Banco BPM: Il risultato del TRI*M Index è insufficiente? La colpa NON è dei colleghi!

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Durante tutto il 2020, nonostante la pandemia che non ha mai mollato la presa, i dipendenti del Gruppo Banco BPM hanno garantito un eccellente livello di assistenza ai propri clienti, aiutandoli a superare momenti difficili.

Oltre a questo sono riusciti, in molti casi, a raggiungere gli obiettivi posti dalla banca per l’anno.

Nonostante tutto questo… molti rischiano di subire un’importante decurtazione o addirittura di restare esclusi dai riconoscimenti previsti dal Sistema Incentivante, a causa dei risultati generalmente negativi del cosiddetto TRI*M INDEX, l’indice che misura la soddisfazione della clientela.

Sappiamo che il tema non è strettamente sindacale, ma riteniamo che questa sarebbe una profonda ingiustizia e non possiamo tacere.

Nel 2020 il punteggio del TRI*M INDEX ha scontato certamente il peso della situazione epidemiologica e delle misure straordinarie imposte dalla pandemia: turnazioni, chiusure di filiali, riduzioni di orario di sportello, entrata solo su appuntamento.

Se i clienti hanno subito dei disagi da queste sacrosante misure (che hanno portato a valutazioni di soddisfazione basse), questi non possono in alcun modo essere imputati alla mancanza di impegno o professionalità dei dipendenti del Gruppo, che hanno continuato ad erogare il servizio anche quando le condizioni erano proibitive.

Chiediamo quindi che la banca STERILIZZI IL DATO DEL TRI*M INDEX nel calcolo del raggiungimento del Sistema Incentivante per l’anno 2020.

Sarebbe il minimo riconoscimento possibile ai sacrifici, alla competenza e all’abnegazione dimostrate dalle lavoratrici e dai lavoratori del Gruppo durante un anno difficilissimo e darebbe, almeno in piccola parte, un senso a quegli apprezzamenti sbandierati verbalmente dai top manager che, in mancanza di azioni concrete, non sarebbero altro che la solita aria fritta.

Milano, 24 marzo 2021

Coordinamenti Gruppo Banco BPM
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UILCA UNISIN

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