Banco Bpm: piano strategico 2021-24, luci e ombre

Il Piano presentato venerdì 5 novembre alla stampa e alle OO.SS. si pone in continuità con la politica di taglio della rete sportellare e dei punti cassa praticata dalla costituzione del Gruppo ad oggi, che ha visto diminuire il numero complessivo degli sportelli e dei punti cassa di oltre il 50%.

 Malgrado l’apertura di 150 centri imprese, che denotano attenzione al delicato mondo delle imprese nei territori presidiati, la chiusura di ulteriori 70 filiali preoccupa per il rischio di ulteriore abbandono dei territori più economicamente svantaggiati. 

La presenza delle banche sul territorio è per la fisac CGIL un presidio di legalità ed un servizio irrinunciabile proprio per le fasce di popolazione più deboli e meno digitalmente evolute. 

Positiva l’assenza di ulteriori esuberi oltre a quelli già gestiti con l’accesso al Fondo di Solidarietà ed assunzione di giovani concordati in primavera. 

Il Gruppo, anche alla luce dell’ultima trimestrale, si presenta con conti definitivamente in ordine, avendo attuato una sostanziale pulizia del credito deteriorato ed evidenziando margini di redditività mai raggiunti prima, proprio nel periodo più difficile per il Paese. 

Questi risultati si devono ai lavoratori che non hanno risparmiato il loro impegno nei mesi più bui della pandemia da covid 19, esponendosi in prima persona. 

Questi sacrifici devono essere riconosciuti con un adeguato premio aziendale. 

Anche il riconoscimento delle rappresentanze dei lavoratori ed un vero confronto con esse, elementi necessari per il coinvolgimento dei lavoratori nei piani aziendali, devono ancora essere pienamente valorizzati in questo Gruppo. 

Positivo infine l’approccio “stand alone” che dimostra come anche gruppi bancari di medie dimensioni possano validamente stare sul mercato e produrre valore distinguendosi per la qualità del servizio, la vicinanza a clientela e territori. 

Milano, 9 novembre 2021

Fisac-CGIL Gruppo Banco BPM

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