Fruendo: Lealtà – Coerenza – Rispetto

Riportiamo con amarezza l’ennesima dimostrazione della deriva cui stiamo, non per nostra scelta e neanche per nostra volontà, assistendo quotidianamente.
Nonostante la propensione al dialogo dimostrata dai responsabili delle risorse umane che pur nelle rispettive differenze di vedute stanno insieme alle OO.SS. cercando di costruire a fatica un dialogo che porti alla risoluzione dei problemi generati da questa “cessione di ramo d’azienda” per creare quel minimo di “senso aziendale” che ci permetterebbe di superare parte delle mille difficoltà sino ad ora incontrate, rileviamo comportamenti di parte dei vertici aziendali che sembrano dimostrare tutto il contrario.
Nello specifico partiamo dal comportamento della “Delivery Manager” della BU Accenture che, nell’improbabile lavoro di creare coesione tra i colleghi organizzando conviviali aperitivi tra “gruppetti” – i cui criteri di costituzione non sono né chiari né comprensibili -, si è lasciata andare a dichiarazioni tese a delegittimare la libera adesione alle rappresentanze sindacali di ognuno di noi con la dispregiativa frase, peraltro confermata da più colleghi, di “non farsi rappresentare da queste organizzazioni sindacali”.
Con un sorriso potremmo dire che questa è la logica cui stiamo assistendo quotidianamente, fatta di boria e senso di superiorità di alcune componenti, peraltro anche non direttamente nell’organigramma aziendale, che permette loro di entrare a “gamba tesa” imponendo logiche organizzative che impattano in maniera assolutamente negativa con i risultati attesi; ma il sorriso si spegne se ci rendiamo conto che, mettendo in fila i fatti, l’uscita della Delivery Manager non è né isolata, né casuale.
Pochi giorni dopo una dipendente di Accenture presso il polo di Roma prende una improvvida decisione che viola il diritto alla privacy dei lavoratori; l’intervento di un Dirigente Sindacale – che è sul posto – blocca la cosa, ed è proprio l’esistenza di sindacati che tutelano i lavoratori che disturba evidentemente la componente Accenture, a tutti i livelli, tanto che la persona in questione, mal sopportando l’intervento delle OO.SS. di Fruendo trasforma, nella sua fantasia un dibattito avvenuto davanti a decine di lavoratori in una fantomatica “aggressione verbale”.
Ma non finisce qui; in questo week end compare una nuova intervista del presidente Marco Bassilichi, con contenuti che ci fanno saltare sulla sedia: speravamo che la “guerricciola mediatica” potesse essere una querelle inopportuna e chiusa; purtroppo non è così.
E “profuma” di mezzucci l’intervista in questione se osserviamo che viene rilasciata ad un giornale del Sud, per parlare non tanto di Fruendo nella sua interezza – Questo sarebbe l’argomento ! – ma soprattutto dei lavoratori di Lecce: guarda caso nella settimana che prevede le udienze sulle vertenze legali di cento lavoratori, nel duplice tentativo di provocare una “guerra tra poveri” garantendo “eccellenze locali” di volta in volta diverse e magari di influenzare mediaticamente le scelte del tribunale.
Mettiamo in fila fatti, prima le dichiarazioni ai lavoratori della Delivery Manager, poi l’episodio e la reazione allo stesso della persona Accenture a Roma, infine questa intervista, stavolta del presidente, che dichiara, in risposta alla domanda sui timori dei lavoratori sulle “scatole cinesi” che lui ci mette sempre la faccia e che sulla querelle con i sindacati non gli va giù che essi, amplificando i problemi aziendali, creano un danno enorme all’azienda.
Verrebbe voglia di cantare con il compianto Battisti: “Ancora tu, non dovevamo sentirci più…”. Perché il presidente, a distanza di qualche settimana, torna a rilasciare dichiarazioni inquietanti, che manifestano come ci sia un fil rouge a legare tutti i fatti, a dimostrare come il fastidio per i diritti dei lavoratori e per coloro che liberamente essi scelgono per tutelarli è un problema profondo, culturale, aziendale.
Presidente, invece della faccia, come dice lei, ci metta la firma che chiediamo dai due anni sulla integrità aziendale, Vedrà che sarà più credibile!
La delegittimazione della rappresentanza dei lavoratori è il primo tassello per togliere voce e diritti a chi, per legittima paura di perdere il posto di lavoro o vedersi messo in condizione di non poter avere una vita dignitosa, non ha, da solo, la forza di poter rivendicare un torto senza avere la spada di Damocle del potere pronta ad abbattersi sopra la propria testa.
Noi a questa logica continueremo a gridare con forza il nostro no, continueremo a mettere in prima persona la nostra faccia ed i simboli delle nostre libere associazioni, ignorando i commenti detti sottovoce alle spalle mentre passiamo per i corridoi, sempre dalla nostra “Delivery manager” o da personale dei soci nel corso della loro presenza in Fruendo.
Siamo donne e uomini con la nostra dignità di lavoratori, pronti a metterci in discussione nel cambiamento, pronti a discutere di regole giuste che combinino produttività e rispetto umano, fermi nel pretendere di non essere schiacciati solo da logiche economiche che sviliscano conquiste di anni, e consapevoli del rispetto che a tutti deve essere dato, da tutti ed in primis da chi dovrebbe cercare, e per questo è lautamente pagato, di “capire” e “decidere” per il meglio non proprio, ma di tutta l’azienda.
Siamo sempre pronti al confronto; ma chi vuole confrontarsi deve avere lealtà, coerenza, rispetto dei lavoratori.

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO FRUENDO
Comunicato

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