Gruppo Deutsche Bank: New Db Controflash n°6 2013

31 OTTOBRE : SCIOPERO NAZIONALE DEI BANCARI
SU LA TESTA !!! Siamo giunti al dunque. Nonostante i tentativi di spostare nel tempo i problemi della Categoria e del Paese, magari sperando in una “ripresina” economica sempre più improbabile in tempi brevi, ora ci si deve confrontare per forza con una realtà amara e drammatica, segnata dal tentativo delle forze politiche ed imprenditoriali di far ricadere sui Lavoratori ogni peso dello sforzo di uscita da una situazione economica e sociale che si compromette di giorno in giorno.
Le vicende del nostro settore e quelle del Paese sono inscindibili e noi veniamo coinvolti tanto come Lavoratori quanto come Cittadini; se qualcuno spera ancora di appartenere ad una Categoria “speciale”, in
grado di gestirsi a prescindere dal contesto generale, farebbe bene a riflettere ed a rendersi conto che non è così.
Lo sciopero del 31 ottobre (ne parliamo di seguito) è l’appuntamento più immediato ed è indispensabile per dare un segnale ai banchieri che non siamo disposti a farci travolgere dalle loro malefatte, dalle loro manie di onnipotenza e di smodato guadagno personale da raggiungere ad ogni costo.
Ma c’è anche lo sciopero generale di CGIL, CISL e UIL, che si terrà il prossimo mese; il Presidente del Consiglio, insieme ad altri esponenti del Governo, ha affermato che i Sindacati hanno sbagliato a proclamare lo sciopero perché se lo hanno fatto con questa manovra “chissà cosa avrebbero dovuto fare con quelle precedenti”…gli pare strano che ci si stanchi, magari effettivamente in ritardo, di essere gli unici a cui presentare il conto della crisi, gli unici ai quali, dice sempre Letta, si “deve anche dire dei no”. Arriva un momento in cui non ci si può nascondere, una fase in cui si è chiamati a partecipare ed a diventare protagonisti del cambiamento: quel momento è adesso. Anche perché, se da un lato, attraverso la riduzione del cuneo fiscale, ci arriveranno in tasca 14 euro circa, alle banche questa manovra regala 1,5 mld all’anno di sconti fiscali…e, molto probabilmente la nuova tassa introdotta ci toglierà molto più di quei 14 euro!!!!!!!! Bisogna anzi dire che forse 4 ore di sciopero generale sono insufficienti rispetto al malcontento e al malessere che la povera gente ha subito in questi ultimi vent’anni e che, con questa manovra, continuerà a subire Nessuno pensa che non si debba essere disposti a fare dei sacrifici e ciò vale per il nostro Settore ed anche per il Paese, ma ora ad ogni rinuncia o ridimensionamento deve corrispondere un passo nella direzione giusta, un salto di qualità nel modificare l’esistente; cancellare diritti, erodere la qualità della vita e del lavoro, impoverire intere classi sociali non è accettabile né tantomeno, oggettivamente, funzionale a risolvere i problemi.
In banca non si sciopera, a livello nazionale, da un decennio: molti colleghi non hanno quindi mai vissuto situazioni come quella attuale; è ora di dare una risposta risoluta a chi non vuole ascoltarci, a chi ha provocato guasti ed ora ritiene di avere la ricetta per rimediarli.
Un proverbio cinese recita: un viaggio lungo mille chilometri inizia sempre con un piccolo passo.
Nei prossimi giorni ci metteremo in cammino, ne va del nostro futuro e della nostra dignità.
IL 31 OTTOBRE: SI DEVE SCIOPERARE!!!
Si deve fermare la categoria, devono restare chiuse tutte le agenzie, si deve insomma dare una risposta ferma e decisa a chi ha un progetto devastante: quello di cancellare il sistemi di diritti, di garanzie di salario che, in oltre 50 anni i lavoratori bancari hanno costruito. È già stato scritto tutto sulle responsabilità dei banchieri, ora è il tempo di riflettere su quali proposte avanzare in contrapposizione alla loro idea di banca e di lavoro bancario, su quali misure introdurre per correggere le storture che in questi ultimi vent’anni il sistema ha prodotto, dentro la Categoria e nel Paese. La crisi economica che investe anche l’Italia, aldilà delle responsabilità, che ad ogni modo vanno identificate, deve essere combattuta e superata attraverso un patto politico che coinvolga l’intera società, rapportandolo ai differenti livelli sociali. E’ impensabile che questo Paese si risollevi attraverso il contributo di una parte sola ( i lavoratori), quindi politica, finanza, imprenditori e mondo del lavoro devono arrivare a stringere un patto per cui fisco, salari, occupazione e investimenti producano l’effetto di far ripartire l’Italia e la società.
Anche nella categoria si deve arrivare ad un patto politico che contempli alcuni concetti fondamentali: Fare banca in modo responsabile (tornare ad esercitare la funzione sociale di supporto all’economia reale del Paese), Tutelare e sviluppare l’occupazione (solo in presenza di tensioni occupazionali, salvaguardia attraverso il fondo di solidarietà, riduzione dell’orario per mantenere i livelli occupazionali come avviene in Germania, anche attraverso finanziamenti del Governo, mantenimento del ciclo produttivo, difesa dell’area contrattuale con la fine di out-sourcing e cessioni di rami d’azienda), Eliminare il salario incentivante (spostando questa voce sul salario contrattato), Ridurre drasticamente gli emolumenti e premi per i manager ed il top management (quando si percepisce uno stipendio 6-8 volte superiore a quello di un impiegato, non è sufficiente?) Salvaguardare il potere d’acquisto degli stipendi (introdurre un meccanismo che rivaluti automaticamente il salario e prevedere aumenti uguali per tutti per tutelare i redditi più bassi, magari usando le risorse che oggi le banche destinano al salario incentivante) Regolamentare la distribuzione dei dividendi (in caso di tensioni occupazionali o problemi di bilancio non devono essere
corrisposti).
Pensiamo che questi punti dovrebbero far parte della piattaforma che i Sindacati presenteranno ad ABI, con il nostro coinvolgimento. Dobbiamo sapere che lo scontro sarà difficile e lungo. Si parte con lo sciopero del 31 e dobbiamo essere uniti e compatti contro l’idea dei banchieri di prendersi tutto: aiuti statali, diritti, salari e garanzie ai lavoratori potendo così continuare indisturbati a lavorare esclusivamente per se e per gli azionisti. Questo non deve passare, abbiamo il contratto da difendere e migliorare, ma non solo, dobbiamo difendere il futuro economico di questo paese!
….. E IN DEUTSCHE BANK INTANTO……
Ricordate Opex, il piano strategico mondiale di DB che prevede drastiche riduzione dei costi entro il 2015?
Farete bene a tenerlo a mente perché i suoi effetti si sentono e si sentiranno sempre più anche nel nostro Paese. Quale esempio più recente, ci risulta che l’apertura dei conti F&F stia passando dal nostro Consorzio ad una struttura del gruppo in Polonia. Per ora sembra si tratti di poche pratiche trasmesse in via telematica a Varsavia, anche attraverso distacchi di lavoratrici e lavoratori italiani in quel Paese. Speriamo ovviamente di sbagliarci, d’altro canto non abbiamo informative aziendali al riguardo, che, detto per inciso, sono rese obbligatorie sia dal CCNL che dal Contratto integrativo aziendale. Temiamo che molte altre lavorazioni potrebbero prendere la strada dell’Est, seguendo infine la sorte della FIAT 500…. A proposito, la branch di DB AG in Polonia sta riducendo il personale……
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