Proposta di lettura: ‘Dove non puoi amare, non soffermarti’

Oggi Elisabetta Masciarelli ci propone la breve e intensa lettura di una poesia di Lella Costa “Dove non puoi amare, non soffermarti”.
L’attrice ed autrice tratteggia una summa di stereotipi, modelli e mode cui la donna è chiamata costantemente a conformarsi.
Alice continua a tentare, ma “è sempre inadatta”.
Continua a provare ad adeguarsi, si ingegna, soffre.
Perché?
Per aderire ad uno stereotipo di donna, uno dei tanti duplicati, per incarnare un’idea cristallizzata, per essere adeguata, per essere degna d’amore.
Lella ci invita, tuttavia, a non soffermarci dove non si può amare perché:
pregiudizi, stereotipi, archetipi e mode legati al pensiero dominante ci privano di una società in cui l’attuazione del bene comune passa da un pensiero autonomo, dall’essere aperti, dal non giudicare e non farsi annullare.
Grazie Lella per avercelo ricordato con ironia e dolcezza.

“O troppo alta o troppo bassa,
le dici magra, si sente grassa.
Son tutte bionde, lei è corvina.
Vanno le brune, diventa albina.
Troppo educata, piaccion volgari.
Troppo scosciata per le comari.
Sei troppo colta, preparata,
Intelligente, qualificata.
Il maschio è fragile, non lo umiliare.
Se sei più brava non lo ostentare.
Sei solo bella ma non sai far niente.
Guarda che oggi l’uomo è esigente.
L’aspetto fisico più non gli basta.
Cita Alberoni e butta la pasta.
Troppi labbroni non vanno più.
Troppo quel seno, buttalo giù.

Bianca la pelle, che sia di luna.
Se non ti abbronzi, non sei nessuna.
L’estate prossima con il cotone.
Tornan di moda i fianchi a pallone
Ma per l’inverno la moda detta.
Ci voglion forme da scolaretta.
Piedi piccini, occhi cangianti,
Seni minuscoli, anzi giganti.
Alice assaggia, pilucca, tracanna.
Prima è due metri, poi è una spanna
Alice pensa, poi si arrabatta
Niente da fare, è sempre inadatta.
Alice morde, rosicchia, divora.
Ma non si arrende, ci prova ancora
Alice piange, trangugia, digiuna
E’ tutte noi, è se stessa, è nessuna.”

Lella Costa

 

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