Esecutivo Donne Nazionale: intervento all’Assemblea Generale

Assemblea Generale Nazionale 15 aprile 2021
Per una Finanza Sostenibile

Ci preme innanzitutto riconoscere che il documento presentato include dei passaggi significativi in un’ottica inclusiva anche del punto di vista di genere. In particolare, vogliamo evidenziare 2 momenti iniziali del documento, che noi vorremmo tenere strettamente intrecciati.

1) Nel primo passaggio si sottolinea l’importanza di valorizzare il cosiddetto “capitale umano” o meglio le persone del settore e le loro competenze diversificate – anche dal punto di vista di genere – per rilanciare una finanza legata all’economia reale, sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.

2) E nel secondo si dice che questa finanza può essere a sua volta volano non soltanto di crescita, ma anche di legalità, uguaglianza e innovazione, con uno sguardo rivolto alle donne, a giovani e al sud del paese.

Quindi le donne, insieme e parimenti ad altri soggetti, sono sia oggetti di tutela nella parità, che soggetti attivi nella costruzione di questa finanza diversa, più sostenibile.
Condividiamo in pieno quest’impostazione duplice, che tuttavia ci sembra di smarrire in alcuni passaggi successivi, in cui le donne restano in prevalenza oggetto di tutela, dimenticando il loro portato di diversità, che dovrebbe essere valorizzato proprio in vista dell’obiettivo finale di rendere la finanza più sostenibile.

Condividiamo l’appello a imprese e istituzioni del Paese con l’obiettivo complessivo di garantire l’erogazione di buon credito, sollecitando le imprese del settore ad assumere anche un ruolo sociale di pubblico interesse, garantendo la tutela del risparmio come bene tutelato dalla Costituzione. Quindi concordiamo con la conclusione che non conta soltanto la quantità del credito erogato, ma anche e soprattutto la qualità del credito, cioè a chi, dove e perché è stato concesso.

Ai fini della tutela del risparmio può essere senz’altro utile quella che è stata chiamata la biodiversità bancaria, in particolare la distinzione tra banche a vocazione commerciale e banche di investimento, tra banche di livello europeo a banche di credito cooperativo [pagina 9].

La tutela del risparmio si attua anche diversificando i prodotti finanziari e assicurativi e offrendo investimenti sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, rispondendo così ad un interesse sempre più forte degli investitori e in particolare delle investitrici, attente a sostenere imprese che favoriscano una paritaria presenza femminile anche nei ruoli manageriali.

La tutela del risparmio si attua perseguendo politiche commerciali eticamente e socialmente corrette e trasparenti, in grado di tutelare lavoratrici e lavoratori insieme alla clientela. Le campagne di vendita spinte richiamano infatti l’attenzione di consulenti e promotori/trici finanziarie e assicurative sui prodotti da piazzare sul mercato in quel momento, tralasciando la tutela degli interessi e dei bisogni della clientela [pagina 10].

Da questo punto di vista dobbiamo tenere in debita considerazione le indagini [Doxa, Forum per la Finanza Sostenibile, 2018] che confermano che le colleghe ispirano più fiducia sia alla clientela femminile che maschile, sono considerate più inclini all’ascolto e più capaci di rispondere alle esigenze espresse, siano percepite più prudenti nella profilazione del rischio e più attente ai risparmi propri e altrui. Tutte competenze che andrebbero riconosciute, valorizzate e incentivate dalle imprese del settore, anche grazie all’azione sindacale.

Concordiamo sul ruolo che deve essere svolto dalla formazione, una formazione di qualità che, oltre ad essere puntuale, completa e aggiornata, dovrà essere critica e attiva, per uscire dalla logica del puro adempimento burocratico. Dovrà essere garantita a tutte e tutti, quindi dovrà essere paritaria e soprattutto certificata, a tutela dell’occupabilità di lavoratori e lavoratrici [pagina 20].

Concordiamo sull’attenzione alla consulenza in particolare sulla riduzione del rischio di impresa, che dovrà essere sempre più strutturata ed efficace, ma anche personalizzata, in modo da riconquistare il rapporto di fiducia con la clientela e anche con l’intera cittadinanza, che guarda al nostro lavoro con diffidenza crescente [pagina 21].

Anche risparmiatori e risparmiatrici dovrebbero essere adeguatamente informate sui prodotti e servizi proposti e le imprese del settore insieme alle parti sindacali dovrebbero promuovere progetti e interventi di educazione finanziaria a tutta la clientela e in particolare a quella femminile, che accede in misura ridotta a conti e finanziamenti.

Abbiamo letto con soddisfazione il richiamo al ruolo attivo del sistema finanziario nel contrasto alle disuguaglianze in particolare quelle di genere (oltre che quelle anagrafiche e geografiche) sia in vista della parità sul lavoro che della condivisione delle attività di cura [pagina 24].

Concordiamo sulle misure previste, come il credito agevolato, il rilancio dell’imprenditoria femminile, l’accesso al credito fondiario per la 1° casa (punto 11A). In merito invece al punto successivo (11B) chiediamo di specificare che si tratta di intervenire sulla formazione manageriale, per evitare di reiterare discriminazioni non solo nei confronti delle lavoratrici madri, ma anche verso i pochi padri che chiedono di fruire del congedo di paternità o dei congedi parentali. Per risolvere il problema della mancata condivisione alla radice è inutile sensibilizzare i lavoratori, se non si garantiscono prima pari opportunità retributive e di carriera [pagina 25].

Certo è che la presenza femminile ai vertici delle imprese è correlata a maggiore redditività, innovazione e creazione di valore e quindi l’imprenditoria femminile è un fattore strategico di sviluppo per il Paese [MKinsey & Company 2015; Nordea 2018]. Per sostenerla, lo Stato deve rimuovere gli ostacoli sistemici che le donne devono affrontare sia all’avvio della propria attività che per ottenere i finanziamenti necessari al suo sviluppo. Deve quindi prestare garanzie adeguate, riteniamo tuttavia che la valutazione creditizia debba cambiare, nel senso di limitare il peso delle garanzie presentate, rispetto al grado di solvibilità delle imprese, che di solito è sensibilmente più alto laddove la guida imprenditoriale è femminile o è femminile la maggioranza del consiglio di amministrazione [pagina 14].

Infine sarà importante prestare una cura particolare a come comunicare questo complesso e articolato lavoro in principi di agevole lettura in modo da farlo vivere nella relazione con lavoratrici e lavoratori del settore oltre che con la cittadinanza.

Grazie per l’attenzione

Esecutivo Donne Nazionale

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