Veneto: coordinamento donne – sostegno alle famiglie 2017

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Non siamo ovviamente contrarie a quanto stanziato dal Governo, ma riteniamo tali forme non sufficienti ed esaustive per soddisfare i bisogni delle famiglie del nostro Paese. Siamo convinte che la risposta non possano essere solo “bonus” estemporanei e per lo più legati alle disponibilità finanziarie dello Stato riviste di anno in anno. Un figlio è “per sempre” e chi si assume la meravigliosa responsabilità di metterlo al Mondo non ha bisogno di un contributo che assomiglia più a un regalo o una mancia che a un reale sostegno. Occorre mettere in piedi un sistema che garantisca un supporto costante alle famiglie fatto di investimenti nelle infrastrutture (asili, scuole), norme sulla genitorialità inclusive e di un programma di interventi economici e fiscali equi che consentano a tutti i nostri figli pari dignità e opportunità di crescita, sviluppo e formazione (in termini quantitativi e qualitativi). La contrattazione di secondo livello con il welfare aziendale (tra l’altro sempre più legato al raggiungimento di obiettivi commerciali, e pertanto sempre meno stabile) può sopperire parzialmente a tali necessità, ma non deve sostituirsi integralmente. Il rischio altrimenti è di creare cittadini di serie A (chi lavora come dipendente in aziende con relazioni industriali forti) e cittadini di serie B (tutti gli altri), per i quali le risorse pubbliche a disposizione sono sempre meno. Per questo continuiamo il nostro cammino verso la conquista della CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO: perché crediamo fermamente che il lavoro debba unire e non contrapporre, debba includere e non escludere, indipendentemente dalla tipologia o dal contratto applicati. Perché non siamo solo lavoratori, ma in primis persone e cittadini che anche attraverso il lavoro affermano la propria dignità!

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