BNL Roma: 90 lavoratrici e lavoratori spostati dal Polo Unico

DAL POLO UNICO AL RITORNO AL PASSATO, 90 COLLEGHI VENGONO SPOSTATI: UNA SCELTA CHE SOLLEVA PIÙ DI UNA DOMANDA

Meno servizi per i lavoratori, più spazio per gli affittuari: è questo il futuro che ci era stato promesso?

Nei giorni scorsi Risorse Umane di Territorio ha comunicato alle RSA di Roma Rete il trasferimento, o forse sarebbe più corretto parlare di un ritorno, con decorrenza prevista ad ottobre p.v., degli uffici della Direzione Territoriale Centro dalla sede di Tiburtina – Palazzo Orizzonte Europa alla ex sede di Artigiancassa sita in Via Crescenzo del Monte. Lo spostamento interessa circa 90 lavoratrici e lavoratori del Centro Corporate & SME Roma, Qualità e Operatività e Crediti Centro. Una decisione che non può essere considerata una semplice variazione logistica.

DIECI ANNI FA SI ANDAVA VERSO IL FUTURO.

L’attuale sede fu presentata anche come il risultato di una scelta strategica che portava a superare la frammentazione dei tre poli romani e a creare un unico centro aziendale moderno, efficiente e facilmente raggiungibile da tutti, capace di ospitare il personale della Direzione Generale, della Direzione Operations e della Direzione Territoriale. Un progetto che prevedeva collegamenti ottimali con il trasporto pubblico, ristorante aziendale, bar, garage, parcheggi per auto e moto, ambulatorio medico, palestra, asilo nido aziendale e spazi progettati per favorire integrazione, collaborazione e funzionalità. Per anni ci è stato presentato il polo unico come il modello organizzativo più efficiente per l’Azienda e per i lavoratori. Oggi, invece, si torna indietro.

COSA TROVERANNO I COLLEGHI NELLA NUOVA SEDE?

La struttura individuata per ospitare i 90 colleghi è proprio una delle sedi lasciate circa dieci anni fa in occasione della realizzazione del polo unico. Una sede che oggi non dispone di nessuno dei servizi presenti nel Palazzo Orizzonte Europa e che, rispetto agli standard promessi e realizzati allora, rappresenta oggettivamente un passo indietro sotto molteplici aspetti. Alla domanda, inevitabilmente posta all’Azienda, su quale beneficio organizzativo concreto giustifichi questo trasferimento, non sono state fornite risposte chiare né pienamente soddisfacenti.

LA VALORIZZAZIONE IMMOBILIARE STA PREVALENDO SULLE ESIGENZE DELLE PERSONE?

Negli ultimi anni il ricorso allo smart working e le politiche di riduzione degli organici hanno modificato profondamente il fabbisogno di spazi aziendali. Contestualmente, l’attuale sede non è più utilizzata esclusivamente dai dipendenti di BNL o del Gruppo BNP Paribas, ma ospita già centinaia di lavoratori di Rete Ferroviaria Italiana e, secondo quanto comunicato di recente, proprio nei prossimi mesi tali presenze aumenteranno ulteriormente. È quindi legittimo chiedersi se lo spostamento dei colleghi sia realmente motivato da esigenze organizzative o se rappresenti invece un ulteriore tassello di una strategia finalizzata principalmente alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.

I fatti, tuttavia, sembrano indicare una direzione precisa. Una strategia che vede l’attuale sede, moderna e appetibile sul mercato, progressivamente liberare spazi a favore di soggetti esterni, mentre viene riutilizzato un immobile che da anni non trova adeguata valorizzazione.

UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA TUTTI.

Sarebbe un errore pensare che il problema riguardi soltanto i 90 colleghi coinvolti. Le stesse logiche che oggi determinano questo trasferimento stanno già producendo effetti sull’intera popolazione aziendale, attraverso una progressiva riduzione degli spazi disponibili, una crescente pressione sull’organizzazione delle presenze e una revisione sempre più restrittiva delle regole sullo smart working. Per questo la questione non interessa solo chi parte, ma anche chi resta.

E DOMANI?

Tra i lavoratori è diffusa una preoccupazione che non può essere liquidata come semplice allarmismo. Se oggi vengono trasferiti 90 colleghi, cosa impedisce che domani il medesimo percorso possa coinvolgere ulteriori strutture e ulteriori lavoratori? Qual è il progetto complessivo per le sedi romane? L’Azienda intende confermare l’assetto del polo unico oppure stiamo assistendo ad un progressivo ritorno alla frammentazione delle sedi? Sono domande legittime alle quali i lavoratori meritano risposte chiare e trasparenti. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere considerati una variabile dipendente delle strategie immobiliari. Le scelte che incidono sulla qualità della vita, sui tempi di spostamento, sui servizi disponibili e sull’organizzazione del lavoro meritano confronto, trasparenza e rispetto. Continueremo a vigilare affinché le esigenze delle persone non vengano subordinate esclusivamente a logiche di valorizzazione degli immobili e continueremo a chiedere all’ Azienda risposte chiare sul futuro delle sedi romane e delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano.

Roma, 30/06/2026

RRSSAA Roma Rete
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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