
Care colleghe e cari colleghi, di seguito riportiamo in modo semplice e schematico i passaggi tecnici e societari relativi all’OPAS di Intesa Sanpaolo e al piano industriale di Banca MPS, al fine di fornire un quadro chiaro ed oggettivo dei prossimi scenari.
Step 1: L’offerta di Intesa Sanpaolo e il piano Unipol
Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) volontaria totalitaria sulle azioni MPS. Il corrispettivo offerto è pari a 16 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione ogni 10 azioni MPS, più 1 euro in contanti per ciascuna azione MPS, per una valorizzazione implicita di circa 10,09 euro per azione e un controvalore complessivo di circa 30,6 miliardi di euro. L’offerta è condizionata al raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale di MPS (soglia che Intesa si riserva di ridurre). In caso di esito positivo, l’accordo vincolante siglato con Unipol prevede la successiva cessione di un’entità bancaria autonoma composta da circa 635 filiali, gran parte delle strutture centrali e il marchio Monte dei Paschi di Siena, per un corrispettivo massimo di 3,5 miliardi di euro. Tale entità, integrata con Bper, assumerebbe la denominazione “Banca Monte dei Paschi”; il perfezionamento della cessione a Unipol è previsto nel secondo semestre 2027.
Step 2: Il piano di integrazione interna del Gruppo MPS
Prosegue in parallelo il progetto di riorganizzazione del Gruppo approvato il 17 febbraio scorso, che prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS (concambio fissato a 2,45 azioni MPS per ogni azione Mediobanca, con delisting di Piazzetta Cuccia) e chiusura attesa entro il quarto trimestre 2026. Il 23 giugno i Consigli di Amministrazione di Banca MPS, Mediobanca Premier e Banca Widiba hanno approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di MPS a favore di Mediobanca Premier e il progetto di scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba. L’obiettivo dichiarato è configurare MPS come gruppo bancario e finanziario complesso (comprensivo delle attività di investment banking e della partecipazione in Generali), quale perimetro industriale alternativo a quello delineato da Intesa. Come Organizzazioni Sindacali seguiremo con particolare attenzione i riflessi di tali scissioni sui perimetri aziendali e sulle colleghe e i colleghi coinvolti.
Step 3: L’ipotesi “Terzo Polo” e la proposta di Banco BPM
Il Governo e il MEF continuano a valutare gli assetti del consolidamento bancario. Sull’operazione Intesa sono in corso le verifiche di BCE, Banca d’Italia, IVASS e Antitrust (quest’ultima focalizzata sulla concentrazione degli sportelli), oltre alle procedure relative al Golden Power. In parallelo, resta sul tavolo la proposta di aggregazione “alla pari” avanzata da Banco BPM l’8 giugno: si tratta di una proposta ad oggi non vincolante e priva di prezzo o concambio definiti. Le ipotesi circolate sulla stampa, basate sul rapporto tra le capitalizzazioni di Borsa (circa 33,3 miliardi MPS contro 23,8 miliardi Banco BPM), indicano un possibile concambio nell’ordine di 1,4 azioni Banco BPM per ogni azione MPS, ovvero l’inserimento di una componente in contanti.
Step 4: Il CdA di MPS del 16 luglio 2026
Il Consiglio di Amministrazione di MPS, dopo la riunione interlocutoria del 22 giugno, si riunirà il 16 luglio per esaminare la relazione tecnica predisposta dagli advisor sulle opzioni strategiche: l’OPAS di Intesa Sanpaolo, la proposta di Banco BPM e la prosecuzione del percorso stand-alone di integrazione con Mediobanca.
Step 5: La quota residua del Tesoro
Il MEF detiene ancora il 4,863% del capitale di MPS (controvalore teorico di circa 1,6 miliardi di euro). A fine giugno sono circolate indiscrezioni su un possibile collocamento accelerato (ABB) da realizzarsi entro l’8 luglio, prima dell’avvio del black-out period legato al calendario societario; il Ministero ha smentito un’operazione imminente senza tuttavia escludere il ricorso a tale strumento, la cui successiva finestra utile si aprirebbe a fine agosto. Il Ministro Giorgetti ha dichiarato l’intenzione di attendere la finestra di mercato più opportuna per massimizzare l’incasso.
Step 6: LO SNODO DI SETTEMBRE — L’Assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo (10 settembre 2026)
Il 10 settembre 2026 rappresenta la data cardine dell’intera operazione. In quella sede gli azionisti di Intesa Sanpaolo saranno chiamati a deliberare l’aumento di capitale a servizio dell’OPAS, ossia l’emissione delle nuove azioni che costituiranno il corrispettivo dell’offerta (16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS, più 1 euro in contanti per azione). Si tratta di un passaggio tecnicamente indispensabile: senza le nuove azioni autorizzate, Intesa non dispone materialmente del corrispettivo da consegnare agli azionisti MPS aderenti, e il periodo di adesione non può quindi aprirsi prima di tale data. È a valle di questa assemblea — insieme alle autorizzazioni delle Autorità — che l’operazione entrerà nella sua fase esecutiva.
Step 7: Le tempistiche Consob e il periodo di adesione (tra fine settembre e dicembre 2026)
Intesa Sanpaolo ha depositato in Consob a fine giugno il Documento di Offerta, dopo aver presentato alle Autorità competenti le istanze autorizzative previste. A seguito dell’approvazione del documento da parte di Consob e dell’assemblea del 10 settembre, il periodo di adesione all’offerta — durante il quale ogni singolo azionista deciderà se conferire le proprie azioni a Intesa — è atteso tra la fine di settembre e dicembre 2026, con durata compresa tra 15 e 40 giorni di Borsa aperta. L’operazione resta subordinata alle autorizzazioni delle Autorità di vigilanza e concorrenza (BCE, Banca d’Italia, IVASS, Antitrust, Golden Power): in caso di mancato ottenimento, l’offerta non si perfeziona e le azioni restano nella disponibilità degli azionisti MPS.
Step 8: La convocazione dell’Assemblea Straordinaria di MPS
Nel rispetto della passivity rule, il management di MPS non può varare autonomamente operazioni difensive o piani concorrenti, ma necessita dell’autorizzazione dell’Assemblea straordinaria dei soci. La normativa TUF prevede procedure accelerate per queste casistiche: il CdA può deliberare e convocare l’Assemblea con soli 15 giorni di preavviso per sottoporre al voto degli azionisti le manovre alternative (come l’eventuale aggregazione con Banco BPM).
Il profilo occupazionale
Segnaliamo infine che il piano presentato da Intesa Sanpaolo prevede circa 6.800 uscite aggiuntive, dichiarate esclusivamente su base volontaria e in continuità con l’approccio adottato nelle precedenti integrazioni, con l’impegno di un’assunzione per ogni uscita, per un totale di circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029. Come Organizzazioni Sindacali vigileremo affinché ogni scenario — qualunque sia l’esito della partita societaria — garantisca la piena tutela occupazionale, professionale ed economica di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del Gruppo, rivendicando fin d’ora il confronto sindacale previsto dalle procedure di legge e di contratto.
Continueremo a monitorare puntualmente le evoluzioni societarie per tutelare, in ogni fase, le condizioni normative ed economiche delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo.
Milano, 9 luglio 2026
Le Segreterie di Coordinamento FISAC Mediobanca