Rsa Roma e provincia: Un americano a Roma

er sorcio

… questo ‘o damo ar gatto…questo ar sorcio…co’ questo c’ammazzamo ‘e cimici…

Non ce l’hanno proprio fatta ad aspettare il 20 settembre, la data dell’incontro fissata dal Direttore Operativo con le Organizzazioni Sindacali. Questi simpatici esemplari di fauna locale che numerosi popolano le filiali della nostra area, hanno preferito una dignitosa morte piuttosto che la snervante attesa, lunga un’intera stagione e anche di più, per sapere se potranno continuare a vivere indisturbati nei locali della nostra banca, come stanno tranquillamente facendo da quando l’azienda ha deciso che le pulizie non erano più così importanti.

“Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre faceva correr via la macchina a vapore” diceva Guccini ne “La locomotiva”, e anche noi preferiamo il ricordo di questi teneri animaletti che allegri zompettavano tra le nostre gambe mentre tentiamo di convincere un cliente a non portare via i soldi, perché la nostra banca, a differenza delle altre, ha fatto “pulizia” (parole testuali di un altissimo dirigente all’indomani degli scandali che ci hanno coinvolto pochi mesi fa).

Se non fosse a rischio il nostro futuro, nelle mani di questi nuovi scienziati venuti da lontano a liquidare, scusate a salvare, la nostra azienda, ci piacerebbe davvero farci delle grasse risate.

E invece ci tocca fare le denunce alle Asl, alla Consob, all’Abi, richiedere per raccomandata ciò che ci spetta di diritto, nel silenzio assordante, anche sulla nostra piazza, delle sigle firmatarie dell’accordo di dicembre che evidentemente hanno deciso che i “nuovi mostri”, possono comportarsi come i padroni delle ferriere. Poco importa che, a più di un anno e mezzo dal loro insediamento, questi grandi manager venuti da lontano, non siano riusciti neanche a riportare in pareggio la gestione ordinaria, ma si siano distinti soltanto nell’accanimento verso i dipendenti di questa banca. 

E’ venuto il momento, e qui ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, iscritti a qualsiasi sigla, di fargli capire che noi “non ci togliamo il cappello davanti a nessuno”, come ci ha insegnato Giuseppe Di Vittorio una sessantina di anni fa (quando esisteva, giova ricordarlo, solo la Cgil, da una costola dalla quale nacquero gli altri sindacati). Anzi, fra pochi giorni, di cappelli in testa ne metteremo parecchi, vedrete. 

E’ il momento di reagire tutti, non deleghiamo a nessuno il nostro futuro. 

Roma, 26 giugno 2013  

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