
25 anni di dialogo con DG FISMA: perché la voce dei lavoratori continua a essere essenziale per il futuro della finanza europea
Ieri a Bruxelles abbiamo celebrato un traguardo importante: venticinque anni di dialogo strutturato tra UNI Europa Finance e la Direzione Generale per la Stabilità Finanziaria, i Servizi Finanziari e l’Unione dei Mercati dei Capitali della Commissione Europea, DG FISMA.
Un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza istituzionale. È la conferma del valore di un metodo costruito nel tempo: quello del confronto tra chi elabora le politiche europee e chi ogni giorno lavora all’interno del sistema finanziario e ne vive concretamente gli effetti.
Venticinque anni di trasformazioni nel settore finanziario
Nel corso di questi venticinque anni, il settore finanziario europeo ha attraversato trasformazioni profonde: la crisi finanziaria globale, l’evoluzione dell’Unione bancaria, l’accelerazione digitale, la crescente attenzione alla sostenibilità e, più recentemente, le tensioni geopolitiche che stanno ridefinendo gli equilibri economici mondiali.
In tutte queste fasi, il dialogo tra istituzioni europee e parti sociali ha rappresentato uno strumento prezioso per comprendere meglio le conseguenze concrete delle scelte regolatorie e per contribuire a costruire un settore finanziario più stabile, resiliente e vicino ai cittadini.
L’incontro di ieri ha dimostrato quanto questo confronto resti necessario.
Integrazione dei mercati finanziari e tutela degli standard sociali
Tra i temi affrontati vi è stato il nuovo pacchetto sull’integrazione dei mercati finanziari e sulla supervisione europea. Un obiettivo condivisibile, volto a ridurre la frammentazione dei mercati e a rafforzarne l’efficienza, ma che pone interrogativi importanti.
L’integrazione non può tradursi in una corsa al ribasso sugli standard sociali, sulla tutela dei consumatori o sulla stabilità finanziaria. Al contrario, deve essere accompagnata da adeguati meccanismi di controllo democratico, trasparenza e partecipazione delle parti sociali.
Pensioni europee: sicurezza economica e ruolo dei sistemi collettivi
Un secondo tema centrale ha riguardato il futuro dei sistemi pensionistici europei. In tutta Europa si discute di come garantire pensioni adeguate in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente pressione sui sistemi pubblici.
È una sfida reale, che richiede soluzioni innovative ma anche equilibrio. Le pensioni pubbliche e i sistemi collettivi negoziati dalle parti sociali continuano a rappresentare il pilastro fondamentale della sicurezza economica nella vecchiaia e non devono essere indeboliti da approcci uniformi che non tengano conto delle specificità nazionali.
Regolamentazione finanziaria e condizioni di lavoro
Particolarmente significativa è stata inoltre la discussione sull’impatto della regolamentazione finanziaria sulle condizioni di lavoro nel settore. Negli ultimi anni i lavoratori hanno dovuto confrontarsi con una crescita esponenziale degli obblighi normativi: antiriciclaggio, protezione dei dati, resilienza digitale, sostenibilità, tutela degli investitori e molto altro.
Queste norme svolgono una funzione fondamentale per la stabilità del sistema e la protezione dei cittadini. Tuttavia, la loro applicazione concreta genera spesso un aumento dei carichi di lavoro, della complessità operativa e delle responsabilità individuali.
Per questo motivo diventa sempre più importante valutare non soltanto gli effetti economici delle nuove normative, ma anche il loro impatto sociale e organizzativo sui luoghi di lavoro.
Finanza sostenibile: semplificare senza indebolire
Infine, il confronto sulla revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation ha evidenziato una sfida che attraversa oggi gran parte dell’agenda europea: semplificare senza indebolire.
Ridurre gli oneri amministrativi è un obiettivo condivisibile, ma non deve tradursi in un arretramento degli standard di trasparenza, nella lotta al greenwashing o nell’impegno verso una transizione giusta dal punto di vista ambientale e sociale.
La qualità delle regole dipende dall’ascolto delle parti sociali
Il filo conduttore di tutte queste discussioni è uno solo: la qualità della regolamentazione europea dipende dalla capacità di ascoltare tutte le parti coinvolte.
Le organizzazioni sindacali non rappresentano soltanto una categoria di interesse. Rappresentano milioni di lavoratrici e lavoratori che sono al tempo stesso cittadini, consumatori, risparmiatori ed elettori.
Attraverso la loro esperienza quotidiana è possibile comprendere se una norma funziona davvero, quali effetti produce e come possa essere migliorata.
Il valore del dialogo tra UNI Europa Finance e DG FISMA
Per questo il dialogo tra UNI Europa Finance e DG FISMA continua ad avere valore dopo venticinque anni.
Non perché produca sempre consenso. Spesso le posizioni sono diverse e il confronto è impegnativo. Ma proprio questa pluralità di prospettive rende il dialogo utile e contribuisce a costruire politiche migliori.
Non è sempre facile: la Commissione Europea oggi riflette troppo i governi europei e quindi le spinte ad indebolire il ruolo delle organizzazioni sindacali sono forti: il nostro impegno è ancora più forte.
Una regolamentazione democratica non può fare a meno dei lavoratori
Guardando alle sfide che abbiamo di fronte – dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione, dalla sostenibilità alle nuove tensioni geopolitiche – la necessità di mantenere aperti spazi di confronto autentico tra istituzioni e parti sociali appare oggi ancora più evidente.
Celebrare questi venticinque anni significa quindi non solo guardare al passato, ma riaffermare una convinzione per il futuro: una regolamentazione finanziaria efficace, sostenibile e democratica non può essere costruita senza il contributo di chi lavora ogni giorno nel settore.
Anna Maria Romano
UNI Finance President