Incontro tra UNI Europa Finance DG FISMA della Commissione Europea

26 novembre 2021

Incontro tra UNI Europa Finance DG FISMA della Commissione Europea

Si è tenuto oggi l’incontro con la DG FISMA della Commissione Europea, cioè con la direzione della Stabilità finanziaria e dei mercati dei capitali, che  è responsabile della politica dell’UE in materia di banche e finanza.

UNI Europa Finance incontra due volte l’anno la commissione ed in queste occasioni discute di ciò che riguarda la normativa europea in tema di finanza.

Questi incontri sono tenuti per consentire a UNI Europa Finance (UEF) e alla Commissione Europea (CE) di comprendere meglio i punti di vista e le priorità reciproche, oltre a facilitare la formazione di relazioni di lavoro tra entrambe le parti. Aiutano a influenzare il processo decisionale della CE, a comprendere meglio le iniziative della CE e a lavorare per risultati in linea con le politiche di UEF.  Lo scopo dell’incontro è:

  • Ricevere informazioni pertinenti sul contenuto e sull’impatto delle iniziative dell’UE
  • Ricevere informazioni sui processi decisionali/stato di avanzamento/gioco politico in particolare su:
    • Chi è coinvolto (interno ed esterno alla CE)
    • stato dei lavori
    • Ostacoli e/o sfide
    • Cosa possono fare UNI Europa/affiliati per influenzare le decisioni
  • Incontrare il personale della CE che può tenere conto delle nostre opinion.
  • Fornire consigli e condividere conoscenze approfondite su servizi finanziari, occupazione e questioni sociali con le controparti interessate nelle varie DG
  • Fare presentazioni approfondite su questioni di particolare interesse o preoccupazione per UEF ei suoi affiliati.

L’agenda di oggi era veramente tanto ricca, sicuramente troppo per le 4 ore di incontro online. In tempi non pandemici, l’incontro si svolge in una intera giornata.

La Responsabile della Direzione,  Dorota Kalina ZALIWSKA, ha aperto con un brevissimo aggiornamento su: revisione PSD II (Direttiva EU 2015/2366 Direttiva dei Sistemi di Pagamento ); revisione BRRD (Bank recovery and resolution directive); revisione DGSD (Direttiva 2014/49/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014 , relativa ai sistemi di garanzia dei depositi); revisione SRMR (Regolamento UE n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014 , che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico); Fondi europei di investimento a lungo termine – revisione delle norme dell’UE; Programma di lavoro della Commissione 2022.

Temi enormi, per i quali i 15’ di introduzione servono solo a farci capire che la Commissione vuole recuperare in fretta il tempo della pandemia. Forse un po’ troppo in fretta, secondo noi.

Veniamo ai singoli tema in agenda.

Finanza Sostenibile

Il 21 aprile 2021 la Commissione ha adottato un pacchetto completo di misure per contribuire a migliorare il flusso di denaro verso attività sostenibili in tutta l’Unione europea, noto come pacchetto sulla finanza sostenibile. Questo pacchetto includeva EU Taxonomy Climate Delegated Act, contenente la  tassonomia che definisce cosa è da considerare ambientalmente sostenibile, nonché una proposta per una direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD). Il pacchetto comprende anche sei atti delegati, che modificano le norme esistenti in materia di doveri fiduciari, governance dei prodotti, consulenza in materia di investimenti e assicurazioni. Ciò significa che gli attori del settore finanziario devono includere la sostenibilità nelle loro procedure e nel processo di consulenza ai clienti.

Inoltre, nel giugno 2021 è stata adottata la rinnovata strategia di finanza sostenibile.

