Gruppo Deutsche Bank: New Db “Contro flash” n°25

Deutsche Bank , in Italia come nel resto del mondo, sta attraversando una fase senza dubbio critica. Non parliamo solamente dei problemi di bilancio che si manifestano in modi diversi a seconda dei casi e delle circostanze, ma piuttosto di una sorta di “crisi di identità” che sino ad ora l’avvento del nuovo AD non è riuscito certo a risolvere. Banca tradizionale o banca d’affari? Banca digitale o banca fisica? Banca di servizio o banca di vendita? Si tratta di questioni ancora da dirimere per intero anche se la tendenza che ci sembra si rappresenti con maggiore forza è quella di un’azienda con sempre meno occupazione e sempre più “improvvisazione”. D’altro canto, i guasti del passato sono stati profondi e sciogliere nodi potenzialmente scorsoi come quelli delle liti giudiziarie, della correttezza dei comportamenti e del risanamento dei conti necessita di uno sforzo veramente enorme, per questa come per altre banche. L’unica linea di indirizzo acclarata sembra quindi essere quella dell’attenzione ai costi che si traduce, praticamente sempre, in tagli di dipendenti. Troppo facile agire su questo versante poiché essere forti con i deboli è esercizio di estrema semplicità e di sicuro risultato…Anche in Italia, quindi, lo scenario non è semplice e dal punto di vista sindacale le questioni vengono affrontate con estrema difficoltà e farraginosità. Difficile pensare che da noi non ci si indirizzi nel prossimo futuro verso interventi sui livelli occupazionali che tra l’altro si stanno già verificando per Colleghi con contratto a Tempo determinato od in “somministrazione”, come in occasione della riorganizzazione dei Centri Middle Office. Tra parentesi, in quest’ultimo caso la “soddisfazione” del responsabile per essere riuscito a ridurre il Personale è apparsa nella migliore delle ipotesi malcelata… Ad ogni modo, in mezzo a questo mare magnum di novità e difficoltà, occorre trovare degli agganci intellettuali e culturali che possano servire da strada maestra per affrontare ogni situazione. In questo senso, il rapporto costante, stretto ed anche critico tra Lavoratori ed Organizzazioni Sindacali è un elemento imprescindibile.
Talvolta la banca si sorprende del perché i Colleghi si rivolgano al Sindacato e rappresentino ad esso le loro difficoltà o perplessità in quanto ritiene che esistano già strutture aziendali in grado di risolvere ogni questione.
Le motivazioni, sbagliate, che stanno alla base di tali assunti risiedono da un lato nel convincimento che il Sindacato in fin dei conti serva solo (e fino ad un certo punto) nei confronti che si tengono nelle sedi istituzionali, dall’altro nell’idea che il rapporto tra datore di lavoro e dipendente non abbia bisogno di mediazione. Quest’ultimo punto è figlio senz’altro di una cultura individualista che in questi ultimi anni è stata sostenuta in modo forte e convinto non solo dalle aziende ma anche dalla politica che ha sempre più orientato in questa direzione numerosi interventi legislativi. Noi siamo convinti del contrario ma ci rendiamo conto che alcuni spazi di dialogo e taluni ambiti di credibilità che si ritenevano acquisiti, oggi vanno riaffermati, difesi ed ampliati. Per questo chiediamo a tutti i Lavoratori, ed in primis ai nostri Iscritti, di mantenere un contatto costante con il Sindacato, di far sentire sempre di più la loro voce, di fornire continuamente un contributo di informazioni ed idee che sono indispensabili nel confronto con la banca. Sono le questioni sollevate dai Colleghi che indirizzano gli interventi sindacali durante gli incontri con l’azienda e sono le sensibilità dei Lavoratori che possono fare la differenza. Solo attraverso le voci che provengono da tutti i settori e le società della banca si è in grado di mettere a fattor comune i problemi di quasi 4.000 Colleghi cercando di andare oltre le singole questioni che magari possono far perdere di vista la complessità. Per questo vi diciamo di diffidare di chi pensa che il “fai da te” sia il modo migliore di rapportarsi con il datore di lavoro: non era così prima, non lo è adesso. Per parte nostra prendiamo senz’altro l’impegno a produrre ogni sforzo per rendere possibile la
coesione tra i Lavoratori perché ve ne sarà sempre più bisogno.

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