Veneto: Verona, la donna torna al medioevo.

miniatura medievale raffigurante un marito che picchia la moglie, Zurigo, Zentralbibliothek

Cara donna, tu servi per fare figli: soltanto tu ovviamente, perché del ruolo del padre e delle responsabilità a quest’ultimo legate, non si fa cenno. Mettere alla luce un figlio non deve essere per te soltanto un atto d’amore, è un tuo dovere per risolvere il problema della crisi demografica del nostro Paese: infatti, se quel figlio proprio non lo vuoi, dopo la nascita puoi sempre abbandonarlo in modo sicuro e protetto. Una rete di “culle per la vita” ti aiuterà a farlo. Non preoccuparti se la tua situazione familiare o personale è fragile: alla fine ti deve bastare solo un aiuto a trovar lavoro e un piccolo contributo economico per andare avanti e diventare madre. Non pensare alle tue ambizioni, paure, aspettative, ai tuoi desideri, sogni e sentimenti. Non farti distrarre da quello che vuoi per te. La nuova “cultura dello scarto” è chiara: non devi scartare la vita che porti dentro, scarta te stessa e obietta alla tua coscienza.

Con riconoscenza da chi vuole una “città a favore della vita” (ma non della tua).

Il Coordinamento Donne FISAC CGIL Veneto esprime tutta la propria contrarietà e indignazione per quanto deliberato dal Consiglio Comunale di Verona nella seduta del 4 ottobre scorso approvando la mozione 434 “Iniziative per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità nel 40esimo anniversario della legge 194/1978”. (https://portale.comune.verona.it/media/_ComVR/Cdr/SegreteriaConsiglio/Allegati/mozioni/2017-2022/434_moz.pdf?tt=verona_mobile). Le parole usate, l’interpretazione strumentale dei dati riportati e il riferimento al 40esimo anniversario della legge 194, rappresentano un gravissimo attacco non solo a un diritto conquistato e voluto dalla maggioranza dei cittadini del nostro Paese, ma soprattutto alla dignità della donna.

Il Coordinamento Donne FISAC CGIL Veneto a tal proposito condivide e ritiene urgente che trovino applicazione le proposte legate al tema della salute delle donne oggi in discussione a Roma nell’Assemblea Nazionale delle Donne dal titolo “Belle Ciao. Tutte insieme vogliamo tutto” (http://www.cgil.it/admin_nv47t8g34/wpcontent/uploads/2018/09/piattaformaBelleCiao.pdf).  La risposta ai bisogni da soddisfare non è una serie di servizi e tutele che si limita alla realizzazione e alla difesa a tutti i costi della maternità, ma, al contrario, un sistema che si faccia garante della libertà di essere donna.

Quanto accaduto a Verona non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio nel nostro Paese in cui si palesa in modo evidente e tangibile l’espressione di una cultura protesa alla cancellazione dei diritti umani universali, del principio di uguaglianza e democrazia, del diritto alla dignità.  In risposta a tale iniziativa, il Coordinamento Donne FISAC CGIL Veneto si unisce idealmente alla marcia PerugiaAssisi e a tutte le centinai di migliaia di cittadini, giovani, uomini e donne  che insieme cammineranno “sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento, a settant’anni dalla firma della Dichiarazione Universale dei diritti umani” (dal documento “verso la Perugia-Assisi  www.perlapace.it).

Perché un Paese migliore è un diritto! Perché costruirlo assieme, è un dovere!

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL VENETO

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