UNI Europa Finance continua a ritenere che agli aspetti sociali di una transizione sostenibile debba essere riservata la stessa attenzione, come è stata data agli aspetti ambientali. Come abbiamo già detto nei precedenti incontri, è importante che le condizioni di lavoro siano considerate quando gli investimenti vengono riorientati. Per questo motivo, sosteniamo fortemente l’inclusione della rappresentanza dei lavoratori nella Piattaforma sulla finanza sostenibile. Continuiamo a incoraggiare la Commissione a coordinare tutti i suoi sforzi sul tema della finanza sostenibile e della rendicontazione (disclosure), attraverso atti  legislativi, per garantire che il risultato finale sia un quadro completo su come migliorare la sostenibilità dell’economia europea, piuttosto che creare un mosaico di regole sovrapposte. Notiamo tuttavia con una certa preoccupazione i continui ritardi nella finalizzazione e nell’attuazione di alcuni fascicoli, che potenzialmente lascerebbero poco tempo prezioso per l’operatività delle nuove regole nelle società bancarie e di investimento. Il che a sua volta potrebbe lasciare ai dipendenti  un tempo insufficiente per familiarizzare con le nuove regole prima di doverle applicare nel loro lavoro quotidiano per garantire la migliore consulenza ai propri clienti. Inoltre, secondo UNI Eurpa Finance la Commissione non ha preso in considerazione adeguatamente  le potenziali sfide che potrebbero derivare dalla tempistica di attuazione compressa del regolamento sulla tassonomia.
Ciò che risulta evidente dalla presentazione da parte della Commissione è che, finalmente, viene considerata l’importanza della sostenibilità sociale, con la creazione di un gruppo di lavoro che definirà una “Tassonomia sociale”, ma che questo arriva in ritardo e senza una certezza di chi saranno gli attori che definiranno cosa significa veramente.

Poniamo con forza la richiesta di essere partner privilegiati del gruppo in questione.

AML (Anti Money Laundering – Antiriciclaggio)

 Il 7 maggio 2020 la Commissione europea ha adottato un piano d’azione per una politica globale di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo. Tra le altre misure, il piano d’azione ha annunciato l’adozione di una proposta legislativa sull’attuazione della vigilanza antiriciclaggio (AML) e antifinanziamento del terrorismo (CTF) a livello UE nel primo trimestre del 2021. Tuttavia, la Commissione ne  ha rinviato l’adozione, ma con  una dichiarazione congiunta firmata nel dicembre 2020 dalle tre istituzioni dell’UE ha individuato nel pacchetto AML una priorità legislativa per il 2021.

Il 20 luglio 2021, la Commissione europea ha presentato un ambizioso pacchetto di proposte legislative per rafforzare le norme dell’UE contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo (AML/CFT). Il pacchetto includeva una proposta di regolamento volta a creare una nuova autorità europea per combattere il riciclaggio di denaro, sotto forma di un’agenzia di regolamentazione europea decentralizzata.

L’Autorità AML/CFT (AMLA) avrà due principali aree di attività: supervisione AML/CFT e supporto alle unità di informazione finanziaria (FIU) dell’UE. AMLA diventerà il centro di un sistema integrato di autorità nazionali di vigilanza AML/CFT, garantendo il loro reciproco sostegno e cooperazione. L’obiettivo è aumentare la convergenza in materia di vigilanza e una cultura comune della stessa. AMLA avrà un ruolo di coordinamento anche nel settore non finanziario. Nel settore finanziario, supervisionerà direttamente anche le entità finanziarie esposte al rischio più elevato di riciclaggio di denaro e finanziamento al terrorismo. Per quanto riguarda le FIU, AMLA faciliterà la cooperazione, anche stabilendo standard per la segnalazione e lo scambio di informazioni, supportando analisi operative congiunte e ospitando il sistema online centrale, FIU.net.

L’autorità AML dovrebbe essere operativa nel 2024 e inizierà i lavori di supervisione diretta leggermente più tardi, una volta che la direttiva sarà stata recepita e le nuove regole inizieranno ad essere applicate.

