ER – Antiriciclaggio: continuiamo a farlo alla “vecchia maniera”

A volte capita di sentire dire di qualche collega che usa fare le cose “alla vecchia maniera”. Persino, c’è chi stigmatizza questo modo di fare in quanto, per alcuni, fare le cose alla vecchia maniera (o “à l’ancienne” come dicono i Francesi) significa operare con puntiglio e precisione, concetti che spesso si è spinti a trascurare per dare la precedenza all’attività commerciale.

Il nostro lavoro ha dei contenuti che ci impongono di procedere con puntiglio e precisione, ed uno di questi è l’antiriciclaggio. A questo proposito ha fatto scalpore la recente sentenza di Cassazione 26454/19 depositata lo scorso 17 ottobre che, come ha titolato il Sole24Ore, LEGITTIMA IL LICENZIAMENTO DEL BANCARIO CHE VIOLA LE LEGGI ANTIRICICLAGGIO.

Nel dettaglio il comportamento del (ex) collega che è stato in questo modo riconosciuto responsabile e licenziato, riguardava un complesso di fatti. Dall’avere omesso di segnalare operazioni sospette a non avere inibito la movimentazione di un deposito di risparmio intestato a una società con autorizzazioni a bonifici esteri, ad avere consentito la movimentazione del conto corrente intestato a soggetto sottoposto a indagine penale per frode fiscale e riciclaggio nonché per avere, in violazione di specifiche prassi aziendali, predisposto l’istruttoria di un finanziamento in favore del genitore e deliberato un ulteriore affidamento di credito, senza la copertura di idonee garanzie. Il Sole24Ore, per fare una sintesi dei comportamenti oggetto del venire meno del rapporto fiduciario che è alla base del rapporto di lavoro, ha dato questa descrizione: “In altri termini, il direttore non avrebbe correttamente adempiuto agli obblighi di adeguata verifica della clientela così come posti la legge antiriciclaggio e specificati dai regolamenti interni dell’istituto bancario”.

La sentenza è stata riportata sui più autorevoli quotidiani nazionali. Si tratta evidentemente di un caso di particolare gravità ma che di per sé apre un fronte legislativo (riconoscimento della responsabilità in capo al collega e per questo licenziamento legittimo) a cui occorre prestare molta attenzione.

È sempre più opportuno evidenziare e ricordare questi aspetti del nostro lavoro che non solo attengono al tema della responsabilità patrimoniale ma che prevedono a nostro carico anche delle specifiche sanzioni (civili e penali) che nel tempo si sono persino inasprite. Questo perché, sempre più sommersi dagli aspetti commerciali del nostro lavoro, si potrebbe tendere purtroppo (o magari essere indotti a farlo da altri) a derubricarli alla mera attività amministrativa ma così non è e non deve divenire.

Guardando poi la situazione nella nostra Regione l’attenzione a questi aspetti è ancora più necessaria. Certi titoli sui nostri media locali sono sempre più ravvicinati, di qualche giorno e non più di settimane: “Truffa e riciclaggio, arrestato imprenditore castelfranchese“. “Operazione Cabriolet. Sgominata banda con imprese e pagamenti truccati, anche nel reggiano, parmense e modenese“. “Aziende fittizie, dai prosciutti ai condizionatori, auto e materiale edile

Essendo purtroppo in crescita molto preoccupante i “peggiori” reati economici nei settori portanti della nostra economia, edilizia, industria, agroalimentare, commercio, servizi, assume sempre maggiore importanza continuare a seguire l’antiriciclaggio con attenzione, fare sempre valutazioni approfondite, il tutto per evitare di caricarci di inutili rischi.

 

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