Report iniziativa a Milano “Human Right Due Diligence”

Milano, 13/11/2019 – Seminario organizzato da Manitese ONLUS


L’invito all’evento arriva da Claudia Saller dell’European Coalition for Corporate Justice, Claudia l’abbiamo conosciuta al recente congresso di UNI Finance di Torremolinos e dopo il suo intervento ed esserci confrontati con lei sul tema ci ha lasciato la curiosità di approfondire le questioni collegate alla Human Right Due Diligence.

Per Manitese “Per poter identificare, prevenire e mitigare i propri impatti negativi su ambiente e società, le imprese, multinazionali in primis, sono sempre più chiamate ad adottare una due diligence con riguardo ai diritti umani (HRDD). Si tratta di un processo che consiste nel valutare gli impatti effettivi e potenziali delle attività produttive su tali diritti, nel dotarsi di politiche aziendali che tengano conto di tali valutazioni, nel monitoraggio delle misure adottate e nell’implementare  meccanismi di rimedio a favore delle persone e delle comunità che subiscono abusi.”

Siamo nell’ambito della sostenibilità. Sostenibilità intesa non solo come tematica ambientale ma anche sociale e di governance, come ricordato anche dall’agenda 2030 dell’ONU in cui i 17 Goals integrano tra loro le tematiche ESG: Environmental, Social, Governance. Imprescindibile quindi trattare di Diritti Umani quando si parla di politiche aziendali sostenibili, di investimenti sostenibili e di finanza sostenibile.

Tra la platea circa 55 membri di ONG, 30 dal mondo accademico, 15 dalle aziende, 5 dalle istituzioni e 10 privati cittadini. Noi siamo stati invitati come Stakeholder.  La tematica ha un suo fascino soprattutto se penso agli argomenti trattati in sede di Regulation Meetings in UNI e DG-Fisma (La direzione generale della Stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e dell’Unione dei mercati dei capitali è il servizio della Commissione responsabile della politica dell’UE in materia di banche e finanza. presieduta da Valdis Dombrovskis) e la nostra richiesta da parte sindacale di ampliare il concetto di finanza sostenibile, che DG-Fisma intende limitare alla tematica ambientale, al rispetto dei diritti dei lavoratori.

L’idea attorno alla quale ruota la giornata è di superare il concetto di CSR (Corporate Social Responsibility) per sostituirlo con quello di Mandatory Human Right Due Diligence.

La definizione di CSR più citata in ambito europeo è quella contenuta nel Libro Verde pubblicato dalla Commissione Europea nel 2001 dove la Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), in inglese Corporate Social Responsibility,  viene definita come “integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. Il report sulla CSR che le aziende su base volontaria producono è più spesso definito Bilancio Sociale, volontario e non vincolato a criteri oggettivi. Obiettivo della conferenza è quello di individuare spazi e modalità per dare forza di legge alla HRDD.

Le principali preoccupazioni che sorgono durante la giornata riguardano:

-l’applicabilità in ambito transnazionale di una legislazione in tema di HRDD

-Il coinvolgimento delle aziende occidentali sul tema dell’HRDD per quanto riguarda la filiera dei fornitori e delle aziende direttamente o indirettamente controllate

-Come sensibilizzare le istituzioni, soprattutto a livello europeo, sulla necessità di una HRDD

– L’assenza di un sistema sanzionatorio

Per dare delle risposte al quadro generale presentatoci nella mattinata, il pomeriggio si analizza la normativa già in essere in alcuni stati europei tra cui anche l’Italia (legge 231/2001 e sui risvolti nel caso ENI). Tra questi spicca il caso olandese sul Child Labour. Legge del 2019 che troverà attuazione con decreto nel 2020, si propone di combattere il lavoro minorile a livello globale impedendo alle aziende sul territorio Olandese di vendere prodotti che derivino da una filiera produttiva che in qualsiasi fase faccia ricorso al lavoro minorile. Far arrivare quindi il rispetto dei diritti umani per il tramite del diritto del cittadino olandese all’acquisto di prodotti e servizi “Child Labour Free”. Dal punto di vista giuridico un importante conquista per i diritti umani.

La giornata prosegue ricca di spunti interessanti e di materiale informativo (chi fosse interessato mi contatti pure via email, condivido volentieri).

Il mio treno per Verona è puntuale. Lascio la nebbia di Milano e le sue vie piene di negozi alla moda. A fine giornata ho molte domande e mi chiedo: Se venisse introdotta  a livello UE una normativa che imponga agli istituti finanziari degli stati membri di commerciare solo ed esclusivamente prodotti d’investimento “Child Labour Free” che impatto avrebbe questo sui mercati internazionali? Che impatto avrebbe sulla società civile in termini di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani? Che impatto avrebbe su quei 150 milioni di bambini che secondo l’Unicef sono intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano ad una vita senza svago né istruzione?

Raffaella Riggi
Dip. Internazionale
Segreteria VR


Per chi volesse approfondire:

articolo che analizza la legge olandese ‘Child Labour’ https://freedomfund.org/blog/going-dutch-the-netherlands-adoption-of-a-child-labour-law-reaffirms-trend-of-mandating-corporate-due-diligence/

ECCJ European Coalition for Corporate Justice http://corporatejustice.org/

Reflections Paper della Commissione Europea su sostenibilità 2030 http://corporatejustice.org/news/treaty-letter/rp_sustainable_europe_30-01_en_web.pdf

Amnesty International su HRDD https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/09/arms-companies-failing-to-address-human-rights-risks/

https://www.amnesty.it/la-catena-dei-fornitori-cobalto-non-affronta-tema-del-lavoro-minorile/