Lazio – Ubis Roma, Appalti…………e silenzi

Appalti e Silenzi

Come ogni anno, si ripete il rito della richiesta (NON dovuta) dell’elenco degli appalti da parte della RSA FISAC/CGIL di UBIS-Roma (unico organismo sindacale richiedente negli ultimi 7 anni), ai sensi dell’art. 19 del CCNL, per la comunicazione (dovuta) da parte dell’azienda.

A distanza di circa un mese dalla richiesta, più volte reiterata, finalmente ai primi di maggio otteniamo (tutte le OO.SS) la lista, che ci viene fornita con una serie di informazioni:

Area Attività AZIENDA P. IVA INDIRIZZO CAP CITTA’ Country 1 indicazione attività

 Le informazioni, tranne le parti che riguardano l’anagrafica delle aziende, sono incomplete o mancanti.

Ma partiamo dall’inizio. Uno dei capisaldi che avevamo richiesto era che l’azienda ci comunicasse quale contratto fosse applicato ai dipendenti delle aziende, al fine di valutare l’eventuale presenza di subappalti o di CO.CO.PRO., come indicato nella prima parte dell’articolo.

Art. 19 – Appalti

 1. All’atto della stipulazione di un contratto di appalto di opere e servizi, l’impresa committente deve farsi rilasciare dalla impresa appaltatrice una dichiarazione con la quale l’impresa stessa si impegna al rispetto, nei confronti del proprio personale, delle norme contrattuali collettive, previdenziali e antinfortunistiche del settore di appartenenza.

2. L’impresa committente, al fine di consentire il controllo del rispetto di tali norme, comunica agli organi di coordinamento e alle rappresentanze sindacali aziendali per quanto di competenza, la stipulazione di nuovi appalti o il rinnovo degli appalti in essere.

3. L’impresa committente si impegna a non rinnovare oltre la scadenza il contratto di appalto, ove risulti che il comportamento dell’impresa appaltatrice sia in sostanziale violazione dell’impegno di cui sopra.

L’azienda ci risponde che ha chiesto la dichiarazione, ma che “il dato del ccnl applicato dalle imprese appaltatrici non è per noi disponibile”. Sembra strano, visto che nella P.A. c’è addirittura un DPR, il 445/2000, che obbliga le aziende a specificare il CCNL applicato.

Lo stesso articolo impegna le aziende a non rinnovare il contratto di appalto in caso di violazioni e come fa ad accertarlo se non si premura di “sapere? Ed il sindacato come fa a “sindacare” se non (chiede ed) ottiene risposte adeguate?

4. L’impresa che decide un appalto che riguarda attività complementari e/o accessorie ad imprese od enti esterni all’area contrattuale, così come indicato all’art. 3, ovvero ad imprese, anche facenti parte del gruppo bancario, con sede all’estero, ne dà comunicazione motivata agli organismi sindacali aziendali ex art. 24 del presente contratto, i quali possono chiedere di valutare e, ove occorra, contrattare in merito alle conseguenti ricadute sul personale (livelli occupazionali, effetti su qualifiche e mobilità, interventi per la riqualificazione e, ove occorrano, cambiamenti di mansioni).

Nella lista fornitaci, il campo “Area Attività” non riporta le strutture presso cui le aziende operano, ma solo che si tratta di ITC; il campo “indicazione attività” è ancor più esilarante. Viene replicato il nome della società (dove va bene accompagnato da un “rinnovo accordo quadro …”), ovvero una “matricola-una data – un orario”.

Alla giusta richiesta di motivazioni ci viene risposto che l’Azienda è ancora in attesa delle risposte dalle “funzioni competenti”. Ora c’è da dire che l’organigramma aziendale consta al 26/5/2014 di ben 1539 strutture.

Da una rapida e veloce analisi, verificando il portale, incrociato con caselle di p.e. ed account di OCS (Microsoft Link 2010), scopriamo che la lista è fortemente incompleta.

Bene, l’azienda ci risponde “Ogni segnalazione che ci vorrete inviare sarà utile per un controllo”. Quindi chiede aiuto a noi.

Dovremmo essere una società di informatica che per vocazione deve dare risposte in tempo reale, inserendo qualsiasi cosa in un archivio sempre aggiornato, magari l’aggiornamento lo si potrebbe far eseguire ai consulenti.

RSA FISAC/CGIL – UBIS ROMA

 Roma, 27/05/2014