BPM: Incentivante? Una promessa tradita


29,13%: dai e dai… finalmente, in zona Cesarini, appena prima dell’arrivo delle buste paga e dopo mille richieste, l’azienda ci ha fornito il dato relativo al meccanismo di perequazione del sistema incentivante 2020, ossia il taglio delle schede determinato dalla diminuzione del montepremi decisa lo scorso anno. La carota che ogni anno viene sventolata davanti al naso di colleghe e colleghi non solo si allontana sempre di più, ma quando arrivi finalmente a morderla, non è intera!
Probabilmente si vergognavano così tanto a dircelo, in un anno cosi difficile e complicato per chi ha letteralmente tenuto in piedi la “baracca”, che ce lo hanno detto quando ormai… lo sapevano tutti.

Corre l’obbligo di ricordare a questa azienda quale sia il significato del termine:

“Il sistema incentivante, in economia aziendale, indica il sistema operativo dell’azienda volto ad allineare il comportamento delle risorse umane alle aspettative dell’organizzazione, incentivando i comportamenti desiderati…….”

In altre parole ad ogni azione deve corrispondere un risultato.

Siamo convinti che un risultato è stato raggiunto, quello di disincentivare i comportamenti produttivi richiesti, con estrema e quasi stolcherizzante perseveranza.

Ancora una volta siamo costretti a scrivere, parlando di qualcosa che al momento ci vede solo quali meri spettatori. Se scriviamo è perché comprendiamo e condividiamo l’amarezza di chi si vede tradite le aspettative.

Un disagio che abbiamo fatto nostro denunciandolo all’azienda che, tuttavia, ha fornito solo spiegazioni vaghe e confuse.

Il sistema incentivante, dal nostro punto di vista, comporta un enorme sperequazione tra chi fa e chi dirige il lavoro degli altri. Se poi alla fine della partita metti in discussione il tanto agognato premio è vergognoso.

Un esempio ? Il trim index.

In un anno in cui il disagio della clientela è stato generato da un fenomeno contingente, che si chiama PANDEMIA, far ricadere in termini negativi sui colleghi questo disagio è un atto privo di qualsiasi fondamento. I colleghi hanno fatto da scudo ad un’azienda perennemente in difficoltà organizzativa.
E ora devono anche pagarne il prezzo ?

Ci saremmo aspettati qualcosa di molto diverso. Quest’anno, più che mai, sarebbe stata opportuna una revisione in rialzo, rispetto a quanto previsto, per premiare in concreto chi ha consentito il raggiungimento di determinati risultati, nonostante le avverse condizioni.

Concludiamo affermando che questa riduzione ha sicuramente raggiunto i previsti risultati di bilancio, unico valore importante per questo management, ma ha sicuramente messo una pietra tombale sulle legittime aspettative, dei colleghi, minando alla base il rapporto di fiducia nei confronti dell’azienda.

Ci chiediamo quanto, in futuro, questi eventi incideranno sulla possibilità dei colleghi di trovare la giusta spinta motivazionale in cambio di un qualcosa che viene promesso ma che forse all’ultimo momento non arriverà o arriverà in misura ridotta.

Milano, 16 giugno 2021

Coordinamenti Gruppo Banco BPM
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UILCA UNISIN

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