Sicilia: la fisac del futuro, con forza ed entusiasmo

Discorso di Francesca Artista, nuova Segreteria Fisac Cgil Sicilia Palermo – Grazie ai Centri regolatori: Fisac nazionale, Cgil Sicilia, Camera del Lavoro territoriale di Palermo, grazie ad Agostino, a Michele, ad Enzo per la stima e la fiducia rassegnatemi nella proposta della mia candidatura; grazie per la “ consegna” alla quale mi chiamano.

Consegna che io raccolgo con un SI convinto. Un SI CONVINTO a lavorare per dare vita ad una nuova fase della nostra storia in Sicilia,. PER GENERARE INSIEME, COLTIVARE INSIEME, TUTTI insieme, TUTTE insieme una nuova storia della Fisac Sicilia, con al cuore, al centro FARE SINERGIA. UNA NUOVA SINERGIA PER UNA NUOVA FISAC in Sicilia.

Tre le Coordinate di fondo:

  • portare a sintesi e sviluppare il meglio di ciò a cui abbiamo dato vita in questi anni. Progetti, percorsi, dinamiche di lavoro sindacale di categoria, e non solo, in ogni comparto, in ogni azienda e territorio;
  • dare vita a nuove sinergie confederali con le Camere del Lavoro, a partire da quella di Palermo e con la Cgil Sicilia;
  • generare la Fisac del futuro con nuove piste progettuali sui temi legati alla trasformazione del lavoro nel nostro settore, con un maggiore protagonismo diffuso dei nuovi gruppi dirigenti, con un forte rilancio del proselitismo.

Credo fortemente in questo nostro nuovo lavoro comune.

Sento e trovo in esso un entusiasmo straordinario ed una forza ideale e fattiva che ci chiama tutte e tutti in causa.

Una forza che nei compagni storici chiama in causa la coscienza e la consapevolezza di fare del compimento di un percorso un nuovo inizio, vitale e di maggiore respiro per tutta l’Organizzazione ed in chi è più giovane chiama in causa ad accogliere la sfida, la scommessa, inscritta in ogni
aspetto della vita, a cimentarsi con se stesse e se stessi prima che con gli altri per dare il meglio di sé da soggetto protagonista. Esercitare la responsabilità è prima di tutto esigere da se stessi il meglio di ciò che si può essere e di ciò che si può fare.

La realtà oggi, in questi anni di arretramento civile, sociale, economico, culturale, di vuoto politico, di svuotamento della democrazia, in questi anni segnati dalla nuova religione della finanza globale e dal ritorno del medioevo nel mondo del lavoro, ci chiede di ESSERE SINDACATO, di radicarci di nuovo con credibilità nella terra della esclusione, della povertà e della schiavitù che sta divenendo il lavoro in tutte le sue declinazioni e ci chiede di ESSERE CGIL, di ESSERE,con un di più di coerenza, di militanza generosa, di forte visione ideale, UOMINI E DONNE CHE SI FANNO COMPAGNI, nelle più diverse situazioni nelle quali la DIGNITA’ è disconosciuta o calpestata.

SPEZZIAMOLO INSIEME QUESTO PANE DI DIGNITA’! DENTRO E FUORI I LUOGHI DI LAVORO. DENTRO E FUORI LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE ( penso soprattutto ai produttori di Alleanza, alle compagne ed ai compagni dell’appalto, penso a tutto ciò che pesa di meno ed anche dentro l’organizzazione rischia di contare di meno).

Proseguiamo- riprendiamo- rafforziamo INSIEME il cammino per ampliare e consolidare tutte le sinergie dentro e fuori la categoria.

Tra territori ed aziende – tra aziende di diversi comparti – tra rsa e coordinamenti territoriali e nazionali – tra abilità e competenze diverse – tra generazioni diverse.

COME

attraverso il lavoro dei dipartimenti -attraverso i progetti formativi – attraverso una maggiore cura degli rsa – attraverso le innovazioni dei linguaggi e degli strumenti di comunicazione e coinvolgimento specie dei più giovani accanto a quelli classici e tradizionali – attraverso iniziative pubbliche volte a riavviare la rete di solidarietà sociale tra bancari e società civile e mutare immagine agli occhi di chi guarda a noi omologati ai banchieri anche come status ideologico.

