medio che “scende” pericolosamente, mentre il management cresce. Inoltre i prodotti commerciali , con i quali il management chiede di ricavare utili, non danno garanzie ai consumatori, poiché figlie di una speculazione finanziaria e producono solo utili a breve termine. E poi le condizioni di lavoro: vogliono trasformarci in venditori. Invece, chiediamo al nuovo governo nazionale di capire che speculare e abbattere il salario non significa intervenire a favore del tessuto sociale ed economico”.

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