Donne di tutto il mondo: il Generation Equality Forum in questi giorni a Parigi

 

Accelerare i progressi per l’uguaglianza di genere entro il 2030: Il Gender Equality Forum

Il Generation Equality Forum è un raduno globale per l’uguaglianza di genere convocato da UN Women, l’organizzazione delle donne nell’ONU, e ospitato dai governi di Messico e Francia, in collaborazione con i giovani e la società civile. Iniziato a Città del Messico a marzo, culminerà a Parigi dal 30 giugno al 2 luglio 2021, con l’intenzione di lanciare una serie di azioni concrete, ambiziose e trasformative per ottenere progressi immediati e irreversibili verso l’uguaglianza di genere. 

Questo è l’intento dichiarato e quanto mai necessario.

La pandemia ha colpito in modo drammatico soprattutto le donne, accrescendo le diseguaglianze di genere e la povertà: governi retrogradi trovano spazio in tanta difficoltà e il rischio di riportare le lancette delle conquiste delle donne indietro di decenni è palpabile ovunque.

Il forum si pone l’obiettivo di far fronte a questo particolare momento storico rispondendo alle problematiche in campo di parità di genere aggravate dalla crisi attraverso una coalizione multi-stakeholder che riunisce governi, ONG, gruppi guidati da giovani, reti internazionali e settore privato. L’evento coinvolge circa 10.000 persone, tra cui oltre 250 relatori provenienti da 85 paesi, per definire investimenti e politiche ambiziose. Il risultato vuole essere un’accelerazione permanente dell’uguaglianza, della leadership e delle opportunità per donne e ragazze in tutto il mondo.

Sono previsti una serie di incontri, discorsi ed eventi con leader e attivisti globali: organizzazioni di tutti i settori sono invitate a presentare impegni di azione per l’uguaglianza di genere per cambiare le regole del gioco, attraverso un approccio bottom up ed intergenerazionale, che si riflette anche sulla composizione dell’organo decisionale del GEF stesso – il Core Group – nel quale accanto alle rappresentanti di UN Women sono presenti i portavoce di Association for Women’s Rights in Development e Women for Change e due esponenti della Generation Equality Youth Task Force.

Il GEF vuole alimentare una coalizione potente e duratura per l’uguaglianza di genere. Rappresenta una discussione pubblica globale per azioni urgenti e una nuova responsabilità: può essere un momento vitale per attivisti, femministe, giovani e alleati per ottenere un cambiamento trasformativo per le generazioni a venire. Almeno sulla carta, è una buona opportunità per portare in primo piano il dibattito sulla parità di genere e costringere i Governi ad inserirlo nelle priorità delle agende politiche per la ripresa post Pandemia.

Questo è un momento critico. Il COVID-19 ha esacerbato le disuguaglianze di genere esistenti, con segnalazioni di crescenti violenze contro le donne, nonché maggiori impatti economici negativi causati sia dall’aumento dell’assistenza e del lavoro di cura non retribuiti, sia dal fatto che le donne sono impiegate in lavori più insicuri, sottopagati ed informali. Le donne di colore, le donne indigene e le giovani affrontano rischi e barriere complessi. Stiamo vivendo una crisi dell’uguaglianza di genere a 360 gradi.

Oltre 25 anni dopo la storica Conferenza delle donne di Pechino, la retorica pubblica sull’uguaglianza di genere non è stata accompagnata da azioni e attuazione. Non c’è un solo paese al mondo che oggi possa affermare di aver raggiunto l’uguaglianza di genere.

Il Forum rappresenta quindi un momento chiave per i sostenitori dell’uguaglianza di genere di ogni settore della società – governi, società civile, settore privato, imprenditori, sindacati, artisti, mondo accademico e influenzatori (la traduzione di influencer è terribile, lo so) sociali – per guidare azioni urgenti e responsabilità per l’uguaglianza di genere.

Il clou del Generation Equality Forum si terrà a Parigi. Insieme, i partecipanti prenderanno impegni concreti e misurabili lanciando Action Coalitions, cioè sei coalizioni tematiche nate per favorire la cooperazione tra i diversi stakeholders con lo scopo di cambiare le regole del gioco nei settori critici per il raggiungimento della parità di genere:

  • Violenza di genere
  • giustizia e diritti economici
  • Autonomia corporea e salute e diritti sessuali e riproduttivi
  • Azione femminista per la giustizia climatica
  • Tecnologia e innovazione per la parità di genere
  • Movimenti femministi e leadership

Le Action Coalitions sono piattaforme guidate da gruppi misti di società civile, organizzazioni internazionali e imprese che hanno formulato una serie di azioni ben definite dal punto di vista degli obiettivi quantitativi e qualitativi da conseguire (Blueprint). Attraverso la definizione dei Blueprint potremo verificare se dalle parole, chi se ne prende il merito sulla carta, agirà davvero.

Tra le novità più interessanti vi è l’introduzione di un compact specifico su Donne Pace e Sicurezza, il Women, Peace & Security and Humanitarian Action Compact, il quale pone particolare attenzione alle donne ed alle ragazze che sono soggetti colpiti da guerre e crisi. Il WPS-HA Compact. L’intento è di mettere a sistema il quadro normativo e di coordinamento già esistente riferito all’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” delle Nazioni Unite. A questo si aggiunge anche ciò che riguarda l’azione umanitaria, attraverso un partenariato innovativo, globale e multi-stakeholder che include governi, società civile, le organizzazioni internazionali e regionali, il mondo accademico e il settore privato. 

La CGIL partecipa al forum portando il proprio contributo che nasce da anni di analisi, proposte e lotte comuni. Noi ci siamo. E torneremo a raccontarvi come è andata.

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