Bologna: su Mps rompiamo il silenzio

Il 19 novembre è stata avviata la procedura relativa all’accentramento in BMPS delle attività amministrative, contabili e ausiliarie del Gruppo.
Il progetto, già deliberato dal CdA della Capogruppo il 31.10.2012, mira ad ottimizzare i processi attraverso la costituzione di una nuova divisione della DG denominata DAACA (Divisione Attività Amministrative, Contabili e Ausiliare).
Tale processo stravolge la struttura organizzativa della Banca, prepara il terreno per l’espulsione di molte lavorazioni al di fuori del perimetro aziendale e coinvolge non solo i colleghi del Consorzio ma anche una parte dei colleghi dei DOR (Dipartimento Operativo di Rete), tra cui quelli di Bologna.
Alle forti perplessità già manifestate dalle OOSS sul senso complessivo della procedura, si aggiunge il profondo disagio vissuto dai lavoratori di Bologna destinatari di gran parte dei progetti illustrati nel Piano Industriale 2012/2015 che prevede:

Chiusura degli sportelli
Spostamento della sede dell’Area Territoriale
Spostamento dei lavoratori del DOR nella DAACA

Il piano sportelli finora attuato in maniera miope e senza considerare l’espansione della banca telematica, impone non solo una razionalizzazione ma anche un ridisegno dei modelli organizzativi e della struttura distributiva.
Questo però non significa attuare una mobilità territoriale senza regole o inventarsi nuovi ruoli come gli “addetti allo sviluppo in tempo di crisi” o gli “addetti al recupero delle sofferenze”, perché tali mansioni, seppure dovessero avere una logica commerciale, ad oggi non hanno alcun modello di servizio e necessitano di una struttura di Direzione a supporto, che con la riorganizzazione a Bologna è venuta meno.
Lo spostamento della sede dell’Area a Mantova, proprio mentre Bologna si appresta a diventare Città Metropolitana, non solo mortifica la professionalità di tutti i colleghi che hanno contribuito alla costituzione e al successo dell’Area Emilia Romagna, ma rappresenta un manifestato disinteresse per questo territorio, da sempre un’eccellenza sotto il profilo economico, politico e sociale.
In questo momento territorio, clientela e lavoratori sono fortemente connessi ed uniti dal desiderio di rimettere in moto l’economia. Solo la sinergia tra tutti, la cooperazione, il rispetto dei principi etici e morali, una forte Responsabilità Sociale d’Impresa potranno risollevarci da questo stato.
Come si fa ad abbandonare il presidio della Banca in una Regione che ha tanto sofferto per il terremoto, dopo che il Presidente Profumo ha dichiarato alla stampa l’interesse a collaborare con gli Enti e le Istituzioni locali?
A dispetto dell’enfasi con cui la nostra attuale leadership rivendica autonomia operativa e gestionale e reclama la più totale indipendenza dalla politica, non sfugge a nessuno l’inopinata arroganza di una manovra posta in essere, unilateralmente, da una Banca al cui sostanziale dissesto ha contribuito, in modo importante, colui che ancor oggi presiede l’associazione datoriale di categoria.
Oggi chi lavora nel Monte dei Paschi a Bologna non ha un’interlocuzione sindacale con l’azienda, non ha più il lavoro perché è stato deciso che sarà svolto dai colleghi mantovani, non ha più certezza della sede in cui si opera perché le filiali continueranno a chiudere, non ha più certezze sul proprio futuro per il rischio di esternalizzazioni.
Per queste ragioni la RSA della Fisac/Cgil in MPS unitamente alla Fisac di Bologna ritengono indispensabile che nell’ambito della trattativa si apra la discussione sulla collocazione dei Poli della nuova struttura che permetta la salvaguardia dei livelli occupazionali sul Territorio di Bologna.