Lazio – Assicurazioni di Roma

 

 

 

 

 

 

Adir – Fisac Cgil – Bilancio in attivo, posizioni Marino confusionarie

“Il bilancio previsionale 2015 di Roma Capitale anticipa una manovra di circa 3,8 miliardi e prevede tra le azioni da porre in essere l’alienazione di una serie di società considerate non strategiche. Le Assicurazioni di Roma sono una delle partecipate ritenute non strategiche dal Sindaco, che nel corso della conferenza stampa del 30 dicembre avrebbe precisato che lo scioglimento della Compagnia porterà il Campidoglio ad incamerare tra i 250 e i 300 milioni di euro, al netto del pagamento dei premi assicurativi. Risulta assolutamente doveroso e necessario stigmatizzare queste posizioni che sembrano il frutto di un confusionario affastellamento di informative circa le attività e i risultati conseguiti da questa Compagnia, basti pensare che AdiR si appresta a chiudere un bilancio di esercizio 2014 con circa 22 milioni di utile dopo le imposte”. Così in una nota Giambattista Colella, Eleonora Lastray, Ivano Balboni
, sindacalisti Fisac Cgil Le Assicurazioni di Roma.
“Le Assicurazioni di Roma è, nel panorama delle partecipate, fra le poche società, se non l’unica, che ha un bilancio in attivo e questo da più di 15 anni; frutto, quindi, di una gestione sana e prudente consolidata nel tempo – aggiungono Colella, Lastray e Balboni – La Mutua, a totale capitale pubblico, garantisce le coperture assicurative dei Soci, sottoscrivendo rischi poco graditi al restante mercato assicurativo, come ben esemplificato dalle gare andate deserte per il trasporto pubblico locale e per la sorveglianza delle strade cittadine e del verde pubblico. L’attività viene prestata senza alcuna forma di intermediazione da parte di agenti e broker assicurativi, garantendo, solo per questo, un minor costo per i cittadini romani che si aggira tra i 6 e gli 8 milioni di euro sul valore dei premi gestiti pari a 60 milioni. Appare poi non attuabile la cessione della partecipazione di una mutua captive. La Mutua è operativa solo all’interno di un vincolo mutualistico fra Soci pubblici, sicchè la vendita dovrebbe interessare un’altra istituzione pubblica che decida di assicurarsi tramite la Compagnia, oppure determinare la trasformazione in Società per azioni della Mutua, situazione questa che determinerebbe la perdita anche degli altri soci pubblici, obbligati a contrarre tramite gara. La privatizzazione genererebbe cosi un drastico ridimensionamento del valore della Mutua che non avrebbe più un portafoglio di polizze e, a questo punto, come potrebbe l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni approvare una tale modifica statutaria? E soprattutto perché il comune dovrebbe alienare una partecipazione che non avrebbe più valore? Ancora più approssimativa e priva di alcun fondamento appare l’ipotesi di incassare 250-300 milioni di euro: questi valori costituiscono le riserve tecniche, che, il sindaco non può non sapere, rappresentano i debiti della Mutua per i sinistri denunciati e non ancora pagati ai danneggiati e non già un attivo da introitare. A tal riguardo il Sindacato, responsabilmente, chiede dei chiarimenti urgenti non solo sulla validità economica dell’operazione, ma sul rispetto di tutte le normative di legge; unitamente al destino dei lavoratori e dell’indotto che opera all’interno della Mutua. In assenza di un reale controvalore economico dell’operazione, ci si chiede da cosa deriva l’avvio di una tale operazione volta all’abbandono di una Mutua pubblica sana e in utile, in momenti poi così difficili e controversi, soprattutto per la compagine capitolina, sulla trasparenza nella gestione della cosa pubblica? Siamo convinti che su questo tema sia essenziale l’azione di tutte le organizzazioni sindacali e pertanto, nei prossimi giorni, alla fine del periodo delle festività natalizie, sarà auspicabile concordare forti iniziative unitarie”.

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