Gruppo Cattolica: Verità e Bugie

Mischiare intenzionalmente qualche mezza verità e qualche bugia non aiuta alla chiarezza e porta a conclusioni improprie…
C’è chi evidentemente intende buttare in baruffa la discussione e distogliere l’attenzione dai contenuti, trasformando il tutto in un’inesistente scontro tra presunti “pragmatici” e presunti “ideologizzati” (la CGIL), e perseguendo quindi la divisione dei lavoratori.
Oggi è tra ante e post 31.12.12009, dentro e fuori perimetro, domani sarà qualcos’altro…
Ribadiamo che le colleghe e i colleghi Cattolica ante 31.12.2009 hanno tutto il diritto di aver riconosciuto l’impegno ed il lavoro svolto e a non “fermarsi”.
Lo stesso diritto di tutte le colleghe e i colleghi che operano nel Gruppo ad avere pari trattamento.
Ma riconoscere l’assegno ad personam solo ai Cattolica ante 31.12.2009 ripristina le distanze che con il precedente CCA proprio UNITARIAMENTE avevamo imposto all’azienda di eliminare.
Le risorse che stanno affluendo al percorso di armonizzazione contrattuale sono risultato di QUEL CIA UNITARIO, di cui rivendichiamo come FISAC/CGIL in gran parte il merito, e non del nuovo contratto di cui tessono le lodi le organizzazioni firmatarie.
Abbiamo cercato in tutti i modi di convincere le altre organizzazioni di non innestare la retromarcia sul percorso di armonizzazione avviato, che non era giusto ed equo accontentarsi degli spiccioli che l’azienda aveva messo sul tavolo (rivenienti peraltro dai risparmi fiscali dei recenti passaggi di lavoratori in CS), dimostrando con numeri e cifre alla mano che anche quegli spiccioli erano mal calcolati nei loro presupposti.
Abbiamo così contribuito ad allargare – anche se di poco – i cordoni della borsa ma, rimasti soli, non abbiamo potuto ribaltare il segno politico voluto da Cattolica che sembra preferire una politica da “dividi et impera” sia sul piano retributivo sia su quello sindacale.
Abbiamo evidenziato i dati di bilancio e le recenti acquisizioni per spronare gli altri sindacati ad avere più coraggio….basta riproporre ogni volta il ritornello sui dati della crisi a giustificazione del proprio appiattimento sull’impostazione aziendale!!!
Molto di quello che c’è nel CCA è anche merito nostro ma non sufficiente a farci cambiare opinione.
L’accordo raggiunto è INSUFFICIENTE e INIQUO.
Quanto alla provocazione-beffa di rinunciare anche a quel poco, non varrebbe nemmeno la pena soffermarsi senonché l’invito sembra volto a creare una nuova categoria svantaggiata di lavoratori ….
Rispettate per favore l’intelligenza dei colleghi che non meritano una simile arroganza!!
Sbaglia chi pensa che ci si possa confrontare con la CGIL ponendo dei diktat, dei “prendere o lasciare”…
La CGIL non è il sindacato dei veti, come caricaturalmente qualcuno cerca di rappresentarla per scagionarsi, ma non è nemmeno la parvenza di sindacato che farebbe comodo non certamente ai lavoratori.
I lavoratori hanno l’intelligenza per capire, la CGIL ha la determinazione di rappresentarli tutti e non solo una parte.
La CGIL, se serve essere più chiari, non lascia e non molla!
Milano, Roma, Verona, 20 gennaio 2014
FISAC/CGIL GRUPPO CATTOLICA
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