Veneto: Coordinamento Donne – 25 aprile – LIBERE!

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All’assemblea nazionale delle delegate FISAC CGIL ho avuto l’onore di ascoltare i racconti di Ornella
Ravaglia, oggi responsabile del “Gruppo memoria storica” dell’ANPI Lombardia, ma soprattutto donna
partigiana! In occasione del 71° anniversario della liberazione, ricordare quelle storie di vita vissuta, di
donne che hanno sacrificato quanto avevano di più caro (la famiglia, la giovinezza, la vita stessa) non può
far altro che richiamare alla mente il valore delle donne, e quanto sia ancora oggi giusto continuare a
lottare per la realizzazione di pari opportunità e pari riconoscimento, non solo nel nostro Paese ma in tutto
il Mondo.

In quegli anni difficili, abbandonate gioco forza dagli uomini inviati in guerra, le donne hanno
saputo prendersi cura delle proprie famiglie, dei figli, occupando contemporaneamente il posto di lavoro
degli uomini in fabbrica. Hanno saputo organizzarsi, creare reti di solidarietà, manifestare e lottare per la
conquista di diritti ed emancipazione, dentro e fuori i posti di lavoro.
Non hanno collaborato alla Resistenza, ma vi hanno partecipato attivamente, raccogliendo alimenti,
munizioni, informazioni, fino a imbracciare le armi. Hanno subito violenze, torture, stupri. Esse hanno
segnato il primo vero ingresso delle donne nella vita pubblica del nostro Paese, rendendosi non solo
protagoniste della Resistenza, ma dando il via a una vera e propria rivoluzione sociale affinché la donna
fosse riconosciuta come cittadina portatrice di diritti civili e politici.
E lo hanno fatto senza pretendere riconoscimenti o medaglie: perché, come spesso capita alle donne, il loro
merito è stato offuscato da quello degli uomini. Alle donne non importava chi aveva o non aveva fatto, chi
aveva rischiato di più o di meno, chi aveva perso tanto o poco. Hanno saputo “accontentarsi” del loro
premio: l’aver raggiunto tutti insieme, uomini e donne, la libertà!

Per tutto questo la sera, dopo cena, non ho resistito. Eravamo tutte assieme, stavamo ballando,
ridendo, chiacchierando… girando lo sguardo ho visto Ornella seduta al tavolo che ci osservava con
un’espressione che non dimenticherò mai: lo sguardo di chi ha lottato, ma non è stanco. Un misto di
nostalgia per la gioventù passata, per quei troppo pochi momenti in cui, messi giù i fucili, anche lei
probabilmente ballava lasciandosi andare alla spensieratezza, ma anche di orgoglio e consapevolezza di
aver fatto qualcosa di grande per il quale ne è valso la pena. Da quello sguardo ho avuto chiara l’idea che se
avevamo avuto in quei tre giorni la possibilità di trovarci tra donne e discutere apertamente, che se ogni
giorno possiamo lottare per difendere e conquistare nuovi diritti, che se possiamo immaginare un mondo
ancora migliore per le generazioni future, o che se banalmente potevamo essere lì tutte assieme a ballare e
divertirci, ecco tutto questo lo dovevamo a loro.

E così mi sono avvicinata, le ho teso la mano e, con la stessa emozione che ancora oggi mi fa venire
le lacrime agli occhi, le ho detto soltanto “Grazie, grazie davvero per averci reso libere!”.

25 APRILE 2016

Firmato
Una donna, una sindacalista, una cittadina

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