Lazio: Ubis Roma, appalti… tutto bene madama la marchesa

Riprendiamo dal precedente documento “Appalti e Silenzi” per aggiornare sull’evoluzione dell’argomento.
Dopo quel documento abbiamo interessato la segreteria FISAC/CGIL di Roma e Lazio e le segreterie territoriali di Roma Est e Roma Centro, che sovraintendono le due sedi di Via Molfetta e Largo Anzani, affinché intervenissero nei confronti di UBIS.
Le stesse hanno scritto una lettera all’azienda chiedendo “le motivazioni che impediscono di dare corso alle legittime richieste della RSA” (di Roma), senza mai, peraltro, ricevere risposta
In compenso ci è giunta una convocazione per il 18/6, nel corso della quale l’azienda ci ha ribadito che quanto trasmesso (con i fogli EXCEL) è quello che l’azienda sa in tema di appalti e ci ha reiterato l’invito ad informarla di eventuali altri società appaltatrici presenti.
Ovviamente ci siamo rifiutati di fornire i nomi delle società, perché siamo convinti che le stesse verrebbero “cacciate” dai subappalti o appalti che siano, facendo perdere il lavoro a decine e decine di lavoratori.
Saremo sicuramente ostinati ed ingenui, ma vogliamo sempre sperare che “ci sia un giudice a Berlino” (pare ce ne sia pure uno a Frosinone) che stabilisca che questi “colleghi”, perché tali sono, vengano assunti per l’interposizione fittizia di mano d’opera, che è stata perpetrata ai loro danni per tutto questo tempo.
A tal proposito ci giunge voce che 800 di questi consulenti entro fine anno rimarranno senza lavoro, perché sostituiti da 400 lavoratori rumeni, ai quali, contrariamente a quanto previsto dall’art. 1 del nostro CCNL (non l’art. 74 od il 106, che non esiste), non verrà applicato il CONTRATTO DEL CREDITO.
Le consulenze, che in Italia, checché se ne dica, sono regolamentate dall’art. 1655 e seguenti del codice civile e rientrano tutte nella fattispecie degli APPALTI, sono uno strumento che ha una duplice finalità … la seconda è quella di pagare di meno il lavoro.
Le consulenze/appalti sono l’anticamera delle esternalizzazioni e delle delocalizzazioni, tralasciamo volutamente altri aspetti di ordine economico (risparmi e guadagni) e politico (partecipazioni).
Qualche amico in giro ancora lo abbiamo e la famosa dichiarazione prevista dall’art. 19 – “con la quale l’impresa stessa si impegna al rispetto, nei confronti del proprio personale, delle norme contrattuali collettive, previdenziali e antinfortunistiche del settore di appartenenza.” – contiene il CCNL applicato, proprio così come per la P.A.
Basterebbe comunque una visura camerale per scoprirlo, ma a questo punto servirebbe pure il libro matricola per verificare se effettivamente i lavoratori impiegati siano o no tutti dipendenti. Abbiamo perciò nuovamente contestato la mancanza di informativa rispetto ai CCNL di riferimento applicati ai lavoratori degli appaltatori, avendo scoperto la presenza di CO.CO.PRO. alle dipendenze di società, evidentemente – ma non è detto – subappaltatrici.
La cosa curiosa è che queste società le abbiamo scoperte con i mezzi messi a disposizione dell’azienda e con un po’ di faccia tosta e di “fantasia”.
A tutte queste contestazioni l’azienda ha obiettato “E’ strana questa Vostra posizione, visto che ieri (ndr 17/6) abbiamo avuto un incontro con i coordinamenti e si sono detti “TUTTI” ampiamente soddisfatti delle informazioni fornite”.
Ecco appunto … TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA
Roma, 19/06/2014
RSA FISAC/CGIL – UBIS ROMA