Fisac Sicilia e Cgil Sicilia: esprimono con forza grande preoccupazione per la situazione di Riscossione Sicilia

LA CGIL SICILIA, LA FISAC CGIL SICILIA ED IL COORDINAMENTO ESATTORIALI
DELLA FISAC CGIL esprimono con forza grande preoccupazione per la situazione di Riscossione Sicilia e per le recenti iniziative aziendali.
Da qualche giorno si è reinsediato, essendo stato Presidente del CdA fino allo scorso febbraio, l’amministratore unico nominato dal governatore Crocetta, l’ avv. Antonio Fiumefreddo, il quale continua ad amministrare la società con iniziative che non sembrano fare parte di un progetto compressivo e reale di rilancio della società, oltre ad essere camuffate da inesistenti tagli alle spese e, a nostro avviso, incidono poco sulla risoluzione della crisi strutturale dell’Azienda.
Abbiamo appreso da un video dell’amministratore Fiumefreddo, postato su un social network il 12 aprile, che l’azienda ha avviato, senza alcuna comunicazione ufficiale, un progetto di declassamento di alcune delle Sedi che svolgono il servizio nelle città capoluogo.
Irrituale ed irrispettoso questo annuncio, che non tiene conto del dovuto confronto con le parti sociali. A ciò purtroppo siamo abituati, se consideriamo che abbiamo visto l’avvocato Fiumefreddo più spesso in televisione e sui giornali che in azienda a discutere con lavoratori e sindacato.
Nel merito del progetto abbiamo già espresso, insieme con le altre organizzazioni sindacali, opinione totalmente negativa.Si tratta di una iniziativa confusa, che non affronta né risolve alcuno dei problemi aziendali, anzi rischia di aggravarli creando disservizi e disagi ai contribuenti.Inoltre non corrisponde al vero l’affermazione che tale atto fa conseguire risparmi. Le sedi rimarranno ubicati negli stessi edifici e, stando a quanto ripetutamente dichiarato dallo stesso Fiumefreddo, il personale non sarà spostato.
Un buon amministratore, da buon padre di famiglia come si identifica lui stesso nel video in questione, dovrebbe almeno ascoltare chi svolge questo lavoro da decenni; dovrebbe, in particolar modo, avere più rispetto per i lavoratori grazie ai quali ha ottenuto, a suo dire, risultati positivi; dovrebbe soprattutto mantenere la propria parola e onorare la propria firma apposta sugli accordi proposti e sottoscritti che finora non ha rispettato.
Sarà per noi inevitabile chiedere all’Ars di avere amministratori capaci e presenti, che abbiano orizzonti e mandati chiari dal socio.
Abbiamo già chiesto di essere convocati dalla sottocommissione parlamentare, istituita dalla commissione bilancio dell’Ars per far conoscere dettagliatamente le problematiche di Riscossione Sicilia spa, per chiedere che si avvii rapidamente un percorso di collaborazione con Equitalia, non solo sulla piattaforma tecnologica, ma anche in termini di supporto legale ed amministrativo che Equitalia è già in grado di fornire. Chiederemo, inoltre, che Equitalia sia corresponsabile della proprietà di Riscossione Sicilia, mantenendo il rispetto dello Statuto Regionale, fornendo anche veri manager e mezzi, ormai indispensabili per tirare fuori dal buco nero la gestione di una società che altrimenti non può farcela.
Se il Governo regionale ed in particolare il Governatore Crocetta ritengono Riscossione Sicilia società strategica, e di essere “invidiati dalle altre Regioni italiane” per avere un proprio strumento di riscossione, occorre avere il coraggio di fare delle scelte che consentano di mantenere la società in vita e di rilanciarla. La sensazione netta, invece, è che si stia lavorando in modo sotterraneo per la svendita della società.

Non è tollerabile che gli errori di soci ed amministratori siano pagati sempre e solo dai lavoratori. Troppi sono stati i sacrifici che questi ultimi hanno fatto, avendo assistito negli ultimi anni ad un dimezzamento della forza lavoro a cui è seguito un aumento esponenziale dei carichi di lavoro pur di raggiungere i risultati pretesi dall’azienda. Abbiamo assistito, in un’azienda senza risorse finanziarie e senza più riferimenti interni professionali ed autorevoli, ad eroici atti di pazienza e comprensione che giornalmente i lavoratori hanno messo in atto pur di non aggravare ancora di più la situazione aziendale. Secondo la CGIL l’anno 2015 è stato per i lavoratori e per l’azienda un anno perduto, nonostante le dichiarazioni propagandistiche rilasciate dall’avv. Fiumefreddo, l’anno dei tanti annunci e della poca concretezza.
Ma occorre aggiungere che lo Stato, che è anche fruitore del servizio di Riscossione Sicilia, non può tirarsi fuori dalla vicenda della riscossione in Sicilia; non è tollerabile che Equitalia abbia una percentuale azionaria irrisoria: il Governo regionale deve impegnarsi con forza e direttamente a chiedere una maggiore partecipazione di Equitalia non solo in termini di collaborazione tecnico/amministrativa. Se il Governo regionale non sarà in grado neanche di garantire questa soluzione, allora sarà necessario cedere rapidamente il servizio di riscossione allo Stato, e la politica siciliana prenda atto della sua incapacità e sconfitta.
Il ruolo ed il mandato di rappresentanza consegnatoci dai nostri iscritti non può più attendere, vigileremo, come abbiamo sempre fatto, sul percorso di risanamento di Riscossione Sicilia Spa e denunceremo, laddove sarà necessario, tutti gli abusi sui lavoratori della società affinchè serenità e dignità possa ritornare nelle 700 famiglie dei dipendenti.

CGIL – SICILIA

FISAC – SICILIA

comunicato

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