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È una storia triste, che si ripete con ciclicità paradossale e disarmante e che vede, ormai da anni, il solito attore, perché da sempre sotto i riflettori, al centro del palcoscenico, nonostante noi come sindacato non abbiamo mai abbassato la guardia, ma il nostro personaggio continua a distribuire ordini con toni irrispettosi a chi giornalmente cerca, con grande sacrificio e tra mille rischi, la strada migliore per mandare avanti il proprio “negozio”.
Di chi parliamo?
Del Responsabile Area Retail del Lazio da poco insediatosi, ma già sin troppo iperattivo, nulla è cambiato rispetto a quando stava su Roma Sud, nonostante i nostri continui interventi.
Il tempo secondo il noto personaggio va dedicato a riunioni giornaliere con lui, non ai clienti, ansiogene plenarie e stressanti one-toone in Teams mattina e pomeriggio, anche con i gestori: monitoraggi dettagliati delle agende, previsioni di vendita, e a seguire controlli di vendita con conseguenti richieste di spiegazioni quando il dato previsionale non coincide con quello consuntivo, ma questo responsabile lo sa che sta violando la normativa banca e Abi sulle pressioni commerciali???
Nei giorni scorsi avevamo chiesto un incontro con Risorse umane e il Responsabile del Territorio al fine di affrontare il problema e trovare un’adeguata soluzione, ma Relazioni Industriali non ha ritenuto dover concertare alcun confronto con noi prendendo tempo, come oramai da tradizione, valutando invece un preventivo, quanto inefficace, intervento sul Responsabile Area Retail del Lazio che potesse arginare i reiterati atteggiamenti e le insane ed irresponsabili modalità.
Ovviamente, nulla è accaduto, se non qualche tiepida reazione, talmente inconsistente da risultare inaccettabile, abbiamo già visto in passato questo atteggiamento, qualche giorno e poi di nuovo si ricomincia.
Questa storia è solo la punta dell’iceberg perché tali dinamiche, diciamolo una volta per tutte, trovano purtroppo il compiacimento e la connivenza degli alti ranghi aziendali, avallando ogni possibile azione adoperata dal caporale di turno. Tale malsana gestione si riversa su chi è maggiormente esposto alle ossessive e giornaliere dinamiche (pressioni) commerciali.
Non siamo più disposti a tollerare, e siamo pronti ad intraprendere qualsiasi iniziativa che tuteli i colleghi da sempre troppo sollecitati e maltrattati.
Basta!
Invitiamo i colleghi stessi a segnalarci il perdurare di questi incresciosi e gravi
atteggiamenti contattando il proprio sindacalista.
Roma, 06/02/2026
SCT Regione Centro
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




