Le parole sono importanti

Coordinamento RSA Monte dei Paschi

Vi segnaliamo la risposta della segreteria Fisac MPS alla pubblicazione sul giornalino aziendale ,”Filo Diretto”, dove si elogia la scelta di una ex collega che ha rinunciato al proprio lavoro in MPS per dedicarsi ai quattro figli. Ancora una volta nel nostro Paese, una importante azienda considera “eroica” la scelta di una donna fra famiglia e lavoro e ne da pubblicità, senza tener in alcun conto che l ‘ Italia è fra gli ultimi posti in Europa negli indicatori di Genere, come risulta anche dalla recente relazione del Governatore della Banca D’ Italia.

Le parole sono importanti perciò prima di qualsiasi riflessione mossa dal fastidio e lo sdegno provocati dalla lettura dell’articolo comparso ieri su Filodiretto, “Da bancaria per caso a casalinga per scelta. Autobiografia di una rivoluzionaria del XXI secolo. La storia di Silvana Planeta, una donna che ha lasciato la carriera per la famiglia”, andiamo a consultare il dizionario alle voci ‘rivoluzionario’ e ‘scelta’.

Nel primo caso il termine rimanda all’atto del ‘rivoluzionare’, ovvero ‘trasformare radicalmente un ordine preesistente’ mentre il secondo rimanda alla ‘possibilità di scelta’.

I due termini sono in questo caso quindi usati a casaccio o, peggio, con meschina volontà di leggere la realtà con chiave interpretativa parziale e strumentale.

Quale sarebbe secondo Filodiretto, che sceglie di pubblicizzare il libro dell’ex collega, l’ordine preesistente al quale essa si sarebbe opposta radicalmente?

Da sempre in questo paese le donne si fanno carico dei tempi di cura di figli e genitori anziani e, molto spesso, rinunciano per questo alla carriera gettando via titoli di studio ottenuti con sacrificio, dedizione e ambizione ma divenuti del tutto inutili per le nuove mansioni di badante o casalinga.

In questo paese manca una visione sana del progresso, mancano politiche di pari opportunità e le aziende come la nostra che si definiscono con orgoglio “socialmente responsabili”, preferiscono le parole ai fatti concreti.

Per questo ci pare davvero poco rivoluzionario ma, anzi, una scelta assolutamente in linea con l’ordine preesistente.

E a proposito di scelta, quali sarebbero state le possibilità fra le quali la nostra ex collega ha potuto scegliere in libertà?

In paesi avanzati come la Danimarca o la Svezia le donne fanno figli molto prima, il tasso di natalità è molto più elevato così come lo è il tasso di occupazione femminile (più basso del nostro, invece, solo Malta ed Ungheria). Sono paesi in cui governi ed imprese hanno capito che solo “sfruttando” tutti i potenziali umani con politiche di inclusione e pari opportunità, si può raggiungere il massimo di benessere sociale e allo stesso tempo favorire la crescita economica.

Rispondere alla crisi con l’esclusione, la mortificazione delle competenze non è rivoluzionario, ma reazionario. La vera rivoluzione sta nel mettere in campo politiche che permettano a donne come Silvana di realizzarsi nella sua carriera e nella sua vita senza che le due cose siano incompatibili.

Siena, 22 giugno 2012 LA SEGRETERIA

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