Per noi è importante che le regole messe in atto per prevenire questo problema siano il più chiare e appropriate possibile. Riteniamo che le funzioni in cui il riciclaggio può essere una possibilità debbano essere adeguatamente regolamentate, con chiare linee di comunicazione e notifica, mentre le funzioni che non contengono un rischio di essere esposte al riciclaggio di denaro dovrebbero essere escluse. Allo stesso modo, sollecitiamo che la riservatezza delle informazioni siano in cima alla lista delle priorità quando si progettano nuove regole, per garantire che i dipendenti possono fare segnalazioni  all’autorità competente, senza timore che la loro identità venga esposta, con i rischi che comportano quando si ha a che fare con persone o organizzazioni con intenti criminali. Allo stesso modo, incoraggiamo i legislatori ad adottare un approccio dall’alto verso il basso quando designano la responsabilità, il che significa che la responsabilità per il riciclaggio di denaro dovrebbe iniziare dalla parte superiore dell’organizzazione e filtrare verso il basso, non iniziare dal singolo dipendente. Questo per evitare che il singolo dipendente si trovi in ​​una situazione in cui le sue azioni siano implicitamente sanzionate o addirittura incoraggiate dalla direzione del proprio istituto finanziario, mentre di fatto contrastano con le regole AML/CFT, oppure che siano gli unici ritenuti responsabili. Infine, seguiamo da vicino anche gli effetti che l’applicazione delle regole AML/CFT sta avendo sui lavoratori in Europa. Come abbiamo accennato in precedenti incontri e dimostrato attraverso una ricerca presentata oggi, una certa percentuale di clienti mal sopporta che vengano richieste le informazioni aggiuntive definite nella normativa, inducendoli a reagire in modo aggressivo o addirittura violento nei confronti del lavoratore. Esortiamo pertanto le istituzioni finanziarie ad adottare un approccio di tolleranza molto bassa nei confronti di questo tipo di incidenti e chiediamo ai legislatori di considerare questo aspetto durante la progettazione di nuove regole. La salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici non può essere messo in discussione in alcun modo.

Oltre a tutto ciò, ci chiediamo come la piena trasparenza sulla gestione delle cripto valute, che la Commissione persegue, sia tecnicamente possibile al momento e come funzionerà per gli attori situati al di fuori dell’UE.

DORA Digital Operational Resilience Act

La crescente dipendenza del settore finanziario dal software e dai processi digitali fa si che i rischi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) riguardano la finanza. Come osserva la stessa Commissione, “L’assenza di norme dettagliate e complete sulla resilienza operativa digitale a livello dell’UE ha portato alla proliferazione di iniziative di regolamentazione nazionale (ad esempio sui test di resilienza operativa digitale) e di approcci di vigilanza (ad esempio, per affrontare le dipendenze da terzi delle TIC) . L’azione a livello degli Stati membri, tuttavia, ha solo un effetto limitato data la natura transfrontaliera dei rischi TIC. Inoltre, le iniziative nazionali non coordinate hanno portato a sovrapposizioni, incongruenze, requisiti duplicati, elevati costi amministrativi e di conformità – in particolare per le entità finanziarie transfrontaliere – o rischi TIC non rilevati e quindi non affrontati. Questa situazione frammenta il mercato unico, mina la stabilità e l’integrità del settore finanziario dell’UE e mette a rischio la protezione dei consumatori e degli investitori.”

Per questi motivi, la Commissione europea ha adottato un quadro normativo dettagliato e completo sulla resilienza operativa digitale per le entità finanziarie dell’UE nel contesto della sua strategia di finanza digitale. Esso consiste in:

  • una proposta di regolamento volta a: migliorare e semplificare la condotta degli enti finanziari nella gestione del rischio ICT; stabilire un test approfondito dei sistemi ICT; aumentare la consapevolezza dei supervisori sui rischi informatici e sugli incidenti relativi alle ICT affrontati dagli enti finanziari;
  •  introdurre poteri per le autorità di vigilanza finanziaria di controllare i rischi derivanti dalla dipendenza delle entità finanziarie da fornitori di servizi ICT terzi; 
  • una proposta di direttiva che modifica i vari requisiti in materia di rischio operativo o di gestione del rischio previsti da atti legislativi esistenti e che aggiorna i poteri per gli standard tecnici.

Il pacchetto sulla resilienza operativa digitale fa parte di un più ampio lavoro in corso a livello europeo e internazionale per rafforzare la sicurezza informatica nei servizi finanziari e affrontare i più ampi rischi operativi. 

