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FIAM: UNA STORIA DI SUCCESSO VERSO UN FUTURO DI SUCCESSO
Il passato ed il presente….
Il FIAM è stato, ed è tuttora, come tutte le forme di assistenza del Gruppo, un importante sostegno ed ha fornito, in oltre 30 anni di storia, aiuto economico ed assistenza a colleghi e familiari iscritti in caso di necessità derivanti da spese sanitarie.
Gli ultimi esercizi, soprattutto quelli post covid, sia per dinamiche legate all’aumento dei prezzi delle prestazioni sanitarie, sia per la sempre maggiore difficoltà all’accesso a prestazioni pubbliche, hanno costretto il consiglio di amministrazione a scelte sofferte che di volta in volta hanno interessato il fronte introiti (con l’aumento delle contribuzioni) ed il fronte esborsi (con la riduzione delle prestazioni).
Oggi il FIAM si presenta sicuramente con i conti in ordine e il bilancio 2025 molto probabilmente riassorbirà parzialmente le perdite degli anni precedenti – ma all’interno del panorama delle casse assistenziali del gruppo è diventata una delle forme più onerose per i propri associati.
Per valutare correttamente i dati economici è importante considerare che il 2025 rappresenta il secondo anno del ciclo triennale dei massimali di spesa. Storicamente, proprio nel secondo anno si registra il numero più basso di richieste di rimborso.
Un capitolo particolarmente critico è quello relativo agli interventi chirurgici e alla copertura assicurativa collegata, in vigore da molti anni. Si tratta di una voce strutturalmente rilevante che, in assenza di un concreto percorso di armonizzazione con le altre forme assistenziali, rischia di diventare difficilmente sostenibile nel medio periodo, imponendo una revisione economica profonda e non più rinviabile.
A queste considerazioni occorre aggiungere che la popolazione di associati al Fiam è da anni in calo per effetto della riduzione del numero di occupati del nostro settore con conseguente aumento dell’età media. E con l’aumento dell’età aumentano anche le necessità legate alla sfera sanitaria…
A puro titolo statistico ricordiamo che i dipendenti Banco Bpm sono passati dai 24.000 circa della fusione ai 19.000 circa attuali.
Gli iscritti attivi, per cui il Fiam riceve il contributo aziendale, sono passati da 1.763 del dicembre 2021 a 1.566 del dicembre 2024 (-11%). Da luglio 2025 il Fiam non può più accogliere tra i suoi associati i colleghi neoassunti, che dovranno obbligatoriamente iscriversi a Fas o CMA.
Il futuro…
Il settore delle casse assistenziali sta vivendo in questi anni cambiamenti legislativi importanti – emanati nel 2019, sospesi fino al 2025 e che entreranno in vigore con l’esercizio 2026 – con un forte input da parte dello Stato che vorrebbe far diventare le casse un “secondo pilastro” sempre più complementare rispetto alle prestazioni fornite dalla sanità pubblica.
Al di là di ogni valutazione politica, quali obblighi introducono queste disposizioni e, soprattutto, quali conseguenze possono avere per il FIAM?
Come tutti i Fondi, anche il FIAM dovrà adeguare in modo strutturale la propria organizzazione amministrativa e gestionale per rispettare i nuovi obblighi di informazione e rendicontazione verso le autorità di vigilanza. Sarà inoltre necessario adottare un nomenclatore/cruscotto standardizzato per la classificazione delle prestazioni erogate, con conseguenti adeguamenti operativi.
Per il FIAM ciò si tradurrà in un intervento profondo sulla procedura informatica e sull’intero impianto gestionale, con costi che oggi non sono ancora quantificabili ma che, per dimensioni e struttura del Fondo, rischiano di incidere in modo significativo sugli equilibri economici. È bene ricordare che, in assenza di armonizzazioni con altre forme assistenziali, tutte le spese amministrative, incluse quelle per il personale e per gli adeguamenti tecnologici, gravano esclusivamente sul bilancio del Fondo e quindi, in ultima analisi, sugli associati.
In conclusione…
Nell’esprimere un caloroso ringraziamento a chi in questi anni ha garantito la buona e corretta gestione del fondo – presidente, amministratori e dipendenti – per le argomentazioni esposte in precedenza, non possiamo che continuare a sostenere la linea di gestione improntata a criteri di prudenza tenuta sino ad ora dal CDA.
Siamo altresì convinti che la strada per garantire un futuro a tutte le forme assistenziali del gruppo, e pari trattamento per tutti i colleghi, non possa essere che quella dell’armonizzazione delle casse/fondi, come iniziata con gli accordi del luglio 2025.
Gli strumenti per gestire un’armonizzazione ordinata ci sono. Ne abbiamo avuto esperienza nel recente passato in occasione dell’operazione di accorpamento dei fondi pensione ex BancoPopolare. Serve solo volontà ed impegno da parte di tutti gli attori coinvolti.
Milano, 23 aprile 2026
COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA UIL


