
I sindacati: “La rete territoriale resti centrale per famiglie e imprese”
In questo contesto, le segreterie di coordinamento di Fabi, First Cisl, Fisac, Uilca e Unisin di Banca MPS hanno ribadito con forza un punto politico e industriale chiaro:
la banca commerciale e la rete territoriale devono restare centrali nel modello di sviluppo del gruppo.
La rete rappresenta infatti un presidio di prossimità per famiglie e imprese e un elemento distintivo di fiducia nei territori. Anche dopo l’integrazione con Mediobanca, secondo le organizzazioni sindacali, il radicamento territoriale deve continuare a essere un pilastro strategico dell’istituto.
Centralità delle persone: riconoscimenti economici e rafforzamento degli organici
Il richiamo alla centralità delle persone, sottolineano le organizzazioni sindacali, non può restare una dichiarazione di principio. Deve tradursi concretamente in:
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riconoscimenti economici adeguati,
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politiche di benessere organizzativo,
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valorizzazione dell’esperienza professionale,
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rafforzamento degli organici.
Il tema è stato rilanciato anche da Federico Di Marcello, coordinatore Fisac CGIL Gruppo MPS, e da Luigi Pizzuto, coordinatore Fisac CGIL Banca MPS, che hanno ribadito la necessità di mettere al centro di ogni futura determinazione societaria il ruolo svolto negli anni dalle lavoratrici e dai lavoratori della banca.
Il rilancio e la crescita di Banca MPS, ricordano, sono stati resi possibili dall’impegno e dai sacrifici del personale, che ora chiede un riconoscimento concreto sia sul piano normativo sia su quello economico.
Tutela del perimetro e prosecuzione delle trattative
Tra le priorità indicate emerge con forza:
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la valorizzazione delle professionalità,
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la tutela del perimetro del gruppo,
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il mantenimento del radicamento territoriale,
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un significativo riconoscimento degli interessi e delle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.
Le organizzazioni sindacali hanno confermato che proseguiranno con determinazione le trattative attualmente in corso, avviate a seguito degli accordi di secondo livello sottoscritti nel luglio 2025, parallelamente alla messa a terra del nuovo Piano industriale.