Lazio -AdiR, esposto sindacati a Corte Conti: “no a liquidazione”

Le Organizzazioni Sindacali del Settore Assicurativo si rivolgono alla Corte dei Conti, quale Organo di controllo della Pubblica Amministrazione , per sottoporre all’attenzione di codesto Spettabile Organismo una complessa vicenda che riguarda le Assicurazioni di Roma – Mutua captive di Roma Capitale, Atac, Ama e Cotral – e che allo stato dei fatti sembrerebbe dover portare tale Azienda alla liquidazione volontaria per precisa volontà del socio di maggioranza Roma Capitale”. Così in una nota Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca, Fna, Snfia, Ugl. “Le motivazioni di questa scelta di Roma Capitale – dicono i sindacati – rimangono oscure in base a quanto appena evidenziato, poiché su questi presupposti non si delinea alcuna possibilità di trarre un corrispondente economico dalla liquidazione della Mutua, mentre appare certo, anche se non immediatamente quantificabile, il costo che tale eventualità causerebbe ai Soci. Abbiamo appreso le decisioni dell’Assessore e del Sindaco solo dai giornali, abbiamo chiesto un confronto come Sindacato di categoria, che non ci è stato concesso, ma ci siamo, comunque, informati e ci sembra opportuno chiarire anche altre possibili certezze di ulteriori costi. I Soci dovranno, già nel corso del 2015, indire delle gare per reperire nuove coperture assicurative; infatti non basta scrivere all’interno della delibera di Giunta che Le Assicurazioni di Roma svolgono un ruolo che non è strumentale alle finalità di Roma Capitale e degli altri Soci, visto che la copertura assicurativa obbligatoria per il servizio di pubblico trasporto e quella del Comune metropolitano più grande in Italia e fra i primi in Europa è un servizio basilare e costoso; servizio che già è nelle disponibilità dei Soci attraverso una Mutua di proprietà sana e con bilanci in utile e che, invece, andrà in futuro ricercata sul libero mercato con costi e possibilità tutte da verificare. Questo costo, inoltre, si andrà a sommare nel bilancio alla voce ‘le Assicurazioni di Roma in liquidazione’ che resterà nel Bilancio dei Soci per almeno 15/20 anni. Come dato certo e recente vogliamo ricordare che, nel corso del 2013, Cotral Patrimonio ha indetto una gara per la flotta dei suoi automezzi pubblici : la gara è andata deserta con l’unica partecipazione de Le Assicurazioni di Roma , che ha praticato anche un ribasso sul quanto riportato dal Capitolato di gara. La città di Firenze e la città di Parma hanno incontrato grandi difficoltà nel reperire coperture –stiamo parlando di realtà ben inferiori a Roma -; Firenze ha dovuto far ricorso ad un broker con un costo di intermediazione di circa il 7%; Parma ha dovuto rivedere al rialzo il costo dei premi per ben due volte, evidenziando che, comunque , il problema non era rappresentato dai costi ma dallo scarso interesse del mercato per tali tipologie di rischi; il Comune di Reggio Calabria ha inviato una richiesta a Le Assicurazioni di Roma perché correva il rischio, a meta dicembre 2014, di non poter far circolare i mezzi pubblici per gara deserta. Solo come notizia giornalistica, l’Assessore cita il Comune di Milano, come esempio, per avere premi nettamente inferiori rispetto a Roma, ma senza fornire alcun dato tecnico. Le polizze si confrontano a parità di garanzie, di massimali, di servizi forniti, se, per esempio, un Comune paga un premio in presenza di polizza con franchigia al costo di tale premio vanno sommati tutti i pagamenti in franchigia effettuati direttamente dal Comune ed i costi delle strutture del Comune che gestiscono le franchigie. Prima di verificare i costi medi dei sinistri fra Roma e Milano bisogna conoscere in numero dei sinistri divisi per fasce di valore e l’incidenza del contenzioso, ma soprattutto qual è la qualità delle strade di Milano rispetto a quelle di Roma; qual è la qualità delle ditte appaltatrici che sorvegliano e riparano le strade nelle due città? Se, per un piccolo Comune, può essere percorribile gestire sinistri in franchigia, potrebbe farlo così facilmente anche Roma con il suo numero di sinistri? Ma, soprattutto, con quale guadagno maggiore rispetto al servizio attuale? Forse prima di prendere una decisione così rilevante bisognerebbe sedersi ad un tavolo con la propria Mutua e verificare quali servizi e condizioni migliorative si possono ottenere con la propria Compagnia, invece di affrontare al buio strade che non consentono, in caso di costi maggiori, alcun ritorno alle certezze attuali. La liquidazione, infatti, cancella totalmente la Compagnia e, ci sia consentito in questo caso, una Compagnia che non sembra proprio meritarlo. Come ultima notazione, in un momento difficile per tutto il paese, una Pubblica Amministrazione decide di togliere un lavoro dignitoso e professionale ai dipendenti di una azienda che non è in stato di crisi, bensì sana e che produce utili offrendo anche un servizio! Una scelta che comunque peserà nel suo complesso sul bilancio pubblico. Il Sindacato, nel proprio ruolo, è vicino e assiste tutti i lavoratori, ma per interpretare al meglio e responsabilmente questo ruolo deve agire, in primis, per la salvaguardia e la crescita delle Aziende nelle quali i lavoratori prestano la loro attività; e con maggior forza se queste Aziende sono a capitale pubblico. Proprio in questa ottica abbiamo ritenuto importante che questa vicenda fosse portata all’attenzione di Istituzioni, quali la Corte dei Conti, che vigila sul bene pubblico per la tutela di tutti i cittadini”.

Back to top button