Gruppo Cattolica: I Lavoratori hanno bisogno di risposte

A seguito del comunicato stampa diffuso dall’azienda e delle ulteriori anticipazioni pubbliche riguardanti la riorganizzazione di Cattolica Previdenza che hanno generato confusione ed
incertezza tra i lavoratori, il sindacato ha richiesto un incontro urgente per avere maggiori dettagli sull’operazione.
Le risposte in merito sono state in verità molto vaghe; l’azienda non ha saputo chiarire le modalità con cui avverrà l’integrazione né il futuro ruolo e posizionamento nel Gruppo della
speciale agenzia (CPServiziConsulenziali) creata appositamente per gestire le attività dei subagenti (ex produttori), ed a cui dovrebbe essere conferita una non ben definita
“componente commerciale” di CP; non è stata neppure fissata l’apertura ufficiale delle procedure di legge.
Ci è stato comunicato solamente che l’operazione sarà realizzata non prima di 8-12 mesi.
Quale allora lo scopo di un annuncio così anticipato?
L’azienda non ha dato risposta nemmeno a questa domanda lasciando spazio ad ogni sorta di interpretazione.
Non intendiamo in alcun modo alimentare voci od illazioni; ribadiamo solamente quanto già espresso in un recente comunicato su altra vicenda: seppure la potestà organizzativa sia in
capo all’azienda, non è ammissibile che si proceda a continue ridefinizioni delle attività e riorganizzazioni di settori per far scomparire qualche “casellina” o per portare fuori dal
perimetro di Gruppo lavorazioni e lavoratori.
La razionalizzazione dei processi e la realizzazione di sinergie industriali nel Gruppo Cattolica deve necessariamente accompagnarsi ad un obiettivo di tenuta occupazionale, da
realizzare in particolare con “ iniziative di internalizzazione di attività oggi svolte esternamente con la progressiva riduzione pertanto del ricorso a consulenze esterne [dall’accordo sulle tutele occupazionale di Generali del 27 giugno 2014]”
Come ricorderete la FISAC CGIL ha recentemente avanzato una propria proposta di revisione della clausola di rientro di CS con al centro la garanzia di ricollocazione di ogni collega all’interno del Gruppo a fronte di “qualsiasi” processo di riorganizzazione anche parziale; alla luce degli ultimi sviluppi, riteniamo si possa pensare di allargare la platea di
riferimento anche ai dipendenti delle altre società di servizi presenti nel Gruppo Cattolica, a partire da CPSC.
Su quella proposta l’azienda si era impegnata ad un approfondimento che ad oggi non è ancora avvenuto e che sollecitiamo quanto prima.
Contemporaneamente rinnoviamo l’invito alle altre organizzazioni a produrre le opportune proposte per superare l’attuale impasse e rafforzare la richiesta di tutele e garanzie che
permettano all’azienda di riorganizzarsi senza mettere a rischio i posti di lavoro.
Milano, Roma, Verona, 21 LUGLIO 2014
FISAC CGIL GRUPPO CATTOLICA
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