Siluri N°12

Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Luca 6, 42
Come abbiamo visto nell’approfondimento inviato nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione sentenzia, in sostanza, che debba esserci coerenza tra la condotta di vita privata del dipendente di
un servizio di pubblica utilità e la natura dell’attività svolta dall’impresa in cui si inserisce la sua prestazione di lavoratore subordinato.
Ci chiediamo altresì se non esista un principio, se non altro morale, secondo il quale un’azienda la cui mission sia quella di fare rispettare le Leggi dello Stato, debba a sua volta, in coerenza con con la natura dell’attività svolta, rispettare le leggi, i patti e gli accordi, di qualsiasi natura essi siano.
Equitalia, ha evidentemente una trave nell’occhio e, come si dice qui in Veneto, che razza di trave.
Non rispetta l’accordo di armonizzazione 24/01/2014 (ad es. disattesa art.17 e disattesa combinato disposto artt. 17 e 18), non rispetta gli impegni assunti al tavolo (ad es. atti a garantire agli operatori di sportello il diritto ad una dignitosa qualità di vita sul posto di lavoro), non rispetta le pari opportunità (discrimina nei fatti le colleghe a part-time nella fruizione dei corsi di formazione)
e quel che è peggio non rispetta la Legge, rifiutandosi di disapplicare l’art. 9 del Decreto 78/10 che non è stato prorogato dalla Legge di Stabilità.
Equitalia non prende decisioni come un soggetto astratto, sono in verità le persone da cui è gestita a prendere le decisioni. Sarà quindi il Giudice a decidere se queste persone
siano colpevoli, oltreché di infrangere l’etica, di infrangere anche le Leggi dello Stato.
Alla prossima.

Siluri n°12

Back to top button