Il 17 marzo 2021, alla commissione per gli affari economici e monetari (ECON) del Parlamento è stato presentato il progetto la cui  votazione finale è prevista per dicembre 2021.

Con la digitalizzazione del settore finanziario che continua senza sosta e le minacce cyber, UEF sta seguendo con interesse il lavoro su questo dossier. Date le competenze e le risorse che oggi vengono investite nella criminalità informatica, sosteniamo pienamente l’intenzione della Commissione di migliorare la sicurezza informatica in tutta Europa ed in particolare nel settore finanziario. Perché non solo la criminalità informatica può avere un impatto significativo sulle prestazioni e la reputazione degli istituti finanziari e sui costi per i loro clienti, ma può anche avere un impatto molto diretto sul singolo dipendente. 

Agli attacchi a cui si assiste in questi giorni, ogni dipendente è sempre più a rischio di fornire accessi o informazioni ad hacker che possono portare a gravi violazioni del sistema di sicurezza. È quindi di grande importanza per noi che ogni dipendente riceva un’adeguata formazione e consapevolezza per poter fare la propria parte nell’assicurare l’integrità del sistema finanziario. 

Chiediamo un’adeguata formazione e protezione di lavoratrici e lavoratori.

Solvency II ( Direttiva 2009/138/CE che ha lo scopo di estendere la normativa di Basilea II al settore assicurativo) 

 Il 16 settembre 2020 la  Commissione Europea ha annunciato la revisione della direttiva Solvency II, che mira a sostenere le compagnie di assicurazione nell’incrementare gli investimenti a lungo termine nella ripresa post  pandemia di COVID-19, nonché a rendere il settore assicurativo e riassicurativo più resiliente alle crisi future e a proteggere meglio gli assicurati. Inoltre, mira anche a fornire regole semplificate e più proporzionate per alcune compagnie di assicurazione più piccole.

Concretamente, la revisione sarà composta da tre elementi, che sono:

  • una proposta legislativa per modificare la Direttiva Solvency II
  • una Comunicazione sulla revisione della Direttiva Solvency II
  • una proposta legislativa per una nuova direttiva sul recupero e la risoluzione assicurativa

La Commissione europea ha condotto una consultazione sulla revisione da luglio a ottobre 2020 ed è attualmente nella fase di raccolta di  feedback dalle parti interessate fino al 30 dicembre 2021.

Con l’impatto significativo che le regole Solvency II hanno sui dipendenti del settore assicurativo e riassicurativo, UNI Europa Finance sta seguendo con grande attenzione la revisione della Direttiva. Abbiamo in particolare notato che le considerazioni specificamente relative alle condizioni dei dipendenti sono molto scarse, il che è alquanto sorprendente visti i cambiamenti che sta attraversando il settore assicurativo. Dall’affrontare la continua digitalizzazione al dover concentrarsi maggiormente sulla sostenibilità, per citare solo alcuni esempi, le condizioni di lavoro e le esigenze dei dipendenti nel settore assicurativo stanno cambiando. Inoltre, restando in tema di Finanza Sostenibile, siamo dell’opinione, che sia importante che un insieme rivisto di regole Solvency II non si concentri solo sui cambiamenti climatici/sostenibilità ambientale, ma anche accordare uguale attenzione e importanza agli aspetti sociali e di governance del lavoro e degli investimenti assicurativi. Chediamo, quindi, di vedere più supporto nel testo finale agli obiettivi sociali e a come incrementarla formazione necessaria per affrontare il cambiamento. 

Uno dei punti sollevati in precedenza da UNI Europa Finance è la necessità di concentrarsi su tutti e tre gli elementi della conformità ESG (Environmental, Social and Governance e si riferisce a tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento). Tuttavia, dalla nostra lettura della modifica proposta, sembra che verrà posta maggiore attenzione sull’E rispetto a S & G. Chiediamo che la Commissione garantisca che a tutti e tre gli elementi venga riservata la stessa attenzione. 

 

Anna Maria Romano

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