Attraverso tutto questo ed altro ancora che insieme elaboreremo, potremo tessere la tela ricca ed ampia del NOI di questa nuova stagione della Fisac siciliana e non solo.

Ogni differenza, ogni specificità, ogni elemento di radicalità o di mediazione non può non entrare in relazione vera con il resto, se vuole dare frutto.

NON la logica della tranquillità, del quieto vivere, dell’accomodamento pigro potrà farci nascere MA IL CONTRARIO: l’essere svegli, capire, partecipare, studiare, non smettere mai di mettersi in gioco, di metterrsi in discussione, di imparare, di riconoscerci bisognosi l’uno/a dell’altro/a, di chiedere aiuto, di riceverlo, di donarlo.

Coltivare la TERRA DEL NOI comporta entrare nell’io in relazione di valore proprio e dell’altro, di rispetto proprio e dell’altro, di dono che ciascuno/a è per l’altro, anche nel più doloroso conflitto o nella più grande distanza. Il dono di incontrare attraverso il totalmente altro una parte di me che altrimenti non potrà mai venire alla luce.

Il mio onore sarà, se vorrete, ESSERE A SERVIZIO DI QUESTO NOI. E sarà anche una gioia perchè a servizio di una cosa bella e buona.

Con gioia voglio concludere assumendo con tutte e tutti voi un impegno preciso che è premessa e precondizione di tutti gli altri impegni: concentrare tutte le mie migliori energie, in questi due anni che ci preparano al congresso, PRENDENDO SUL SERIO IL NOSTRO PRESENTE, il nostro QUI ED ORA e FOCALIZZARE IN ESSO TUTTO IL NOSTRO POTENZIALE.

Solo così potremo GENERARE IL NUOVO ed onorare il passato rendendolo fecondo.

Solo così NON AVREMO PAURA DI AVERE SUCCESSO e di scoprire che ciò che stiamo vivendo è migliore di quello che abbiamo vissuto.

Solo così NON AVREMO TIMORE DI SCOPRIRE che basta davvero poco per migliorare la nostra condizione di vita e di lavoro professionale e sindacale: BASTA CONDIVIDERE e SI MOLTIPLICHERANNO I RISULTATI POSITIVI.

LASCIATEMI DIRE CHE POSSIAMO FARLO, POSSIAMO PRENDERE SUL SERIO QUESTA NUOVA STAGIONE E SCOPRIRE CHE CI MERITIAMO DI LAVORARE BENE E INSIEME E FARLO NON CI DIMINUISCE NE’ INDIVIDUALMENTE NE’ COLLETTIVAMENTE, ANZI, CI ACCRESCE, CI QUALIFICA, CI EVOLVE.

Ed INFINE si può prendere sul serio il presente solo se si benedice il passato, per quello che ci ha insegnato e ci ha donato, ringraziarlo e lasciarlo andare.

Si può prendere sul serio il presente solo se si accetta di non possedere il futuro.

Così vi offro di lavorare insieme . Liberando proprio attraverso il limite temporale di questi prossimi due anni, solo due anni, le nostre migliori abilità di costruzione di questa nuova Fisac.

“ SE HAI PAURA DI PERDERE NON OSERAI VINCERE” è una massima che riconosco perchè è proprio così ma mi permetto di aggiungere che si può vincere solo se si genera FORZA, VALORE, SENSO per la vita.

Ed è questo per me il successo: generare ed alimentare la forza della vita, dovunque, sempre.

ED il SUCCESSO che tutti noi ci meritiamo è una nuova VITA SINDACALE che batta un colpo d’ala.

IO CI CREDO. FORTEMENTE. E VE LO OFFRO con umiltà, con tutta la mia energia e con tutta la mia fede nella vita che si rigenera sempre.

NOI CI MERITIAMO IL MEGLIO ed IL MEGLIO E’ nelle nostre mani, compagne e compagni, è QUI, é ORA, è PER TUTTE E TUTTI NOI.

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