Lazio – Ubis Roma, Appalti…………….non basta nominarli

 

APPALTI … NON BASTA NOMINARLI

 

La vicenda degli appalti non va in ferie. Anche in pieno agosto la RSA FISAC CGIL di UBIS Roma mantiene alta la tensione e l’attenzione su un tema cruciale per dare il suo contributo concreto al monitoraggio aziendale. Ma proprio per questo non fa sconti: né all’Azienda, né a “compagni” di viaggio saliti su un promettente treno in corsa messo in moto da altri.

L’azienda ha dichiarato nero su bianco che “nel prossimo mese di settembre procederemo ad una ricognizione sui subappalti in essere presso UBIS nell’area IT. Non appena detta attività sarà ultimata, le relative risultanze vi saranno fornite con specifica informativa” e che “daremo indicazione alle strutture aziendali competenti di rilevare, a decorrere dai prossimi rinnovi o stipula di contratti di appalto, il ccnl applicato dalle Aziende appaltatrici”.

Crediamo che sia soprattutto merito dell’azione di indagine della scrivente RSA aver ottenuto questi primi risultati. Avevamo chiesto all’azienda di verbalizzare la consegna dei nomi di due società da noi scoperte che non aveva segnalato; il rifiuto ricevuto ci ha indotto a mettere a disposizione dei lavoratori, affinché nessuno possa poi negarlo, il lavoro sin qui svolto.

Non possiamo non rilevare, tuttavia, che dei citati parziali impegni aziendali non ci sia alcun riscontro. A questo proposito solleviamo due contestazioni: non è soltanto l’area IT a dover essere oggetto di ricognizione (solo un terzo degli appalti riguarda l’IT) e non è assolutamente sufficiente la rilevazione del CCNL per i futuri contratti/rinnovi di appalto.

Sorgono, di contro, alcune domande che rivolgiamo ad Azienda e “compagni” di viaggio:

– che informativa ci verrà data sui subappalti? La partita IVA e l’indirizzo?

– cosa succederà dopo la rilevazione da parte delle strutture competenti dei CCNL applicati?

– con quali strumenti verranno verificate le relative applicazioni?

– i CO.CO.PRO. verranno allontanati o verrà loro proposto un contratto direttamente da UBIS risparmiando un mucchio di soldi (a proposito di VAP concesso e non negoziato),e bypassando l’odiosa pratica del “caporalato”?

Ricordiamo che nessuna società appaltatrice che abbiamo trovato è società interinale, abilitata cioè ad utilizzare, ma non a fornire alla società appaltante lavoratori in somministrazione.

– quali sono le “strutture aziendali competenti” a rilevare l’applicazione dei CCNL di riferimento? L’ispettorato (visto che c’è una sezione Audit), i centri di acquisto (buy owner), i GCC o i LCC, il personale, il procurement?

Gli appalti insomma sono usati per allungare la filiera, procacciare profitti a danno dei lavoratori essendo la retribuzione di chi lavora per queste società sensibilmente bassa.

La vicenda IVRI/portinerie, ad esempio, ci ricorda che la parola d’ordine in questo periodo è armonizzazione, ma solo della parte economica e verso il basso. Che poi i lavoratori delle reception perdano la clausola di salvaguardia che obbliga il nuovo appaltatore ad assumere il personale del precedente appalto, poco importa. Pur di rientrare da prestiti avventati si specula su chi ha meno forza contrattuale. Mica fanno parte della corporazione bancaria.

Per questo bisogna distinguere da un punto di vista sindacale tra chi tutela gli interessi dei lavoratori, spesso solo se iscritti, e chi difende i diritti di tutti i lavoratori, di qualsiasi categoria. Riteniamo, al proposito, che l’intera questione degli appalti non sia più gestibile nel solo ambito – pur importante – di UBIS Roma, ma avendo una rilevanza nazionale vada trattata dalle strutture sindacali di tutte le banche. Ma non solo: ci adopereremo per far sì che venga affrontata anche con la collaborazione e la competenza delle altre categorie interessate (commercio, metalmeccanici, comunicazioni, ecc.).

Vogliamo perciò portare a conoscenza di tutti i lavoratori il risultato del lavoro effettuato dalla scrivente RSA (vedi tabella sul retro i cui dati sono stati estrapolati dal Portale aziendale), così da fornire ulteriori strumenti per valutare l’operato dell’azienda ed esprimere un giudizio sui differenti modi di “fare sindacato”, anche su chi, tessendo genericamente le lodi delle RSA FISAC e del loro “controllo di ciò che avviene in azienda e nel gruppo”, sta tentando di metterci un tardivo cappello sopra.

RSA FISAC CGIL UBIS ROMA

 Roma, 12 agosto 2014

 

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