E’ stata una mattinata straordinaria  quella passata al  Museo della liberazione per l’iniziativa organizzata dalla Fisac Roma e Lazio. Il filo conduttore è stato il libro di Giuseppe Lavorato ” Rosarno , conflitti sociali e lotte politiche in un crocevia di popoli, sofferenze e speranze”.  Attraverso le parole appassionate e gli occhi dell’autore, che e’ stato interprete delle lotte che tennero alta la battaglia per la giustizia sociale, abbiamo attraversato 50 anni di storia. Una storia di passione politica e di onestà intellettuale per la prospettiva di emancipazione di un popolo. Si è parlato  delle lotte contadine del 900 nella Piana di Gioia Tauro per la terra, per il salario, per i diritti contro la criminalità organizzata, e siamo arrivati  ad interrogarci sulla cronaca attuale di sfruttamento e razzismo. Fino all’emergenza democratica che sentiamo di vivere in questi nostri tempi  bui e contraddittori.

Infatti, Non è stato un incontro sulla memoria, perché quello che animò le lotte di quelle donne e quegli uomini è ancora vivo e si ripropone nella sua drammaticità. Rosarno è ancora protagonista della terribile situazione degli immigrati africani presenti in gran numero nelle sue campagne. Oggi sono loro a subire e a lottare contro lo sfruttamento del lavoro agricolo, a tratti simile alla completa schiavitù. Sono anche un simbolo, come se il tempo ciclico rinnovasse il suo dramma in forma contemporanea.  E la ‘ndragheta, quella combattuta a costo della vita da Giuseppe Valarioti, morto tra le braccia di Giuseppe Lavorato, e di altri attivisti ancora allunga su tutto la sua ombra. Con essa lo sfruttamento, il razzismo le nuove forme di fascismo, un decadimento culturale che ci dice che dobbiamo lottare ancora. Perché rischiamo fortemente che questo degrado possa farsi cultura dominante.Insieme con Aldo Tortorella, ex deputato figura di spicco del Partito Comunista Italiano, Antonio Parisella, presidente del museo della liberazione, luogo simbolo della lotte per la Liberazione i n cui abbiamo svolto l’iniziativa, Selly Kane che si occupa delle politiche di immigrazione della Cgil e Suddique Nure Alam, detto Bachcu, Segretario generale della comunità bengalese in Italia, moderati da Leonardo Filippi, giornalista di Left abbiamo affrontato un dibattito vivo toccando temi profondi,ricchi di valori che sono il filo conduttore della nostra attività , non senza momenti di profonda commozione. 

Ringraziamo il Segretario Generale della Fisac Giulilano Calcagni per la sua partecipazione e per  il suo affettuoso saluto e il Museo della Liberazione per averci ospitato. Ci piace pensare che questo sia solo un arrivederci.