#diamocreditoalledonne: riconosciamo il ruolo delle donne nella pandemia

 


La mobilitazione #diamocreditoalledonne decisa per #lottomarzo e oltre si avvia verso l’evento conclusivo del #30M #savethedate 
Non è che prima non fosse mai capitato di dover scegliere tra lavoro e salute.
Un caso emblematico è l’ILVA di Taranto, con un dilemma ancora irrisolto: riconoscere il primato all’economia o alla salute?
Una sfida complessa anche per il sindacato: cosa garantire in via prioritaria, quando la tutela dei posti di lavoro va in conflitto con il diritto alla salute di chi lavora e vive in territori svantaggiati?
Sembra una scelta al tempo stesso impossibile e obbligata, quella tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, entrambi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
Il caso sta facendo giurisprudenza e la “Giustizia dei Tribunali” se la sta cavando con la tesi del bilanciamento tra i due diritti, alternando sentenze più favorevoli alla libertà d’impresa con altre più attente a ridurre i rischi sanitari per la popolazione. Eppure l’articolo 41 della Costituzione Italiana parla chiaro: le esigenze economiche e produttive non possono mai prevalere sul diritto alla salute.
La crisi sanitaria, che stiamo vivendo da oltre un anno, ha esasperato questo conflitto e con la sua portata globale, non più localizzata ad un sito produttivo, sta spingendo a cambiare prospettiva. La paura del contagio sta ripristinando la gerarchia dei valori: la vita conta più del profitto.
Ci sono ancora, però, non poche voci dissonanti, anche se le continue ondate di contagi stanno spingendo il Paese verso la scelta di privilegiare la salute come diritto fondamentale. Senza un sistema che preservi la salute, infatti, non è possibile nessuna stabile tutela del lavoro né dell’economia.
Questa scelta, finalmente, ha fatto emergere in tutta la sua portata il ruolo delle donne che, da sempre in prima linea nelle attività di cura e nei servizi alla persona, sono diventate le eroine della lotta contro il virus.
Eroine sì, ma solo per un momento, finché è durata l’onda emotiva della catastrofe sanitaria che ci ha raggiunti.
Ma non abbiamo bisogno di eroine per un solo giorno.
Il rischio di un arretramento è palpabile e noi vogliamo fare la nostra parte per scongiurarlo.
Ne parliamo martedì 30 marzo a partire dalle 14.30 su www.collettiva.it. Non mancate!
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