Appalto Assicurativo: (S)maschera il “pirata”

Nel tardo pomeriggio del 24 marzo u.s. Ebisep – Ente Bilaterale del CCNL “pirata” SNA – ha diramato ai propri associati una circolare con cui comunicava che: “Ciascun lavoratore potrà acquistare presidi medico sanitari per la protezione personale (gel, disinfettante, mascherine, guanti). Avrà cura di compilare il modulo allegato alla presente e disponibile sul sito alla sezione “Sussidi ai Lavoratori” allegando copia dello scontrino fiscale al fine di ottenere il rimborso della spesa sostenuta senza alcuna franchigia o scoperto” (la news è consultabile qui)

  1. Delegare al lavoratore della messa in sicurezza del proprio posto di lavoro è sicuramente una palese violazione delle norme di legge in materia.
  2. il Decreto Cura Italia prevede già il rimborso alle aziende di costi di sanificazione e per i presidi disinfettanti
  3. I milione di euro stanziato a favore dei/delle dipendenti non è altro che una minima parte di quanto è stato loro scippato con il CCNL “pirata”: non ci servono elemosine (peraltro a spese altrui in considerazione delle previsioni di cui al punto 2 sopra) ma vogliamo riconosciuto il “giusto” salario che ci spetta per il nostro lavoro!

Stanziare 1 milione di euro per acquisto da parte dei dipendenti di presidi sanitari conferma indirettamente quanto ci viene quotidianamente riferito da colleghi/e di agenzia: in troppe agenzie si sta ancora lavorando mettendo a rischio la vita e questo

NON è accettabile!!!

E lo è ancora meno dopo che – nella giornata del 24 marzo 2020 – Ania e le OO.SS. del settore (non Confsal, autrice con SNA del CCNL “pirata” per le agenzie, che del settore assicurativo mai si è occupata) è stato siglato un protocollo condiviso sulle misure per la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro tra ANIA e le OO.SS. di settore.

Si tratta di un protocollo che la nostra categoria – tutta – attendeva da giorni e che valutiamo positivamente per il tratto inclusivo dell’intera filiera assicurativa (dalle rete distributiva/agenzie ai produttori) che lo caratterizza.

Rete Agenziale

Nel protocollo (a fine pag. 2) ANIA dichiara l’impegno a garantire la continuità del servizio erogato alla collettività a patto che sia rispettato il presupposto fondamentale de “la piena garanzia delle condizioni di salute e sicurezza per TUTTE le lavoratrici/lavoratori del settore” e afferma che “la prosecuzione delle attivita produttive puo avvenire solo in presenza di adeguati livelli di protezione” nella “rete distributiva, anche agenziale”.

Più avanti troviamo l’impegno di Ania a raccomandare puntualmente alla rete agenziale l’adozione di modalità di comportamento utili alla prevenzione e al contrasto dell’epidemia.
Alla luce di quanto sopra vi invitiamo a mettervi in contatto con i nostri uffici per segnalarci qualunque violazione delle norme di prevenzione e contenimento del contagio Covid19 in vigore provvederemo poi noi OO.SS. ad inviare la richiesta di intervento ad Ania ed al Prefettocompetente: le prime ispezioni dei tecnici SPISAL sono già avvenute dietro nostra segnalazione ieri a Vicenza città.

Produttori/Produttrici Generali Italia Spa

Al punto “8 – Organizzazione Aziendale” si prevede la possibilità per le imprese di ricorrere all’assegno ordinario del Fondo Intersettoriale di Solidarietà Ania anche per i produttori dipendenti. La possibilità di accedere alla parte ordinaria del Fondo per questa categoria di colleghi/colleghe che costituiscono il vero motore delle agenzie Generali costituisce un primo passo – molto importante – nell’azione sindacale portata avanti da tutte le sigle, e da Fisac in particolare, per tutelare il reddito presente e futuro della rete produttiva di Generali Italia (unica compagnia che ad oggi si sta avvalendo dell’organizzazione produttiva prevista dal CCNL Ania).

Documentazione da produrre per poter circolare

Ci è stato segnalato da alcune/i colleghe/i che sono ancora costrette a muoversi da casa per andare a prestare servizio nelle agenzie in deroga alle disposizioni dell’art. 1 dell’Ordinanza del Ministro della Salute 20 marzo 2020 concernenti le limitazioni alle possibilita di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale, che nel corso dei controlli operati dalle forze dell’ordine sul territorio è stato chiesto nei giorni scorsi di produrre – oltre all’autodichiarazione corredata da busta paga:

  • una certificazione da rilasciare a cura del datore di lavoro del codice codice ATECO dell’attività che rientra tra quelle non sospese dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020 all’allegato 1.
  • una dichiarazione che, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1 comma 7 del DCPM 11/3/2020, in azienda si sono organizzate dove possibile attività di smart working, si è ridotto il personale in forza in azienda con la riorganizzazione degli orari e turni e che, nel rispetto di quanto previsto dai provvedimenti riguardanti l’emergenza coronavirus, sono state adottate le necessarie misure igieniche ed si è ottemperato anche a tutte le altre disposizioni di legge emanate in relazione al contenimento del contagio.

Vi invitiamo ad attivarvi il prima possibile con i vostri datori di lavoro per richiedere tale certificazione.

Ognuno faccia la sua parte, solo così #andràtuttobene

Fisac Cgil Vicenza