Lazio – Intervento di Valentina Orazzini all’assemblea dei delegati e dei quadri della Cgil di Roma e del Lazio presso il cinema Royal in data 13 ottobre 2014

 

 

Compagne e Compagni buongiorno a tutti,

sono Valentina Orazzini lavoratrice e RSA di una piccola società di assistenza assicurativa detto anche: buongiorno sono Valentina come posso esserle utile?..faccio anche parte della segreteria regionale Fisac Roma e Lazio e spero mi vogliate scusare ma devo dire con molta sincerità quello che penso del 25 ottobre nel senso dei limiti e degli auspici.

Qualche anno fa ero esattamente in questo stesso posto, ero da poco stata eletta rsa e stavo partecipando ad un attivo: era il 12 novembre del 2010.. nella stanza accanto si svolgeva una conferenza stampa con Susanna Camusso durante la quale si disvelava che la campagna virale giovani disposti a tutto , che io avevo seguito con molta attenzione nei giorni precedenti, era della CGIL. io ricordo quel giorno di aver attaccato in azienda qualsiasi materiale sia stata capace di rimediare e di aver dichiarato a chiunque e su qualsiasi social network quanto fossi fiera della mia organizzazione.

Io, il 12 novembre del 2010 con l’operazione NON PIU’ pensavo veramente che la CGIL avesse finalmente deciso di mettere in campo un inversione di paradigma, che avesse deciso che la lotta per l’organizzazione e il superamento del precariato era la priorità da affrontare e che, anche se con un po’ di ritardo, sarebbe andata fino in fondo e avrebbe messo Nidil di fronte a tutto come con gli operai negli anni 60.

…ancora mi ricordo l’intervento della compagna di ZARA che su questo palco parlava dell’inconciliabilità di un progetto di vita con un lavoro fatto di contratti temporanei e con un’organizzazione degli orari che rendono difficile l’organizzazione della propria vita…Sono passati 4 anni e mi trovo nello stesso posto di allora, nel frattempo non solo la situazione delle tante compagne e dei tanti compagni di Zara non è cambiata..ma di mezzo è passato l’art.8, la riforma Fornero che su pensioni e articolo 18 qualcosina ha cambiato; e noi dov’eravamo? Noi abbiamo fatto delle cose certo..con posizioni anche divergenti nell’organizzazione tra chi sosteneva anche allora che non stavamo esattamente dando il massimo della nostra efficacia..ora la fase è cambiata ulteriormente, in gioco non ci sono più solo il precariato che non sappiamo rappresentare..c’è un attacco generalizzato al mondo del lavoro, ai diritti e al sindacato..le associazioni datoriali sono saltate sul cavallo della crisi per ridurre il personale, sostituire i lavoratori, fare dumping sui salari.. e per poterlo fare in maniera più efficace devono chiaramente spianare i corpi intermedi e andarsi a cercare i lavoratori nel rapporto uno a uno che è tanto caro a Marchionne e al nostro Presidente del Consiglio.

Certo, non parlo delle imprese messe in ginocchio da una totale assenza di politiche di defiscalizzazione e di mancanza totale di sostegno agli investimenti: parlo di contesti come quello della nostra categoria, la Fisac dove l’ABI ha disdettato il CCNL..l’ABI..LE BANCHE che hanno avuto aiuti di stato che non hanno utilizzato per fare credito, non per mantenere i livelli occupazionali ma per ridistribuire utili agli azionisti… l’ANIA… le assicurazioni che fanno utili record in questo biennio e che chiedono di rivedere modelli e salari perchè quello che hanno in mente è una gestione discrezionale del salario dove tu contratti individualmente la produttività, gli Esattoriali e banca italia con la contrazione bloccata e i le agibilità sindacali dimezzate dalla mattina alla sera..e poi? esempi allucinanti come ITALIALAVORO…ora Italialavoro dovrebbe essere quella realtà che nel nostro Paese favorisce l’incontro tra domanda di lavoro e offerta..con la garanzia giovani si diceva che avrebbe dovuto avere un ruolo chiave…1000 posti di lavoro..ITALIALAVORO ha 1200 dipendenti di cui 800 sono precari…e dei quali la legge delega esclude non solo la stabilizzazione degli 800 ma mette in dubbio anche la tenuta dei 400 a tempo indeterminato..legge delega sulla quale occorre ricordare che la fiducia che è stata votata è in conflitto con la costituzione per cui oltre al tema di chi ha votato a favore o contro esiste il tema della responsabilità che quei senatori si sono presi di fronte al paese.

 

Ora perchè sono partita dall’esperienza dei NON PIU’ e da quello che è accaduto negli ultimi quattro anni? Non perchè credo che dobbiamo qui oggi fare l’elenco di quello che non funziona ma perchè credo che se non partiamo da quello che non ha funzionato di noi, rischiamo di fare un’operazione sbagliata quanto dannosa: scendere in piazza il 25 per difenderci e nel tentativo di giustificarci rischiamo di nascondere nell’elenco delle battaglie che abbiamo fatto la lista di quelle che invece non abbiamo fatto con tutta la convinzione che era necessaria o che abbiamo fatto sbagliando profondamente…perché noi siamo anche quelli che hanno firmato l’accordo con EXPO spa che in un momento di disoccupazione giovanile al 40 e oltre per cento abbiamo firmato un accordo su 18500 volontari..allora non pensiamo di dover rispondere a dicendo a Renzi che su giovani e precariato noi c’eravamo, in caso dov’era lui…ripartiamo anche dai nostri limiti.

