Crédit Agricole Italia: rinnovo CCNL bancari, si parte

I TEMI PRINCIPALI: ASPETTO ECONOMICO E PRESSIONI COMMERCIALI

Si entra nel vivo dei lavori per la presentazione della piattaforma di rinnovo del CCNL Bancari (è appena stato condiviso un calendario di incontri propedeutico alla preparazione della piattaforma di rinnovo) e si delineano i temi principali oggetto del confronto. Certamente si parte dall’aspetto economico sul quale Giuliano Calcagni segretario generale della Fisac Cgil dichiara “assunti i positivi dati di trend settoriale non c’è più motivo da parte di Abi non solo di rilanciare ulteriori operazioni sul contenimento dei costi ma anche di mantenersi ancorata a parametri ante contratto del 2012”.

Parte fondante del rinnovo dovrà essere anche l’aspetto relativo alle pressioni commerciali, argomento che interessa tutto il settore e sul quale inizia a delinearsi meglio anche il lavoro fatto in precedenza partendo dall’applicazione dell’ACCORDO NAZIONALE SULLE POLITICHE COMMERCIALI. A questo proposito si è già convenuto che il cosiddetto “mal di budget” dei bancari dovrà essere monitorato almeno in due modi: con una indagine svolta da un «ente terzo» fra i dipendenti delle banche ed una casella mail nazionale dove potranno essere inviate segnalazioni in caso di indebite pressioni commerciali. L’ente terzo dovrebbe essere un ateneo universitario e dovrebbe a breve essere resa nota la casella mail dove si potranno inviare le segnalazioni sui temi oggetto dell’accordo. Il lavoro sarà seguito dalla commissione bilaterale scaturita dall’accordo dell’8 febbraio 2017 per verificare il rispetto dell’intesa Abi-Sindacati sulle politiche commerciali.

Questo aspetto comprende anche la questione dei sistemi incentivanti delle singole banche: da parte della commissione c’è la chiara volontà di capire come e se questi sistemi rispettino i principi espressi dal negoziato, declinati nell’accordo di febbraio 2017. «Allo stato registriamo con soddisfazione unitarietà delle posizioni al tavolo – spiega Giuliano Calcagni, segretario generale della Fisac Cgil – e questo ci fa ben sperare in una decisa e corretta risposta al problema oggi non più sostenibile delle pressioni commerciali indebite esercitate sulla rete».

La Commissione Nazionale diventa quindi un luogo di incontro importante per tenere sotto osservazione le politiche commerciali degli istituti di credito e le loro ricadute sui dipendenti. Il pressing commerciale, lo ricordiamo sempre, non è una cosa che riguarda esclusivamente i lavoratori del settore, l’interesse è congiunto con i risparmiatori che hanno diritto, sui prodotti finanziari, ad una consulenza tesa a soddisfare le loro esigenze e non la necessità di collocare prodotti specifici.

IN PILLOLE:

ACCORDO NAZIONALE SULLE POLITICHE COMMERCIALI

L’Accordo individua, azioni e comportamenti per favorire lo sviluppo di politiche commerciali equilibrate, rispettose della dignità dei lavoratori, delle esigenze della clientela e delle esigenze di competitività delle imprese bancarie. Alla luce dell’Accordo 8 febbraio 2017 e del Regolamento del 17 ottobre 2017, per renderne effettivi i contenuti si sono convenute delle competenze specifiche della Commissione bilaterale nazionale.

COMPETENZE DELLA COMMISSIONE NAZIONALE

Alla luce dell’Accordo 8 febbraio 2017 e del Regolamento del 17 ottobre 2017, alla Commissione compete: 1. acquisire informazioni, diffondere le buone pratiche e eventualmente realizzare iniziative congiunte in materia di politiche commerciali, informazione, formazione e comunicazione, sistemi di incentivazione; 2. interloquire con le commissioni o gli organismi bilaterali di confronto costituiti in sede aziendale o di gruppo; 3. avviare una comune azione allo scopo di accrescere il grado di conoscenza e di consapevolezza delle disposizioni sulle materie oggetto dell’Accordo 8 febbraio 2017, puntando in particolare sulla diffusione della cultura finanziaria etica e responsabile, sull’informazione, sulla formazione, sulla comunicazione, sull’ascolto attivo, sul clima aziendale, sui momenti di dialogo e sulle modalità di monitoraggio e diffusione delle buone pratiche, in un’ottica prioritaria di prevenzione; 4. redigere una relazione annuale relativa alla propria attività ed alle fattispecie esaminate, con il richiamato obiettivo di diffusione delle buone pratiche; 5. concordare criteri e modalità per avviare un’indagine di clima settoriale tramite soggetti terzi di comprovata esperienza e qualificazione, i cui risultati saranno oggetto di analisi da parte della Commissione stessa; 6. svolgere momenti di confronto ove sorgano significative questioni riferite a fattispecie di rilievo, di carattere generale e non relative a singoli casi – da prospettare in forma aggregata e anonima – che non abbiano trovato composizione nelle sedi aziendali o di gruppo, in merito all’applicazione dell’Accordo 8 febbraio 2017.

FISAC Gruppo Credit Agricole Italia


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