Riscossione: no alle strumentalizzazioni

By: Felice Coraci – All Rights Reserved

Le Organizzazioni Sindacali del settore riscossione tributi condannano chi impropriamente vuole, in modo strumentale, decretare per mera propaganda politica il destino di circa 8400 lavoratori di Equitalia e di un ente che svolge un importante servizio per conto dello Stato.
E’ fondamentale operare contro ogni demagogia, nell’interesse dei Cittadini, dei Lavoratori e della lotta all’ evasione fiscale, questione centrale per l’economia del nostro Paese.
La legge delega, approvata il 28 febbraio 2014, prevede la riforma dell’attuale sistema fiscale ed interesserà anche il riordino della Fiscalità Locale e di Equitalia Spa, società interamente a capitale pubblico.
L’attività principale di Equitalia è la riscossione coattiva delle entrate erariali e previdenziali tramite gli istituti del “ruolo” e dell’ ”avviso esecutivo” che, trascorsi i termini previsti dalla legge per il pagamento, dispiegano i loro effetti anche grazie all’attivazione delle procedure coattive previste dalla legge per il recupero dei crediti dell’Ente pubblico locale o dello Stato.
Altra attività di Equitalia è la gestione della riscossione spontanea delle entrate.
Tale attività avviene su base convenzionale, anche, nei casi previsti, dopo evidenza pubblica di assegnazione del servizio.
La lunga e cruenta fase di crisi economica che si è abbattuta sul nostro paese ha spesso reso oggettivamente difficile per cittadini ed imprenditori l’assolvimento dell’obbligo fiscale. Queste difficoltà, unite alla cattiva informazione ed a pesanti strumentalizzazioni, hanno fatto sì che Equitalia sia diventata da un lato il “simbolo” della voracità di un apparato statale inefficiente e nemico dei suoi contribuenti, dall’altro il “capro espiatorio” cui sono stati fantasiosamente attribuiti dei poteri discrezionali assolutamente non previsti dalle norme che regolamentano la materia.
Questo ha determinato condizioni di ostilità nei confronti Equitalia, che è diventata un bersaglio, ostilità che si sono espresse con azioni violente contro le sedi e perfino contro i suoi dipendenti, rei di applicare le leggi dello Stato.
La classe politica che ha governato per anni, incapace di attuare politiche che attenuassero i gravi danni della crisi tutt’ora in atto ed attenuassero la fase recessiva e le sue ricadute, e che non ha saputo avviare una seria e radicale riforma fiscale, ha indubbiamente beneficiato dell’equivoco venutosi a determinare sui poteri di Equitalia, che è stata resa colpevole di tutte le vessazioni subite dai cittadini.
Nell’ultimo quinquennio, infatti, Equitalia è diventata il simbolo del male, di tutti i mali ed i soprusi del nostro Paese, e la sua “fine” è da tempo un vessillo da esibire in tutti i talk show ed in tutti i comizi elettorali, al punto che, durante la campagna elettorale in corso, si è arrivati a chiederne urgentemente, e strumentalmente la chiusura.
E’ possibile che occorra modificare l’assetto organizzativo e gestionale della società di riscossione dello Stato, che la sua immagine debba cambiare e l’organizzazione vada rimodellata per soddisfare le esigenze di maggiore vicinanza al contribuente.
Sentiamo che fra le ipotesi di riforma vi è quella che prevede la possibilità che Equitalia venga assorbita dall’Agenzia delle Entrate, con la costituzione di una Super Agenzia Fiscale .
Ciò comporterebbe l’accorpamento della funzione dell’accertamento con quella della riscossione in un unico Ente, diminuendo il livello di garanzia per il cittadino.
Riteniamo, inoltre, fortemente penalizzante la perdita dell’identità contrattuale dei lavoratori del settore, sia dal punto di vista economico che normativo; tale grave scelta andrebbe negativamente a sommarsi alle pesanti restrizioni imposte dalla Legge 122, che da quattro anni impedisce il rinnovo del CCNL e limita significativamente le condizioni dei lavoratori del settore.
Riteniamo che il Servizio di Riscossione per conto dello Stato debba essere effettuato da un Soggetto Autonomo, che, slegato da logiche di profitto, svolga la sua attività di recupero di risorse per lo Stato in termini di servizio e di consulenza al cittadino.
Questo Soggetto, con forma societaria o meno, dovrà comunque stare sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne detta gli indirizzi.
Riteniamo che per rendere sempre più efficiente il servizio siano indispensabili l’impegno e la professionalità dei lavoratori del settore, che sapranno applicare al meglio gli ulteriori sviluppi del lungo processo di riforma della Riscossione nel nostro Paese tutelando il lavoro, le aziende e l’interesse della collettività’ ed, allo stesso tempo, diffondendo una cultura di equità e di certezza della riscossione delle tasse e dei tributi.
Non sono accettabili, né seriamente proponibili soluzioni che, con un colpo di spugna, cancellino professionalità costruite in decenni di seria attività e rischino di sacrificare l’identità di tanti lavoratori sull’altare della demagogia e del consenso elettorale; ci batteremo in tutte le sedi per soluzioni organizzative che vadano incontro alle esigenze del Paese e dei cittadini-contribuenti, e nel contempo tutelino i livelli occupazionali e le condizioni contrattuali della categoria.

Roma 23 maggio 2014

Le Segreterie Nazionali

23052014 Comunicato nazionale

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