Rsa Napoli: Piano Ferie ai tempi del Covid-19

3 - Fisac Cgil

Domani, 12 marzo 2021, è l’ultimo giorno per l’inserimento del piano ferie. La banca ci ha tenuto a dirlo, ribadirlo e ricordarlo a ogni dipendente. In quello che si appresta ad essere il secondo anno di pandemia mondiale, con incertezze lecite e inevitabili di quel che sarà dall’oggi al domani, entro metà marzo ci viene chiesto di programmare i nostri meritati e desiderati giorni di riposo per l’anno intero.
Perché la pianificazione, si sa, è importante in ogni attività della vita.
E anche quest’anno, per aiutarci nella definizione del piano assenze, è stato aggiornato il D 1847, Presidio adempimenti amministrativi del personale: pianificazione annuale delle ferie/assenze. Il documento ci impone la fruizione di tutte le ferie di spettanza annuale, come già da molti anni a questa parte, nella misura di almeno 10 gg lavorativi consecutivi. In più quest’anno l’azienda ha scelto di inasprire di molto i vincoli, rendendo le ferie sì riprogrammabili, solo in via eccezionale, nel lasso di tempo massimo di 30 gg da quando era prevista la fruizione. E a dicembre non riprogrammabili affatto.
Inoltre, novità assoluta della stagione, va programmato anche un numero minimo di giornate di ferie arretrate. Da 3 a 6, in base a quante se ne hanno. E, dulcis in fundo, ci viene “suggerito” di inserire nel piano ferie anche le altre tipologie di permessi di cui si voglia godere, tipo ex festività, banca ore, ex articolo 56 CCNL etc. Suggerimento che serve ad agevolare l’organizzazione del lavoro, beninteso. Suggerimento che diventa obbligo per molti titolari e responsabili, che inviano email ai colleghi con istruzioni tassative come: “a dicembre non si possano programmare ferie” (non possono essere, invece riprogrammate), o in cui gli almeno 10 gg consecutivi diventano “massimo 10 gg consecutivi”, o in cui si legge “eventuali richieste di variazioni, successive all’approvazione, saranno vagliate solo per comprovati motivi”, e via dicendo.
La logica aziendale sulle restrizioni è chiara, perché riprogrammare all’infinito porta inevitabilmente ad un ingorgo nel mese di dicembre, comportando uno slittamento all’anno successivo delle ferie non godute.
Ma è anche vero che le previsioni di legge stabiliscono che: il periodo di ferie spettante va goduto per almeno due settimane nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. Quando ciò non accade, l’azienda è soggetta a sanzioni (riportato anche nel D492).
Se la gestione degli anni precedenti ha portato ad un accumulo di ferie pregresse in capo a taluni dipendenti (e non sempre per colpa loro), la Banca ha tutti i mezzi per monitorare gli accumuli di ferie arretrate e intervenire caso per caso.
Come Organizzazione sindacale chiediamo istruzioni meno restrittive e più “umane” per la pianificazione delle ferie, soprattutto quest’anno. I colleghi tutti, e in particolare nelle filiali, sono allo stremo tra ansia da contagio (lavoratori essenziali quando si è trattato di stare aperti sempre e comunque, ma non per il piano vaccinale), mole di lavoro per moratorie, agevolazioni da concedere, turnazioni per le filiali grandi, zero turnazioni per le piccole… Tutti hanno voglia e bisogno di riposo e di normalità, ma programmare senza avere la certezza di cosa ci riservi il futuro, e consumare le ferie su una sdraio fuori al balcone condominiale, non è il massimo.
Prendiamo atto che ancora una volta, invece, si è scelto di considerare il capitale umano come un costo e non come una risorsa, ignorando gli sforzi enormi sostenuti in questo particolare periodo di emergenze. Ci auguriamo che le fughe in avanti degli zelanti del momento siano adeguatamente arginate dalle funzioni preposte, e ricordiamo ai colleghi che nessuna disposizione normativa o manageriale può derogare i diritti stabiliti dalla legge.
Napoli, 11 marzo 2021

La segreteria

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