Veneto: basta speculazioni, il destino delle banche italiane non dipende dal referendum!

Gravissimo l’articolo del Financial Times, rilanciato dalla stampa italiana, che indica che in caso di vittoria del NO al referendum del 4 dicembre, otto banche italiane (Mps, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e le 4 banche: Etruria, Marche, Chieti e Carife) sarebbero a rischio di fallimento. Il conseguente “effetto contagio”, inoltre, potrebbe compromettere la ricapitalizzazione di Unicredit.

Gravissimo perché chiaramente motivato da intenti speculativi e fondato su una mistificazione: le difficoltà di questi Istituti, diverse tra loro così come diverse saranno le soluzioni che verranno messe in campo, nulla hanno a che vedere con l’attuale Costituzione Italiana; ne consegue che, tantomeno, potrebbero essere risolte da un’eventuale riforma costituzionale.

Non si può mettere in pericolo l’interesse del Paese in nome di una vittoria referendaria.

Chiediamo quindi fermamente il massimo impegno del Governo, delle istituzioni e delle forze politiche tutte perché si torni ad un clima di normalità dialettica.
E’ indispensabile scongiurare gli intenti speculativi sulle banche italiane e, nel contempo, garantire un voto libero, consapevole e non fuorviato da quegli scenari inquietanti, tutto arbitrari, che spesso, in modo irresponsabile, vengono associati ad una vittoria del NO.

Ne va dell’interesse di tutto il Paese, indipendentemente dall’esito del voto referendario.

Chiara Canton – Segretaria Generale FISAC CGIL Veneto

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Photo by quinn.anya

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