Io sono felice della manifestazione del 25..è una grande occasione per ridefinire le priorità e ripartire con delle campagne chiare, per stringere alleanze sociali e riconquistare una centralità che troppe volte in questi anni c’è sfuggita.

Ci sono però dei temi interni che dobbiamo affrontare che sono tutti organizzativi:  primo, non possiamo più pensarci immuni dall’esigenza di trasparenza con la quale l’opinione pubblica ha investito le istituzioni..noi su questo…che che se ne dica che abbiamo il bilancio della CGIL on line non siamo a posto..dobbiamo fare di più: noi come Fisac del Lazio abbiamo approvato e messo in atto un progetto di trasparenza che mette in condizione chiunque, iscritto e non iscritto di sapere come gestiamo qualsiasi risorsa, questa fase ci sfida a fare della condotta etica l’unica condotta possibile e mettere tutti in condizione di verificarci su questo è necessario.

il secondo tema..che in parte è legato al primo:

la prossima conferenza d’organizzazione…

come la cgil si riorganizza in termini economici e di sostenibilità, è importante ma questo risponde ad un un aspetto emergenziale io credo che ci sia una bella differenza tra affrontare il problema da un punto di vista emergenziale e uno strategico…io non vorrei che dopo il tipo di congresso che abbiamo fatto, che piccola nota personale è una delle esperienze che più mi ha demotivata che neanche quando il datore di lavoro ha cercato di licenziarmi per l’attività sindacale, dopo questo congresso dicevo io ho il terrore che noi utilizzeremo la conferenza d’organizzazione per discutere della canalizzazione delle risorse tra confederale e categorie..questa o diviene l’occasione in cui smettiamo di parlare di giovani, di precari, di inclusione come se fosse un esercizio di stile e creiamo davvero gli spazi di presenza di giovani, precari nell’organizzazione, a partire dai direttivi, dalle segreterie…perché un conto è far a gara a chi dice più volte la parola giovane/precario/lavoratore…e un conto è poi andare a verificare i numeri nei nostri organismi e scoprire che non ce ne sono..o che se va bene sono 3!! discutiamo di come dovremmo essere per intercettare tutto quelli che oggi non intercettiamo oppure avrà avuto ragione Renzi quando ci diceva che noi abbiamo fatto delle politiche neocorporativiste in difesa di chi un contratto nazionale ce l’aveva e che non ci siamo preoccupati di organizzare chi da questo ragionamento rimaneva escluso…non è vero che basta un compagno qualsiasi per rappresentarla l’urgenza di chi è in questa condizione, se fosse vero non avremmo in Cgil fatto i coordinamenti donna..perché chiunque avrebbe potuto rappresentare la questione femminile.. non è una questione retorica: se non lavori per 1000 euro con turni di 24h non hai la stessa urgenza di affrontare il problema..io ho avuto una bambina lavorando in un call center…ho lavorato fino all’ottavo mese fino alle 23 di sera e quando sono tornata la legge mi escludeva solo dalle notti..se certe esperienze non le vivi non è la stessa cosa…e noi dobbiamo dare voce a queste esperienze nella nostra organizzazione.

Un’ultima cosa: non è vero che i lavoratori, i giovani e i precari sono individualisti NON E’ VERO: basta con queste narrazioni alla Fornero dei giovani Choosy…anche noi no! i Precari (che poi i precari non sono più giovani da anni ormai) non sono individui egoisti e dediti soltanto alla legge del mors tua vita mea…sono dispersi, nessuno li organizza, (io li vedo in azienda da me…hanno 50 anni adesso, arrivano dalle liste di mobilità, si isolano è vero, parlano tra di loro,  sono convinti che non siano attivabili vincoli di solidarietà tra chi il contratto ce l’ha e chi non ce l’ha) il sindacato ad oggi li avvicina sull’emergenza e con difficoltà…li organizza in maniera poco efficace…quindi io dico, bene che oggi siamo qui, bene che condividiamo le motivazioni per le quali dobbiamo con tutto il nostro impegno cercare di arginare questa deriva autoritaria del governo, però dobbiamo uscire da questo cinema, la dobbiamo smettere di fare le iniziative con gli obiettivi di partecipazione tra sindacalisti per assicurarci la platea dobbiamo fare dei gruppi misti di lavoro tra categorie, dobbiamo andare sotto quei posti dove noi oggi non abbiamo accesso, volantiniamo, facciamo sindacato di strada, e facciamo però un’operazione credibile: non chiediamo ai precari di venire in piazza a difendere la CGIL e il sindacato…chiediamo loro di venire in piazza per iniziare un percorso insieme, facciamo la debita autocritica, stringiamo alleanze sociali e mettiamo la battaglia sull’inclusività davvero davanti a tutto insomma diciamo loro che non devono difendere il sindacato ma che il sindacato adesso con più convinzione di ieri li difenderà e farà loro spazio.

Al lavoro e alla lotta.

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